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Gli anziani e Facebook

Faccio una premessa: io non ho Facebook.  Sono però molto interessata ai fenomeni collegati all’uso di questo diffusissimo social, che in realtà ha solo 17 anni di età. Ho letto una ricerca “anziani-Facebook”, sull’uso che ne fanno, ma soprattutto su come sono rappresentatati. Gli over 65 iscritti a FB sono circa il 37%. Dopo la pandemia Covid-19, i senior hanno incrementato il loro utilizzo di Internet nella vita quotidiana (salito dal 42% del 2019 al 51,4%) e dei social network, fra cui ovviamente Facebook, passato dal 36,5% al 47,7%.  

Recentemente Marck Zuckerberg, il capo di Facebook, ha annunciato che FB concentrerà i suoi sforzi per attirare i giovani, tralasciando i progetti di ottimizzazione per gli utenti anziani.

Tuttavia sono  proprio le persone ultra65enni ad aver registrato un incremento del 25% su Facebook quali destinatari delle pubblicità rispetto allo scorso anno: un dato che è quasi doppio rispetto alla media delle altre fasce d’età e che rappresenta plasticamente l’attenzione riservata dagli inserzionisti alle persone anziane su questo social network.  Inoltre, una ricerca interna del 2019 condotta da Facebook evidenzia come siano proprio gli ultra 65enni i più propensi a condividere link che rimandano a siti che pubblicano regolarmente fake news, mentre i giovani hanno dimostrato in più occasioni di saper scegliere meglio le proprie fonti.

Giovani e vecchi si trovano su due piani diversi e utilizzano la piattaforma in maniera completamente diversa. L’uso che ne fanno gli anziani si è trasformato nel tempo in un modo per restare in contatto con tutte quelle persone che hanno lasciato indietro nella vita: dagli ex colleghi, ai vecchi coinquilini, alle coppie di amici che cambiato città e così via. E non si conoscono molte di queste persone quando hai solo 15 anni!

I giovani preferiscono un altro tipo di social network, dove lo scambio è basato molto più sulle immagini e sulla condivisione di momenti di vita quotidiana, come Instagram. Secondo il Rapporto, presentato, nel 2021 diminuisce il distacco tra giovani e anziani, con la percentuale di over 65 che utilizza Internet in aumento dal 42,0% al 51,4%. Tra gli anziani inoltre crescono anche gli utenti dei social media che passano dal 36,5% al 47,7%: segno evidente di una maggiore dimestichezza con gli strumenti tecnologici, acquisita probabilmente nei difficili mesi del lockdown e delle restrizioni per far fronte alla necessità di riuscire a mantenere un contatto seppur virtuale con la famiglia.

Su Disambiguando è stata pubblicata una parte di una tesina che Armando Mercuri, studente al primo anno della magistrale in Semiotica, ha preparato per l’esame di Semiotica di consumi.  Il ricercatore si chiede: ma come sono rappresentati gli anziani nelle pagine FB?

«Gli anziani su Facebook sono incompetenti, ignoranti, arroganti, non sanno parlare, sentire, vedereInsultano, sbraitano e sono maniaci sessuali. Le anziane hanno gli stessi difetti dei loro colleghi, e anche di più. […] Un dato preoccupante che emerge dalla ricerca è che esistono pochissime pagine sugli anziani a carattere non offensivo.»

E il ricercatore ha portato anche alcuni esempi:

«Anziani che camminano con le mani dietro la schiena» (piace a oltre 46.000), «Anziani che guardano i lavori in corso» (piace a quasi 190.000 persone), «Anziani che spiano dietro la finestra e si nascondono dietro le tende» (piace a circa 13.000 persone), «Anziani che fingono di attraversare e inducono gli automobilisti in errore» (piace a 24.300), «Anziani che seminano dubbi e litigi chiedendo chi è l’ultimo dal dottore» (piace a circa 17.800), «Anziani che quando compiono un notevole sforzo fisico dicono OPPALA» (piace a quasi 26.000), «Anziani che scoreggiano e fanno finta di niente» (quasi 13.000 fan), «Anziani che si innamorano delle badanti polacche/russe/rumene/moldave» (oltre 13.000), «Anziani che scopano più dei nipoti dopo aver assunto vagonate di viagra» (1.417 fan).

Capire cosa stia dietro al bisogno di denigrare e deridere «gli anziani» è dunque interessante non solo per Facebook e Internet, ma per tutta la società occidentale. Il che comporta anzitutto capire cosa vuol dire oggi «anziano»: over 55? over 65? over 70? Per poi scoprire che nessun «over qualcosa» che goda di buona salute e abbia il portafoglio pieno, né su Facebook né fuori, è ormai disposto a autodefinirsi «anziano».

E sempre lo studente: “Perciò azzardo: non potremmo forse dire che coloro che disprezzano gli «anziani» se la prendono con un generico «altro» imbranato, puzzone, pericoloso per sé e per gli altri, sessualmente allupato ma frustrato, che in realtà sta dentro di loro?

 

2 Commenti

  1. lina ha detto:

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