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Sessualità e invisibilità: una violenza simbolica

L’invisibilità sessuale delle donne over 50 è una forma di violenza simbolica

E’ quanto ha affermato la psicoanalista Catherine Grangeard durante un dibattito organizzato da Sophie Dancourt sul suo sito “J’ai piscine avec Simone”, dato che l’invisibilità sessuale delle donne dai 50 anni in su appare come il terreno ideale per il proliferare di altre forme di violenza, psicologica, fisica e sessuale.

Ne riportiamo una breve sintesi:

Quando in tv un noto giornalista (Yann Moix) ha definito “sessualmente invisibili” le donne dai 50 anni  in su, ha condannato 14 milioni di donne francesi all’invisibilità. L’invisibilità sessuale è un crimine e rappresenta una forma simbolica di violenza contro la quale bisogna dare battaglia. Il sistema è maschilista e una “violenza simbolica è un qualcosa che circola che ci condiziona, ma che è più difficile da combattere perché non si può contrastarlo direttamente poiché deriva da altro. Le affermazioni del giornalista sulla nostra invisibilità sono inaccettabili e non solo rispetto a noi over 50, ma perché in generale le donne non vengano relegate in stereotipi creati a seconda delle loro diverse età.

L’invisibilità è violenta: si cancella una persona, se ne amputano delle parti. Parlare di “sessualmente invisibile” significa parlare di un individuo come di un oggetto sessuale, un oggetto di consumo che in questo caso non è più in buono stato di conservazione.

La sessualità non è obbligatoria certamente, ma se si soffre perché ci è stata tolta una parte di noi, allora siamo davanti ad un’ingiustizia che va combattuta.

Ci sono tanti esempi di donne che adottano delle strategie per sottrarsi al gioco del desiderio, per le più svariate ragioni come i matrimoni forzati o il mercato sessuale più in generale e lo fanno diventando obese, per esempio. Un’arma di protezione per sottrarsi ad un destino che si rifiuta. Ma è pur sempre un modo per farsi del male. Anche il tipo “femme fatale” però è a rischio perché ha avuto sempre e solo uno scopo, giocando troppo con le proprie forme e sottomettendosi a delle regole “machiste”, regole non degli uomini, ma del sistema maschilista. Per queste donne l’invisibilità è ancora più insopportabile.

Le donne devono abitare il proprio corpo: devono riuscire a sentircisi bene a prescindere da ciccia, rughe e capelli grigi. “Come possono desiderarmi gli altri se non mi piaccio io per prima?” Che il nostro corpo sia perfetto, a prescindere dai difetti, lo decidiamo noi e questo essere un soggetto sessuale significa avere desideri. Se si è un “soggetto” sessuale, si è anche un soggetto che desidera, ma non basta, perché bisogna anche essere “oggetto” della relazione che è una dualità indispensabile per poter passare da un ruolo all’altro, soggetto e oggetto, che non può prescindere da una situazione di parità, per potersi lasciare alle spalle un rapporto di dominazione.

Nel film “La Crise” di Colin Serreau, parlando col figlio, Maria Pacome, dice:Ma come mai quando si tratta del tuo culo si parla di amore e quando si tratta del mio è una cosa volgare?” perché restare sessualmente attive può anche significare frequentare siti d’incontri dedicati agli over: sono più le donne degli uomini iscritte a questi siti. La vita sessuale si sviluppa con l’età ed è questo un modo per avere delle occasioni. Gli uomini cercano sui siti occasioni di incontri sessuali e per questo le donne over 50 vanno bene, mentre per un progetto di vita gli uomini cercano donne giovani: la donna over 50 in effetti rappresenta socialmente una seconda scelta. D’altronde quando gli uomini stanno con donne più giovani va tutto bene, mentre per le donne il rapporto fisico con un giovane uomo è più complesso e molto condizionato dal nostro ruolo di madri.

Dobbiamo essere grate alle giovani generazioni di donne che parlano molto di sessualità: diritto alla sessualità, piacere, orgasmo. E noi dobbiamo rivendicare anche con i nostri figli adulti il diritto ad essere una donna per la quale il sesso è importante e non solo la loro madre. Quello della sessualità è un terreno politico, non si tratta solo di porsi come soggetto o oggetto, ma di smantellare molti stereotipi.  Noi siamo solidali con le giovani donne e chiediamo che smettano, proprio loro, di prenderci in giro… carampane, nonnette ecc. Noi vogliamo discutere con loro di menopausa, perché nella vita di una donna ci sono molte più “tappe “che in quella degli uomini.  Vogliamo condividere con loro quello che le aspetta e di come cambiarlo insieme, perché essere femministe significa essere plurali e soprattutto a qualunque età saremo sempre donne.

 

 

 

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