Vedi sul Browser | annulla l'iscrizione | aggiorna profilo
‌
‌
‌

In questo numero:  pensieri per l'estate e...state fresche! 

‌
‌

  Madre Mare  

tre-donne-al-mare ‌

Se la terra è la madre, il mare è la nonna, muubilli, letteralmente “nonna mare”, è come i kuna chiamano il grande mare.  I Kuna sono una popolazione indigena che vive nelle isole del Guna Yala, a Panama, “un paradiso perduto di terra e mare, dove gli abitanti vivono di pesca, del commercio di noci di cocco e di molas, favolosi tessuti tradizionali creati con la complicata tecnica della sovrapposizione”. Nel Guna Yala raccontano che i bambini li portano i delfini. Se una gatta è incinta o lo è una cagna si fa credere ai bambini che i cuccioli sono cetrioli di mare e che presto usciranno dall’acqua per vivere con gli umani. Il legane tra mare e universo femminile è testimoniato da molti altri tratti della loro cultura. 
Valentina Pigmei ci racconta di questa popolazione e dell’importanza dell’oceano, dei rischi che corriamo se continuiamo a alterare il sistema. Lo fa citando importanti scoperte di scienziate marine, di antropologhe con un intreccio formidabile tra scienza, filosofia e letteratura. I nuovi modi di creare, di comunicare, di resistere per far si che il mare continui a essere la nostra casa, nostra madre, la nostra vita. 
Alla nonna-mare (muubilli) sarebbe bastato volerle bene, ma poiché non è stato così, oggi l’oceano soffre. A quelle latitudini più che mai; nei paradisi corallini si registra un innalzamento del livello del mare spaventosamente alto rispetto alla media (sei millimetri contro i due di media). Come i kuna, tanti altri “popoli del mare” sono a rischio e alcuni saranno costretti a breve a lasciare le loro isole. (v. articolo di Valentina Pigmei in Treccani-Newsletter, 16 giugno 2022) Anche sul nostro sito

‌
‌

 Compiti delle vacanze         

compiti-vacanze ‌

Che andiate o meno in vacanza, il periodo estivo lascia più tempo libero e dà spazio a qualche riflessione su sé stesse: quelle che si fanno ad occhi socchiusi nel dormiveglia o sdraiate al fresco. La mente vaga libera e possiamo cogliere l’occasione per osservarci e capire se sta andando tutto bene e se stiamo andando in una direzione che ci piace. Perché questo quesito?
Perché invecchiare bene è un lavoro difficile che richiede autodisciplina e un po’ di governo di noi stesse. Sappiamo di essere diventate più paurose, più insofferenti, più ansiose, più irascibili, più silenziose o al contrario più chiacchierone, più autoritarie, più attaccabrighe. Ma quando è successo e perché? Sono domande utili come lo sono le relative risposte per usare questo “tempo vuoto” estivo per correggerci.
Compiti delle vacanze? Potrebbe essere un’idea perché la nostra lotta allo stereotipo non smette mai e di stereotipi sulle donne anziane ce ne sono parecchi. Come dice Francesca Rigotti in “De Senectute”, libro molto interessante di cui Donne In ha ospitato la presentazione con l’autrice stessa, prima del lock down, “stereotipi negativi e positivi che fanno della donna anziana una strega, una bisbetica, una lamentosa tiranna…o che la trasformano in vecchina caritatevole o fatina soccorritrice o svampita…”Lo stereotipo si batte anche demolendo le caratteristiche che ci attribuiscono e noi abbiamo a cuore la nostra reputazione di over 65 che ogni tanto traballa a causa appunto di reali difetti o défaillance caratteriali e quindi un po’ di tempo per imparare a correggerci è speso bene. I compiti delle vacanze appunto.  Per continuare la lettura  sul nostro sito clicca qui

‌
‌

Lettera alla redazione 

L'estate mi fa invecchiare

lettereredazione3 ‌

Cara redazione di Donne In, voglio condividere con voi una sensazione che da qualche anno mi raggiunge quando il clima si fa afoso, quando le città diventano torride e quando si comincia a parlare di estate e anche di vacanze. L’estate mi fa sentire vecchia: per circa 10 mesi all’anno sto molto bene nella mia pelle di ultrasettantenne, faccio molte cose che mi piacciono e non rimpiango mai quelle che mi sono precluse e sono grata alla vita per tanta generosità. Mi lascio pervadere dalle sensazioni che dà la musica (ogni estate ha una colonna sonora e le emozioni dell’estate stanno nella musica) che adoro e che risveglia non solo i ricordi di come ero, chi amavo, cosa facevo, ma anche le stesse sensazioni di immensa gioia di vivere. Convivo bene con questa montagna di ricordi e con le stesse sensazioni o emozioni di allora, ma senza rimpianti per non poterle più vivere. Mi fanno allegria e mantengono aperto quel canale di giovinezza senza il quale mi sentirei mutilata nel cuore e nell’anima. Per continuare la lettura clicca qui 

‌
‌

 La vecchiaia   di Barbara Alberti

barbara-alberti ‌

Donne stiamo attente, ci stanno levando tutto! Se ci levano anche la vecchiaia siamo fritte. Voglio restaurare una parola fuori moda, fuori legge: vecchiaia.
La vecchiaia è un'età anche interessante, la vecchiaia è un'età molto anarchica e romantica. Perché ogni giorno può essere l'ultimo, perché sei in fuga dalla morte e ogni giorno in più dici: tié, ti ho fregato. È un’età molto fervida, è un'adolescenza senza domani. E sarebbe un'età interessante se non fosse che poi si muore.
Cioè, io la retorica sulla bellezza della vecchiaia la lascio al mercato che ci adula a noi vecchi per venderci i suoi schifosi prodotti. Mi secca essere vecchia, perché è la porta della morte ed è, e resta, una maledizione biblica. Però non è mai stata così brutta da quando si cerca di nasconderla, da quando non si nomina più, cioè, non è una parolaccia è il nome di una stagione, perché esistono le stagioni e c'è una grande durezza, ma anche una grande dolcezza in questo. Terza età, anziano, mi fa sentire in fin di vita mentre vecchio ha un bel suono di battaglia, vecchio! La vecchiaia femminile è stata abrogata dal mercato e la donna è stata demonizzata: la donna accetta la farsa della giovinezza obbligatoria, la plastica è il nostro burqa.
Ci fosse il filtro di giovinezza ti credo correrei! Farei qualsiasi bassezza, vorrei avere sedici anni in tutto, specie nella mente, ma anche in corpo, nel fegato...E se non mi sono rifatta non è perché non sono vanitosa, ma è perché sono vanitosissima, di una vanità ributtante, e non voglio aggiungere l'oltraggio del bisturi a quello del tempo. Certo, ci vuole un senso dell'umorismo sempre più spiccato per portare in giro la propria faccia, però mica sei vecchio sempre.
La persona libera cambia età molte volte al giorno: siate nonne a quindici anni, fidanzate a ottanta, ma non siate mai quelle che gli altri vogliono. 
La donna oggi: in una mano la ramazza nell'altra il biberon nell'altra il computer nell'altra la biancheria sexy nell'altra i vecchi da curare. Ma quante mani ha una donna? E adesso bisogna pure essere fighe fino a ottant'anni. Ma perché? Non facevamo già abbastanza?". Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui

‌
‌

donne In postura.... con disinvoltura
 Quando il medico vi dice : E' l'età Signora 

scilla3 ‌

Quante di voi sono andate dal proprio medico curante o dalla dottoressa di fiducia e sono state liquidate con la frase: Signora, cosa vuole, sono i dolori dell’età.
È innegabile che col passare degli anni siamo meno elastiche e le giunture si consumano ma, come scrissi già in un precedente articolo, finché non si crepa si può sempre stare meglio e recuperare salute.
Chiunque di voi può togliersi di dosso i dolori, migliorare i valori della pressione, dimagrire, abbassare il colesterolo, migliorare l’umore o la qualità del sonno: basta fare un po’ di movimento tutti i giorni!
Non pensate che si debba fare come le giovani che si scatenano al ritmo incalzante della musica, basta camminare una mezz'oretta al giorno, sgranchirsi ogni ora alzandosi e facendo semplici attività casalinghe o, chi può, di giardinaggio.
Se poi volete fare un favore ai vostri femori, evitando di fratturarli cadendo, abbinate anche degli esercizi adatti al vostro livello di capacità fisica: migliorerete forza ed equilibrio. Ricordatevi però di evitare il fai-da-te e chiedete consiglio alle esperte del settore, ma per fare quattro passi nelle ore fresche della giornata, vi basta indossare scarpe comode chiamare un’amica e andare!
Nella brochure vi ho riassunto le raccomandazioni dell’O.M.S. Fatene tesoro.
Buona estate a tutte!
Se durante la lettura vi venissero in mente delle domande, non esitate a scrivermi all’indirizzo scillamenegazzi@gmail.com. Queste saranno un valido contributo a migliorare i miei articoli per voi.
Scilla Menegazzi - Chinesiologa - www.salute-posturale.it - Anche sul nostro sito

‌
‌

la cicala parlanteLa cicala parlante   
n. 13
di Renata Prevost

‌
‌

  Invecchiare Restando Giovani  

elisir ‌

Non è una novità che l’essere umano da sempre cerchi l’elisir di lunga vita insieme a quello dell’eterna giovinezza. Sappiamo che per questo c’è chi ha venduto l’anima al diavolo e tiene in soffitta un quadro con la sua immagine che invecchia al posto del corpo.
Sappiamo anche che fra creme, unguenti, chirurgie plastiche, intrugli e trattamenti vari ogni anno nuovi, creativi e strampalati, diete e bendaggi, qualunque suggerimento viene accettato, valutato, provato, tentato con l’obiettivo di non invecchiare, dagli Egizi in poi.
Da anni coloro che studiano biologia e medicina preventiva si applicano a questo e hanno già raggiunto notevoli risultati.
La vita degli esseri umani nel mondo occidentale ha guadagnato dieci anni per gli uomini e 15 per le donne. Questo ora sta creando i primi problemi sulla terra, problemi di sovrappopolazione, di spese pubbliche alte per inseguire e curare i malanni che comunque con l’avanzare dell’età arrivano.
Accanto ad un grande diminuimento delle nascite. Un futuro mondo pieno di Matusalemme avanza. 
Ma saremo molto meglio di Matusalemme.
La nuova scienza si chiama ‘Geoscienze’ e non si occupa di persone invecchiate ma vuole prevenire l’invecchiamento come fosse una malattia, per non avere malattie nemmeno a 100 anni. In tutto il mondo si cercano risposte a questo, non solo restare arzilli, no, proprio giovani.   Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui    

‌
‌

megafonoLa posta del look
di Carla Massara

‌
‌

   La valigia delle vacanze      

valigie ‌

Per preparare la nostra ideale valigia delle vacanze, vi suggerisco d’incominciare a elaborare quest’idea con molto anticipo. Iniziamo a pensare giorno per giorno cosa ci farebbe piacere mettere nella nostra valigia così da avere il giusto tempo per riflettere su cosa portare e cosa lasciare a casa. Sono, oltretutto, pensieri rilassanti e piacevoli che  ci porteranno lontano dalla quotidianità per qualche momento.
Prima di tutto portiamo con noi quello che già dovremmo fare giornalmente senza  mollare mai: la cura di noi stesse.
Questo concetto aumenta e rende l’attuazione indispensabile più l’età avanza. Quindi curiamo la nostra pelle con i prodotti idonei, curiamo i nostri capelli e il nostro corpo e non usciamo mai di casa senza esserci cambiate e leggermente truccate. Queste sono solide abitudini da non tralasciare mai, neanche in vacanza.
Per il resto possiamo lasciare a casa quello che abbiamo già tanto indossato  in città in questi mesi estivi e privilegiare cose che in città mettiamo di meno.
Non lasciamoci prendere dalla troppa razionalità ma diamo un piccolo spazio all’estro e a un pizzico di “follia”.
È vero che non possiamo portare troppo ma è anche vero che chi prepara la valigia con i vestiti contati precisamente per quanti giorni di vacanza farà, si perde inevitabilmente il lato spensierato del viaggio.
Ricordiamoci sempre che non è un viaggio di lavoro e quindi largo alla creatività.
Apriamo l’armadio e mettiamo sul letto tutto quello che ci fa sentire bene. Non importa se l’abbiamo acquistato tempo prima, se è ritornato il desiderio di rimetterlo ....  Per continuare la lettura che sul nostro sito clicca qui

‌
‌

   Segnaliamo      

ghilsrdotti ‌

.... il bel Progetto dell’Associazione Fiorella Ghilardotti rivolto alle ragazze, figlie di immigrate e immigrati, per favorirne l’integrazione. Crediamo che il progetto di integrazione sia molto speciale: infatti offre alle ragazze meritevoli un sostegno allo studio per acquisto libri e affianca a ciascuna di loro una tutor al fine di aiutare le giovani nel loro percorso scolastico e nella scoperta di interessi culturali nonchè della cultura del nostro paese.Con l’arrivo di molte ragazze anche dall’Ucraina, l’Associazione Ghilardotti ha ancora più bisogno di tutor e noi facciamo un appello a coloro che hanno esperienze scolastiche o curiosità e interessi di questo tipo a offrirsi come tutor. Per una visione articolata del progetto e dell’Associazione Fiorella Ghilardotti visitate il sito: www.associazionefiorella.eu

‌
‌

  Letture e visioni - da leggere

Amore e furia  d
di Samantha Silva

ed. Neri Pozza

amore-furia ‌

Vi ricordate di Mary Shelley l’autrice di Frankenstein e del suo consorte, il poeta inglese Percy Bysshe Shelley? quindi vi ricorderete della straordinaria mamma di Mary che si chiamava Mary Wollstonecraft e che ha riempito della sua avventurosa vita la storia del femminismo. Immaginiamo come si sentirebbe oggi se sapesse che sua figlia viene ricordata solo con il nome del marito e non con quello suo di famiglia che faceva Godwin …. Ma di questa “usanza” penalizzante per la memoria delle donne, ne abbiamo parlato il 24 maggio alla presentazione del libro di Anty Pansera “494 Bauhaus al femminile”. In questa sede ci limitiamo a suggerirvi la lettura di questo libro che racconta la vita di Mary Wollstonecraft di cui in realtà si sa poco se non alcune citazioni e alcuni suoi interventi nell’educazione delle bambine e delle ragazze.  Anche sul nostro sito

‌
‌

Il mio padrone il mio vincitore  ddi Francois Henri Désérable ed. Teseo

il mio padrone ‌

Una passione amorosa piena di lirismo, erotismo ma anche di momenti di ironia.  Tina è la protagonista, siccome come dice Baudelaire “l’amore è un crimine che ha bisogno di un complice”, Vasco è il complice amoroso di questa storia che viene narrata dall’amico del cuore di Vasco ad un giudice. È infatti il narratore che risponde alle domande del magistrato perché Vasco vuole descrivere gli avvenimenti, oggetto dell’inchiesta giudiziaria, solo con i versi che ha scritto. Molti gli ingredienti originali di questo romanzo: il triangolo amoroso, la passione di Tina per Rimbaud e Verlaine, ma anche la pistola di Verlaine che Vasco compra ad un’asta, le poesie come prove giudiziarie.   Anche sul nostro sito

‌
‌

  Antifragile  ddi Nicholas Taleb  ed. Il Saggiatore

antifragile ‌

Nassim Nicholas Taleb è un filosofo, mate­matico e operatore di borsa. Insegna alla Tandon School of Engineering di New York. Il Cigno nero, pubblicato dal Saggiatore nel 2009, è un best seller interna­zionale, inserito dal Sunday Times tra i libri che hanno cambiato il mondo. Con questo nuovo libro “Antifragile” offre una nuova visione del mondo. La prospettiva che cambierà le nostre idee sulla società e ispirerà le nostre scelte quotidiane. Medicina, alimentazione, architettura, tecnologia, informazione, politica, economia, gestione dei risparmi: sono solo alcuni dei campi di applicazione pratica in cui Taleb ci accompagna, con l’ironia e la verve polemica che lo hanno reso celebre. Attingendo da uno sconfinato repertorio di episodi storici, fenomeni biologici e naturali, curiose esperienze personali, unendo la logica matematica alla scettica saggezza degli antichi e allo spirito pratico dell’uomo della strada, Taleb è riuscito nel tentativo di creare una guida eclettica, scanzonata e iconoclasta per orientarsi in un mondo imprevedibile e dominato dal caos, il mondo del Cigno nero. Anche sul nostro sito

‌
‌

  Giorni di tarda estate   Guerra civile nell'Italia del duce di Luigi Ganapini ed. BFS

ganapini ‌

Il più recente volume dello storico Luigi Ganapini,, ci fornisce una analisi di momenti centrali della storia italiana. Il libro è una storia che si snoda raccontando episodi di vita quotidiana durante il secondo conflitto mondiale e durante i mesi della guerra civile. Facendo ampio ricorso a fonti sia scritte sia orali, il libro ci guida tra i ricordi di vite passate, trasmesse attraverso una narrazione evocativa e vivace che da' voce a diverse sfaccettature della guerra civile. Tante sono le figure di questa narrazione: le donne, i bambini, il clero, le camicie nere, i partigiani, i tedeschi. Alle loro vite e vicissitudini fanno cornice gli eventi politici e bellici dall’autunno del 1943 ai primi mesi del 1944. Il racconto inizia il 18 Settembre del 1943, con la voce del duce che parla al “suo popolo” attraverso la radio e comunica il proprio imminente ritorno al comando dopo la prigionia. La voce di Mussolini suona diversa alle orecchie di chi lo ascolta e c’è chi sospetta che non sia lui veramente: “la voce giungeva fioca, a tratti inintelligibile, tra rumori di fondo e gracidii.”   Per continuare la lettura che sul nostro sito clicca qui

‌
‌

‌
‌

‌
‌
vignetta-scopa-virus
‌

Visitate il nostro sito http://www.donnein.net/ 
Seguiteci su fb associazione donne in
Su twitter Donnein.net 
associazionedonnein@gmail.com

‌
‌
Hai ricevuto questa email perché sei iscritta a Donne IN come . Se non desideri più ricevere queste email, cancellati cliccando annulla l'iscrizione.
© 2026 Donne IN, tutti i diritti riservati.
Condividi questo su FacebookCondividi questo su Twitter
‌