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L’educazione sentimentale di Gustave Flaubert

Siamo a Parigi, tra la Rivoluzione francese del 1848 e la fondazione del Secondo impero di Napoleone, periodo di instabilità politica e barricate, progetti rivoluzionari e difese strenue di privilegi e ricchezze.

Nel progetto originario del romanzo, l’autore prevedeva un lavoro a metà strada fra il romanzo sentimentale e quello dei costumi parigini, per fornire al lettore un quadro sulla storia morale della sua generazione.

Tra salotti, abitazioni di lusso e squallide dimore si muovono i protagonisti: Frédéric Moreau, giovane e ambizioso studente e un mondo di nobili e ricchi borghesi dediti soprattutto a occupazioni di scarso impegno, interminabili e vacue discussioni politiche, scambi di denaro non sempre limpidi.

Tutti, comunque, costretti dai tempi ad abbandonare illusioni e ideali e l’abitudine a fare del denaro e della falsità il cardine dei loro rapporti umani, sono incapaci di trovare antidoti alla disperazione per la propria impotenza e mediocrità e affrontano con sgomento i cambiamenti politici in corso che minano le loro sicurezze sociali ed economiche.

Il mondo esterno, con le sue istanze di radicali cambiamenti e l’entrata di nuovi protagonisti non tocca i loro cuori e le loro menti e viene vissuto come un incidente di cui liberarsi in ogni modo possibile.

Attraverso le vicende amorose del protagonista Frédéric, tra intrighi e ripicche, scava nel profondo di innamoramenti inappagati, passioni fugaci, legami apparentemente rassicuranti ma nutriti piuttosto dalla pietà, proposte di matrimonio dettate solo dall’interesse.

L’educazione sentimentale, che dovrebbe fare da strada maestra per realizzare i sogni e le ambizioni di Frédéric, non permetterà mai al giovane di raggiungere equilibrio e serenità; resterà infatti sempre innamorato dell’idea dell’amore a cui non riuscirà mai a dare concretezza.

E nemmeno la prospettiva della nuova società che agita le strade di Parigi smuoverà la sua rassegnata indolenza o potrà trasformarlo da passivo spettatore a protagonista del futuro che sognava.

Avevamo scelto questo romanzo, noi del gruppo di lettura, per cimentarci con un classico; a fine lettura il parere è stato contraddittorio e condiviso.

Abbiamo apprezzato l’ottima scrittura, ma che fatica seguire descrizioni accuratissime senza fine; ci siamo stupite di una narrazione che non riesce a presentare nemmeno un personaggio che sembri positivo; le descrizioni degli ambienti, abilmente cesellate, a volte sottraggono spessore e interesse alle importanti vicende politiche del mondo che sta fuori.

Grande poi è stato lo stupore di trovarci all’inizio a parlare di due romanzi apparentemente differenti.

Dalla prima edizione del romanzo, infatti, letta da una di noi e la seconda edizione (pubblicata anni dopo) che le altre di noi avevano in mano, Flaubert ha cambiato protagonisti, vicende, trama.

Tanti dubbi su questo cambiamento e l’intenzione di indagare sul perché.

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