

Vera, giornalista quarantenne dibattuta tra insoddisfazioni e dubbi sul lavoro che fa; Andrea, deluso dal suo mondo accademico che lo sta portando nel baratro di uno scandalo; il misterioso orologiaio di Brest, presenza costante sulla soglia di un negozio ma la cui vita è circondata da un alone inquietante di mistero. Sono i protagonisti del romanzo di Maurizio de Giovanni.
Tre persone che all’apparenza non hanno storia, desideri, angosce esistenziali in comune; la loro vita sembra scorrere su binari che non prevedono avvicinamenti.
Ma un giorno, inaspettatamente, Andrea si trova davanti Vera che, spinta dalla ricerca di una verità che la riappacifichi con la vita, lo mette al corrente di un segreto che li accomuna; un fatto di sangue di molti decenni prima, un buco nero misterioso insinuatosi per anni nella vita di Vera togliendole serenità; un segreto, tenacemente protetto dalla mamma di Andrea, che una volta conosciuto, dà nuovi contorni alla sua vita; la figura dell’orologiaio che sembra acquistare ancor di più ambiguità e mistero.
De Giovanni comincia così un racconto che oltre a trama di romanzo diventa indagine politica perché trasporta il lettore negli anni bui della Repubblica, lo costringe a ripercorrere storie di terrorismo e di terroristi, gli fa riaprire il libro sulle vicende di “misteriosi uomini degli ingranaggi”, militanti di organizzazioni combattenti, custodi di segreti inconfessabili.
Si aprono cassetti di memorie custodite gelosamente e con dolore, si spalancano porte che hanno protetto affetti e delitti; Vera, che all’inizio del romanzo sembrava l’unica alla ricerca della verità, travolge anche Andrea in questa precipitosa e dolorosa corsa a ricordi rimossi. E, finalmente, anche la figura dell’orologiaio di Brest acquista una sua autenticità, dibattuta tra amore e rimpianto per la sua famiglia e appassionata adesione a grandi ideali.
Il gruppo di lettura non ha espresso un giudizio unanime sul romanzo; qualcuna di noi, facendo riferimento allo stile, ha messo addirittura in discussione la reale paternità del romanzo. La storia, comunque, ha fatto fare a tutte un balzo all’indietro verso ricordi di eventi che ci hanno coinvolto e interessato.