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Il corpo femminile e gli aspetti scomodi dell’età

Questa riflessione prende spunto da uno spot pubblicitario di assorbenti femminili, rispetto al quale mi è stato chiesto quali siano le mie impressioni. La richiesta mi ha innanzitutto fatto pensare che, almeno tra le persone con cui mi sono potuta confrontare, lo spot ha avuto l’effetto positivo di “farci parlare” di sessualità nelle donne anziane, argomento che spesso dopo una certa età sparisce dai temi di discussione.

Penso che possa stimolare un dialogo importante, purché preso come spunto per dare voce, più che occasione di schierarsi a favore o contro. In estrema sintesi ognuno può farci un proprio pensiero, ma fuori da un dibattito sociologico o sulla comunicazione, mi pare sia più utile leggerlo per aver rappresentato un aspetto di realtà, o di una sua proiezione.

Lo spot in questione ha senz’altro attivato la mia curiosità, ad un primo sguardo ho avuto una reazione poco definita, un misto di interesse, sorpresa e fastidio…mi domando se questi non siano in fondo anche alcuni dei sentimenti con i quali tendiamo ad approcciare gran parte dei cambiamenti corporei legati all’avanzare dell’età.

Mi pare importante che venga “sdoganata” la possibilità che anche chi ha perdite urinarie possa sentirsi attraente e desiderabile, poter mostrare con sufficiente serenità aspetti “scomodi” dell’età permette una maggiore rilassatezza e forse anche l’apertura a momenti vitali, tra cui quello dell’esperienza sessuale.

Sentirsi desideranti e desiderabili, pur mostrando il limite di un corpo invecchiato, ci dice anche che perdere alcune “parti” (per esempio l’illusione di un corpo sotto il nostro controllo) non significa perdere tutto (il piacere, ad esempio). Si può fare riferimento ad una sessualità non idealizzata, concretamente vissuta con ritmi diversi e non rappresentata solo in chiave prestazionale, ma dove al contempo sia riconosciuta la dimensione fisica e non solo puramente sentimentale.

In generale è utile e nel profondo ci riguarda tutti, il “ridimensionamento” di un lutto che comunque c’è, per elaborarlo senza negarlo e per farlo senza pesi aggiuntivi, come un sentimento di vergogna che potrebbe accompagnarsi a mostrare il proprio corpo invecchiato.

Glenda Garofalo                                                                                                                                                                                                                                               Psicoterapeuta

 

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