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In questo numero vorremmo tornare sui vostri e sui nostri vissuti  nel lockdown 

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 nel  “Banner “ sul nostro sito vi abbiamo chiesto come lo stavate vivendo 

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e voi ci avete risposto raccontandoci poco della vostra vita pratica, ma molto dei  vostri stati d’animo e dei sentimenti che stavate vivendo. Ci ha colpito questa voglia di “andare in profondità” e ci è piaciuto scoprire che tutte noi stavamo lottando con emozioni contrastanti ed a volte nuove, che formavano un “fil rouge” che ci univa. Fatiche e scoperte che vi proponiamo in questo numero dedicato ai sentimenti ai tempi del lockdown e come sempre lo facciamo con i colori anche della leggerezza.  
Anche sul nostro sito

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  Speranza e Strategie         

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Nella pubblicistica attuale, in tanti scritti, testimonianze, conversazioni, un sentimento ci è sembrato comune: la differenza tra il primo e il secondo lockdown. Nel primo la sorpresa, la paura, ma anche una sorta di messa alla prova della propria e altrui capacità di resistenza, il desiderio di non lasciarsi travolgere, la voglia di combattere la solitudine forzata attraverso l’appartenenza dichiarata a una comunità (i balconi, i canti, le bandiere, il bicchiere di vino a distanza, insomma la riscoperta di tanti e nuovi riti collettivi, prima inimmaginabili. La speranza che dopo il buio tornasse la luce. Ma quando dopo la luce dell’estate, è tornato il buio, la rappresentazione collettiva è cambiata ed è cambiato anche il nostro teatrino individuale. Siamo state colpite dalla seconda ondata come dalla recidiva di una malattia. E ci siamo trovate a fronteggiare un secondo trauma, con l’ansia trasformata in angoscia, in paura della morte. Per continuare la lettura  sul nostro sito clicca qui

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   Scoperte, Solitudine, Tempo, Incertezza  


S come scoperte 

Si parla molto di scoperte: un’occasione di ritrovarsi in una situazione impensabile prima e usarla per indagare sé stesse. Le scoperte di sé sono tante e forse anche involontarie o frutto delle strategie messe in campo per resistere alla situazione. Le scoperte sono in genere positive perché fanno emergere la capacità di adattamento, la capacità di organizzarsi, la capacità di trarre vantaggio da un drammatico imprevisto. Il vantaggio è quello innanzitutto di scoprirsi capaci di non lasciarsi andare alla disperazione, di non essere sommerse dalla paura, di gestire pragmaticamente le mancanze di contatti; forse questo tipo di donne sapevano già che non sarebbero andate alla deriva o che non si sarebbero autorizzate a farlo.

 S come solitudine 

Tra le scoperte poi c’è la gestione della solitudine che poiché è imposta a tutti, sembra non pesare, perché è l’arma contro il virus. Forse la solitudine non era mai stata vissuta in modo così definitivo e intenso, anche se alleggerita dai contatti telefonici e on line, ma questa solitudine è una misura sanitaria e non viene percepita come un abbandono.

  T come Tempo  

Io lotto contro il tempo, o meglio contro la mancanza di tempo. Immaginavo di avere un tempo infinito per ascoltare musica, leggere, scrivere, cucire (mi piace molto), invece sono mesi che sono in casa e il tempo continua a mancarmi; i confinamenti non hanno colmato quei desideri che inseguo da sempre e che negli ultimi anni sono diventati più intensi.

  • Il tempo che manca, come se una scadenza si avvicinasse: “mille cose da fare dal lavoro al poter leggere e la scoperta dell’essenzialità”.
  • Il tempo riempito dal silenzio; dinanzi alla pandemia è difficile dire qualcosa, è meglio vivere il silenzio: “Ho scoperto con stupore la funzione del silenzio che ti permette di dare più senso agli eventi più semplici”. “Grazie al silenzio, poter sentire il canto e i profumi della natura”. ”Il silenzio attorno era la cosa più sconcertante, era un silenzio totale”. Non solo assenza di rumori: il silenzio è un fattore attivo in grado di infondere calma, di allontanare i pensieri negativi.
  • Il tempo ha una sua economia urgente che riguarda i fini degli esseri umani. .Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui   
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  I come incertezza  

Mi colpisce che nei commenti inviati da un gruppo di donne che ci segue, non sia emerso il sentimento dell’incertezza. Forse, come più volte in redazione ci siamo dette, si tratta di un gruppo di privilegiate, non solo per condizioni abitative e relazionali, ma per educazione e consuetudine, abituate a lottare, lavorare, pensare senza lasciarsi travolgere dalle situazioni contingenti.
Però fa pensare questa mancanza perché, diciamolo, mai come in questo ultimo anno e mezzo, le nostre giornate sono state più o meno sottilmente pervase da questo sentimento che poco si sposa con l’abitudine indotta o imposta dell’immediata e razionale risposta a tutti i nostri quesiti.
Un microscopico virus sconosciuto (certamente non il primo, né l’ultimo), ci ha improvvisamente catapultato in una sorta di ‘nebbia’ dove ciascuno di noi ha espresso la propria capacità o meno di tollerare una situazione non controllabile. 
Chi ha sciato in gioventù o ancora scia, ricorderà la sensazione di sgomento e di paura quando si era circondati dalla nebbia più assoluta.  Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui    

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Sommario: cosa potete leggere in più sul sito

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Cliccate su ogni voce per entrare nel sito
  • Una audizione immaginaria sulla Sanità in Lombardia 
  • La ricetta del Pan meino 
  • Afghanistan: studentesse uccise. Cosa ci può essere di più pericoloso? Il silenzio

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la cicala parlanteLa cicala parlante   
n. 8
di Renata Prevost

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  La vanità  

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Le profumerie sono vuote, vendono solo qualche matita per gli occhi.
Il calo della vendita dei cosmetici ha registrato il 25%, anche i parrucchieri sono vuoti e pure i centri estetici e gli studi dei chirurghi plastici estetici: colpa del Covid?
Certamente l'avvio è nato in quel modo, tuttavia si è immediatamente modificato nella testa delle donne un cambio repentino nel pensiero.
Siamo meno belle o in ordine? Certo che no.
Abbiamo imparato a fare molto da sole, soprattutto abbiamo cominciato a curarci in modo diverso, ci mettiamo le creme, facciamo esercizi di ginnastica in salotto seguendo lezioni su Zoom o con le amiche o con i tutorial, abbiamo buttato via le improbabili tute recuperate chissà dove, nel primo momento della pandemia, vestite in modo semplice ma attraente dedichiamo   più tempo a noi stesse, esercizi che hanno preso il posto di “essere sempre belle e perfette”.
A parte le giovanissime colme di mille insicurezze, quindi naturalmente tese e occupate a dimostrare quanto valgono, le più grandi non vogliono più piacere agli altri bensì a sé stesse.
Del resto è automatico, se ti piaci, gradiscono anche agli altri.  Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui    
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  Letture e visioni - da leggere

La cura   
di Franco Battiato

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Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie
Dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo
Dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai

Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore
Dalle ossessioni delle tue manie
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare

E guarirai da tutte le malattie
Perché sei un essere speciale
Ed io, avrò cura di te

Vagavo per i campi del Tennessee
Come vi ero arrivato, chissà
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
Attraversano il mare

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi
La bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi

Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare

Ti salverò da ogni malinconia
Perché sei un essere speciale
Ed io avrò cura di te
Io sì, che avrò cura di te
Anche sul nostro sito

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  Letture e visioni - da vedere

 Il concorso    recensione di Carlo Confalonieri
  

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Per una volta partiamo dal cast: 2 regine, Keira Knightley, regina di eleganza e intensità e Lesley Manville che ricorderete come sorella di Daniel Day Lewis nel capolavoro IL FILO NASCOSTO e due attrici emergenti, Jessie Buckley e Gugu Mbatha-Raw. Un cast regale a cui si aggiungono i sempre fantastici Rhyan Ifans e Greg Kinnear, nel ruolo di Bob Hope che deve presentare la finale londinese di Miss Mondo nel 1970. Ed è storia vera, perché lì scoppiarono in tutta la loro evidenza i moti femministi. Contro la società patriarcale, la sottomissione delle donne e il loro ruolo subordinato. La presa di coscienza attraversa in modo diverso i quattro personaggi interpretati dalle quattro meravigliose attrici che studentesse, attiviste, partecipanti al concorso o mogli cornificate si ribelleranno e vendicheranno ciascuna a proprio modo. Film utile bello coinvolgente, sempre misurato come sa esserlo il cinema inglese.... 
Per vedere il trailer clicca qui 
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