DA VEDERE: Elisa di  Leonardo Di Costanzo – recensito da Roberto Goisis
Settembre 29, 2025
E se i nonni si separano? Bel problema!  
Novembre 14, 2025
Mostra tutto

 NONNI: Obbedire ai figli quando fanno i babysitter?

Un nonno ha scritto a “Darons Daronnes” (una rubrica di “Le monde”) questa lettera:

“Vorrei affrontare un argomento delicato, ovvero la gestione simultanea di nipoti cresciuti secondo modelli educativi divergenti. Abbiamo “in casa” genitori concentrati sul cibo e genitori concentrati sul sonno, genitori permissivi e genitori severi, protettori centripeti ed esploratori centrifughi. Inoltre, i genitori concentrati sul sonno non si preoccupano del cibo, e i genitori concentrati sul cibo non si preoccupano del sonno.
Quando si hanno questi modelli diversi contemporaneamente, la situazione diventa critica.” Cibo contro sonno… Creare due (o tre) dormitori con orari scaglionati e due (o tre) servizi con due (o tre) menù è totalmente impossibile. Quindi imbrogliamo (o addirittura mentiamo): niente più pisolini programmati e andare a letto prima del sole, niente più cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Chi mangia diventa dormiente e chi dorme diventa mangiante. E la parte migliore è che tutti ritrovano il loro bioritmo non appena tornano alla normalità.

IDEE, RISPOSTE, PROPOSTE  

Caro nonno,
sono una nonna di una sola nipote e leggendo la tua lettera ho pensato che il tuo dubbio amletico non mi riguardasse; però non è così! Riguarda anche me.
Immediatamente mi sono detta: bravo! Continua così! Io farei lo stesso. Riflettendoci ho, invece, capito che tu poni un quesito molto importante: qual è il ruolo dei nonni nel tempo presente? Quello di baby-sitter per aiutare le nostre figlie e figli a conciliare lavoro e famiglia o anche di educatori all’interno del nucleo famigliare?
Non ho risposte certe, ma la tua decisione mi pare saggia; offre ai nipoti un pensiero critico e ai genitori dubbi sulle loro idee, che sembrano più degli imperativi per sminuire il ruolo positivo dei nonni nella vita affettiva dei giovani. (Myriam)

Caro nonno,
sono nonna di un nipote oramai grande e ritengo che i bambini debbano dormire bene, mangiare ancora meglio e lasciarsi coccolare dai nonni. 
Non essendo una grande cuoca, mi posso vantare solo di essermi impegnata sul sonno e sul gioco, credo con profitto, tanto al buon cibo pensava l’altra nonna, cuoca rinomata. I genitori, dunque, hanno potuto alternativamente lodare o criticare l’una o l’altra, senza gravi conseguenze, dato che complessivamente il bambino è stato bene. E le nonne anche. (Flora)

Caro nonno,
le difficoltà, da lei denunciate, nel barcamenarsi fra il mangiare e il dormire, nel cercare di seguire le regole dettate dai genitori dei nipoti, mi hanno rimandato alla mia esperienza di nonna.
Credo che, per rispetto dei nonni, vada riconosciuto che ognuno nella propria casa decide le regole riguardanti sonno e pasti; quindi, mi par giusto che chi viene a chiedere aiuto si debba attenere alle stesse.
Solitamente i pasti in casa dei nonni sono graditi! Per il sonno i bimbi dormono quando sono tranquilli, capiti e accettati in un ambiente sereno. I genitori dei nipoti vivono in momenti non facili: lo stress, il lavoro, l’allungamento degli orari -le certezze e le sicurezze ormai sono merce rara – per cui, magari, parlando loro scopriremo che anch’essi hanno bisogno di essere accolti, aiutati, accuditi. (Paola)

Caro Nonno,
non avendo io né figli né nipoti, posso basarmi solo su ciò che vedo intorno a me e, soprattutto, sulla mia esperienza di nipote. Quando stavo a casa dei nonni, al mio ritorno a casa la mamma brontolava spesso dicendo che “mi avevano viziata”, ma, forse proprio per questo, per me erano sempre state esperienze indimenticabili. Secondo me la nonnitudine deve essere lo spazio del gioco, del divertimento e dell’ascolto e, pur rispettando fondamentali regole di comportamento, che oggi anzi mi paiono spesso trascurate dai genitori, possa dare ai nipoti la percezione di un tempo “altro” rispetto alla normalità cui sono abituati. E ben vengano i dormienti che diventano mangianti e viceversa! (Luciana)

Caro nonno,
mi sembra che il tuo problema sia avere tanti nipoti tutti diversi e provenienti da genitori diversi (pur educati da te e da tua moglie in modo uniforme). Io non ho nipoti perché i miei figli non li hanno ancora fatti o non li faranno mai. Ma dentro di me sarei pronta ad accoglierli e penso che il luogo dei nonni dovrebbe essere un’esperienza da ‘ isola che non c’è, dove non c’è fretta, dove il tempo scorre dando attenzione alla relazione, alle cose, al cibo che la nonna o il nonno in questione propone,(più o meno buono a seconda della maestria degli stessi), al rispetto, all’ascolto, e soprattutto al gioco. Non dovrebbe esserci contrapposizione tra le regole dei genitori e le regole dei nonni, ma la possibilità di un territorio da esplorare e di storie da raccontare e da ascoltare per portarle con sé. (Lucilla)

Caro nonno,
quanto a nipoti ne ho quattro! Per un certo periodo, però, ho fatto parte di quella categoria particolare che vive la “contemporaneità dei ruoli”: essere nonna ed essere figlia, quindi chiamata ad un ruolo di cura su due livelli completamente diversi, ambedue profondamente coinvolgenti. Sono diventata madre piuttosto tardi, di due figli nati a poca distanza l’uno dall’altro, ritardo dovuto alla difficoltà di concepirli. L’annuncio dell’attesa del primo nipote da parte di mio figlio e di sua moglie è stato un momento indimenticabile: una gioia vera e anche un senso di stupore nel vedere come per loro fosse stato tutto così semplice arrivare a dirmi: “Aspettiamo un bambino!”. Lo stesso stupore l’ho provato quando è stata mia figlia ad annunciarmi la sua prima gravidanza: con lei, inevitabilmente, sentivo un’identificazione ancora maggiore.
Dal terzo nipote in poi, nessuno stupore, solo gioia, allegria e festeggiamenti.
Il rapporto con mia madre è sempre stato complesso e non è certo migliorato con la mia maternità. Ricordo ancora con fastidio una delle prime frasi che mi ha detto: “Sicuramente anche tu non avrai latte, come me!”. Da lì in poi, il copione è stato sempre lo stesso: ciò che per me era A, per lei era B, e naturalmente ero io in errore.

Racconto questo perché quell’esperienza ha profondamente guidato e guida – il mio rapporto con i figli e i nipoti, il mio modo di essere madre e nonna. Non voglio cadere nello stesso errore: NON voglio criticare, a costo -come si suol dire- di mordermi la lingua.
Allo stesso tempo, ho sempre fatto presente ai miei figli che anche loro devono rispettare le differenze di idee, di visione del mondo, di stile di vita. Io e il nonno non intendiamo rinunciare a essere noi stessi nel rapporto con i nostri nipoti. Cerco di rispettare i loro modelli educativi – anche nel mio caso piuttosto diversi – ma mi concedo qualche piccola trasgressione alle prescrizioni, che non dico loro di tacere ma piuttosto di raccontare pure.
Concordo quindi con il nonno, che nella sua lettera ha espresso un pensiero molto vero: una volta tornati a casa, i bambini ritrovano comunque il loro ritmo, le loro abitudini e le regole delle rispettive famiglie.
In ogni caso, sento e condivido le difficoltà legate all’educazione dei bambini di oggi, in particolare quella di tenerli lontani dagli strumenti tecnologici – tablet, cellulari o videogiochi – fin dalla più tenera età. Sembra quasi che il loro più grande desiderio sia quello di “giocare con uno schermo”, di fare dei giochini che non hanno niente in se di negativo, ma che li espongono a un tipo di frustrazione molto diversa da quella che si sperimenta nella vita reale e che, a mio avviso, meriterebbe di essere approfondita.
Non invidio, dunque, le sfide che i genitori di oggi devono affrontare per educarli e naturalmente noi nonni, cerchiamo di aiutarli e di sostenerli con la nostra vicinanza e disponibilità.
Aggiungerei, cari nonni tutti, che è anche importante che non ci riduciamo -se possibile- ad essere solo nonni. manteniamo vivi i nostri interessi, coltiviamo curiosità e teniamo in allenamento le nostre “celluline cerebrali”, perché solo così potremo essere una presenza migliore anche per loro.
Una nonna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *