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Capelli grigi: l’età non viene più camuffata

Capelli grigi – l’età non viene più camuffata 

I capelli grigi sono diventati glamour!  E con ciò è stato invalidato il detto comune secondo cui le persone anziane usano la tintura per capelli per mascherare la loro età, ed evitare di essere stigmatizzate come “vecchie”?

Di recente molte donne hanno smesso di tingersi i capelli e scelto di diventare naturalmente grigie, come si vede nei media mainstream, nei social media e in ogni dove. La risposta è stata incoraggiata anche dalla pandemia di Covid-19, che ha sottolineato la profondità e la pervasività dell’ageismo.

L’ageismo è uno stereotipo negativo, un pregiudizio e un atto di discriminazione nei confronti delle persone anziane; è non solo endemico nelle società occidentali, ma in aumento. Sebbene l’ageismo colpisca entrambi i sessi, le donne sono soggette a una maggiore discriminazione in molti ambiti. La natura di genere dell’ageismo è particolarmente evidente quando si riferisce all’aspetto fisico; esiste la convinzione diffusa che il fisico delle donne si deteriori più di quella degli uomini.

Le opinioni su questo cambiamento sono molteplici. Per capire meglio le ragioni che hanno indotto le donne a ripudiare il precetto secondo cui l’età dovrebbe essere camuffata, ci  è parso interessante una ricerca fatta in Australia, Gran Bretagna e Stati Uniti che ha indagato le esperienze delle donne nel decidere di smettere di tingersi e le conseguenze, sia in termini di come credevano che gli altri le percepissero, sia come si sentivano loro stesse (Vanessa Cecila, Louise F. Pendrya, et al., Gendered ageism and gray hair: must older women choose between feeling authentic and looking competent?  Journal of women & aging, volume 34, n. 2, 2022)

“È sicuramente una lotta. (…) Stiamo sicuramente combattendo contro generazioni che percepiscono in modo negativo le donne che invecchiano”, racconta una delle intervistate e un’altra aggiunge: “(…) Lavoro con studenti universitari. Prima che smettessi di tingermi i capelli, pensavano che fossi molto più giovane e mi trattavano come una di loro. Ora mi trattano come una persona anziana, supponendo che non riesca a relazionarmi con loro”.

Un’altra partecipante credeva di dover trasmettere apertamente la competenza professionale attraverso il suo aspetto: “Sul posto di lavoro l’aspetto [della] giovinezza è la prima impressione. Devi apparire al top del tuo gioco” e i capelli tinti dall’aspetto giovanile sono uno di questi. Poi ha rinunciato a questo simbolo di competenza sul lavoro, ed è diventata grigia: “Il mio ex capo mi trattata in modo diverso dopo che ho smesso di tingermi i capelli. È difficile da spiegare, ma è quasi come se avessi perso credibilità”.

L’indagine riferisce di molte situazioni in cui le donne hanno scoperto di essere considerate meno abili fisicamente quando hanno smesso di tingersi i capelli e altre si sono trovate non solo a essere considerate meno capaci fisicamente, ma anche meno competenti nel lavoro. Per alcune la storia è stata più sottile: sono state rese socialmente invisibili e quindi irrilevanti.

I racconti tipici sono stati: “Sono contenta di essere naturale e di non colorare più i capelli, ma a volte mi sento invisibile e non sono così apprezzata come prima”.  “C’è l’idea che una volta che diventi naturale con il colore dei tuoi capelli, stai ‘rinunciando’ . . . Sembra che gli uomini non ricevano mai queste critiche”.

 

Le donne si sono fatte crescere i capelli grigi sfidando lo stigma di “vecchie” e lo hanno fatto, per lo più, per sentirsi più naturali, per evitare una ‘rutine’ che costava impegno e denaro. Le risposte dei datori di lavoro, manager e responsabili al rifiuto di camuffamento sono state di emarginazione, di invisibilità, di irrilevanza; atti di ritorsione a cui le donne hanno risposto cercando altre vie per sembrare persone ugualmente adeguate a ricoprire quelle posizioni cambiando modo di vestire e look. Non hanno accettato la svalutazione sociale e contrapposto la ferma decisione e rifiuto

di essere considerate incompetenti e vecchie. Le donne anziane – conferma la ricerca – vogliono mantenere lo status sociale e farlo senza ricorrere a camuffamento della loro età e sentirsi libere.

Tutto ciò ha richiesto sforzo, spese finanziarie e vigilanza, forse non troppo dissimili da quelle necessarie per tingersi i capelli; tuttavia, viene sottolineato che le donne non accettano l’emarginazione sociale e sono determinate a mantenere le loro posizioni.

Tali sforzi se troppo faticosi possono anche far desistere e “lasciarsi andare”, e il rischio di essere stigmatizzate è cogente.

 

Un dato ulteriore da sottolineare è il seguente: le risposte hanno indicato una differenza tra la motivazione a smettere di tingersi i capelli tra chi lo ha fatto per sembrare più autentica e chi per sentirsi autentica. Le partecipanti che hanno riferito di voler apparire autentiche hanno anche affermato di essersi impegnati di più con il trucco, la cura della pelle e le scelte di abbigliamento. Coloro che hanno riferito di volersi sentire più autentiche non lo hanno fatto. Tuttavia, hanno affermato di aver sperimentato una maggiore disponibilità e rispetto. Ciò suggerisce che, a differenza di coloro che facevano uno sforzo di compensazione migliorando il loro aspetto, non stavano cercando di prendere le distanze dalla categoria “vecchia”, ma piuttosto di riformulare il significato della categoria. Per il secondo gruppo passare da un aspetto giovanile o di mezza età a uno più anziano non era del tutto problematico; poteva anche essere accolto con favore. Coltivare la consapevolezza dei benefici dell’essere e dell’apparire più anziani è stata una strategia che alcuni hanno usato per mitigare la perdita di status e i sentimenti di vergogna discussi poco sopra. Le forme principali di benefici menzionate frequentemente dalle rispondenti sono state: maggiore libertà e rispetto.

Libertà. L’invisibilità che le intervistate hanno sperimentato è stata angosciante per alcune, ma apprezzata da altri che l’hanno vista come una liberazione dal costante scrutinio.

Rispetto. Un altro effetto piacevole dell’apparire più vecchi per alcune è stato – in contrapposizione alla marginalizzazione – un maggiore rispetto sia nella vita in generale sia sul posto di lavoro, cosa che hanno trovato sorprendente: “in realtà sento che man mano che sono diventata più vecchia le persone sono più gentili con me, e mi mostrano più rispetto di quanto non sia mai successo prima”.

Il risultato della ricerca ci dice che le donne possono trovarsi vincolate da aspettative sociali incompatibili, stereotipi sessisti e assediate da ogni parte dalla minaccia di essere svalutate qualunque siano le loro decisioni sulla loro autopresentazione e il loro aspetto.

Vanessa Cecila, Louise F. Pendrya, et al., Gendered ageism and gray hair: must older women choose between feeling authentic and looking competent?  Journal of women & aging, volume 34, n. 2, 2022

 

 

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