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Longevità non fa rima con fatalità

Le centenarie sono l’80% dei 22.552 centenari italiani, di cui ben 21 hanno più di 110 anni e sono più rappresentati in Liguria e in Molise.

Vengono definiti longevi (letteralmente chi invecchia oltre la media) e rappresentano la punta della piramide della popolazione di anziani che, secondo l’OMS si conteggiano dai 75 anni in su (dato aggiornato rispetto ai 72 precedenti in considerazione dell’allungamento dell’età della popolazione)

Di longevità si comincia a parlare molto, così in qualche modo si bypassa il termine “vecchiaia” che, proprio perché più legato al significato di logoro, consunto, sciupato, malato, non ha ancora ucciso lo stereotipo che la imprigiona e viene parafrasato con piacere: terza età, quarta età infatti continuano ad avere la meglio rispetto a vecchiaia così come over, senior ecc. hanno la meglio su vecchio o vecchia. Anziano resta una definizione più aristocratica, ma traballa anche lui.

In questo numero della nostra Newsletter parliamo brevemente di linguaggio/ ageismo/stereotipo (nell’articolo La nonnina dà battaglia), perché le cose non migliorano da questo verso, ma adotteremo anche noi il termine LONGEVITA’ per poter attraversare nel modo più ampio possibile l’universo degli over 65 che si potrebbe estendere, se si ha la fortuna di invecchiare anche fino ai 100 e oltre, come leggiamo più sopra. Potenzialmente oltre 35 anni di “vecchiaia” troppo poco conosciuta e troppo poco sostenuta.

Nel titolo parliamo di fatalità e cioè il contrario della programmazione che è quella che manca nei confronti delle nostre esigenze e nel termine longevità troveremo lo spazio per scoprire chi siamo nella vita reale che conduciamo, vivendo la nostra età tra gioie, attività, intoppi, malattie, affetti, desideri, preoccupazioni e ansie per la lentezza con la quale ci si occupa di noi (a parte i risultati teorici di magnifici ed interessanti studi).

La longevità forse mette all’angolo la vecchiaia, nel senso che il pericolo è che davanti all’immensità di problemi che accompagnano l’ingrossarsi della nostra compagine attuale, si preferisce prendere tempo e lasciarci all’arte dell’arrangiarsi, deviando verso la straordinarietà dei 22mila e passa dei centenari. Ma noi non cadremo nella trappola e la fatalità non avrà più alibi…e vi diremo come 

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