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Sempre di più emerge il fenomeno dei divorzi in età avanzata, i cosiddetti “divorzi grigi” o  “gray divorce”.

Quella che sembrava essere una lieve nuova tendenza, negli ultimi dati ISTAT viene confermata da un deciso aumento, tra il 2014 e il 2020, dei divorzi nelle coppie ultracinquantacinquenni (quasi triplicati) e di quelli tra gli over 60 (quasi raddoppiato). Questa tendenza si trova anche in altri paesi europei con picchi in Germania, Francia e Svezia. Alla base dell’aumento dei divorzi grigi c’è il cambiamento di atteggiamento nei confronti del matrimonio e del divorzio, l’aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro e l’allungamento dell’aspettativa di vita. In particolare, l’allungamento dell’età, che fa sì che molti matrimoni non più soddisfacenti vengano interrotti, aspetto poi che viene rafforzato dalla condizione di “nido vuoto” per cui l’ uscita dei figli dalla casa viene visto come un via libera senza complicanze per i rapporti famigliari,  si vedrà però che questo non è vero e ha conseguenze poco studiate e negative. Gli «over 60» di oggi sono i baby boomers, la generazione che per prima ha conosciuto la rivoluzione dei costumi e le lotte per l’autodeterminazione delle donne negli anni 60 e 70 e che più ha sperimentato il divorzio nell’eta giovanile e mezza età. 

Il divorzio “grigio” potrebbe quindi essere un evento distintivo del corso di vita per i Baby Boomer, la cui propensione al divorzio è stata evidente fin da giovani adulti. Con l’allungamento della vita media i 60-70enni di oggi sono molto diversi da quelli di un tempo: hanno più energie, prospettive e anni da vivere, molti in pensione per lunghi anni. Quindi sempre meno disposti a rimanere in matrimoni che li rendono infelici.  Le donne tendono a chiedere il divorzio più degli uomini, ma il limite più evidente, data la condizione ancora oggi di disparità salariale e pensionistica del genere femminile, rimane quello socioeconomico e divorziare da ‘vecchie’ può concernere prevalentemente una popolazione ricca o comunque abbastanza benestante.
Gli over 50 e in particolare gli over 60 che divorziano hanno spesso figli adulti che non vivono più con loro. Ma questo non significa che il divorzio non abbia ripercussioni sui legami familiari. Anche in questo caso, le conseguenze sono distinte per genere.
I ricercatori hanno ampiamente studiato come i bambini piccoli siano influenzati dal divorzio, mentre l’impatto sui figli adulti è stato a lungo trascurato, forse perché si presumeva che fossero più maturi e più capaci di reagire. Tuttavia, già alla fine degli anni ’80, ricerche emergenti hanno scoperto che, proprio come i bambini piccoli, gli adulti reagivano al divorzio dei genitori con rabbia, shock e “tristezza persistente”.
Col divorzio le donne subiscono soprattutto una «penalizzazione economica», perché durante il matrimonio hanno spesso sacrificato la carriera e la realizzazione economico-lavorativa alle esigenze delle famiglie. Gli uomini invece hanno di solito una «penalizzazione sociale».

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