Da leggere : Qualche consiglio di lettura
Ottobre 1, 2026
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Dal nostro gruppo di lettura: L’idiota di Fedor Dostoevskij

Ci siamo lasciate prima dell’estate e ci siamo date i compiti delle vacanze. La scelta è caduta sulla lettura di un classico, di uno di quei libri che come si dice spesso “non è possibile non aver letto e, eventualmente, fa sempre bene rileggere”: L’idiota di Dostoevskij.
Ritrovarci a settembre ha voluto dire scoprire come è andata la lettura del nostro libro messo sul comodino, il suo indice di gradimento, l’interesse e la passione che noi, lettrici appassionate, abbiamo messo nelle sue pagine, 750 circa. 
Ci aspettavamo posizioni discordanti e così è stato. Qualcuna di noi l’ha letto per intero, seguendo e partecipando dalla prima all’ultima pagina alla storia del protagonista, il principe Myskin, giovane estraneo alla vita pubblica, ai giochi di potere, incapace di malizia, ingenuo senza artifici e per questa sua innocenza considerato spesso idiota. Opinione diffusa anche perché soffre fin da ragazzo di una malattia grave tipo epilessia e le crisi che si ripetono nel corso della vicenda sembrano confermare il suo status di povero demente.
Nella San Pietroburgo di metà ‘800, fa la sua comparsa in una società dominata dal denaro, dall’ambizione, dalle apparenze. Qui l’amore che vuol essere salvifico per Nastas’ja, quello altalenante per Aglaja, lo scontro con la passione violenta e possessiva di Rogozin e la presenza di numerosi comprimari descritti con grande attenzione, scrivono il copione della vicenda d’amore che percorre le strade dalla passione alla tragedia. Nasta’ja allevata per essere amante, ma con moti di ribellione quasi femminista, potrebbe essere la protagonista di una tragedia greca; Aglaja, ragazza inquieta e capricciosa ma di buona famiglia e quindi più accettabile socialmente come fidanzata, fa passare al principe alti e bassi tormentosi, è l’altra faccia delle due forme di amore in cui si dibatte il principe; Rogozin, violento e possessivo, rappresenta il mondo estraneo in cui si ritrova Myskin e da cui non riesce a sfuggire.
Trama appassionante, a giudizio di tutte noi, ma qualcuna non ha retto la lunghezza delle descrizioni degli ambienti, la precisione quasi maniacale con cui vengono descritti i personaggi, la pesantezza della narrazione di vicende che a volte occupa pagine e pagine del libro.
Come al solito, in presenza di gradimenti molto distanti, la nostra discussione è stata vivace, ricca di spunti di riflessione, di parziali ripensamenti, di suggerimenti. Insomma, tutto quello che la lettura comune di un libro regala alle lettrici. 
Recensione di Milena Pieri

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