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Benritrovate a tutte! e 
 "Non dimenticate che basterà una crisi politica,economica o religiosa perché i diritti delle donne vengano rimessi in discussione. Questi diritti non sono mai acquisiti  per sempre. Dovrete vigilare durante  tutta la vostra vita" Simone De Beauvoir  

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Le donne afgane: fanno ancora notizia? Per noi sì, come tutte le donne “senza diritti”

foto afgana con acquilone ‌

Da: Huffington post
Genitori che hanno già visto portare via le loro giovani figlie, bottino di guerra per i soldati vittoriosi. E allora copritevi, sparite, chiudetevi in casa, pur di essere al sicuro. “Com’è possibile che dopo aver lavorato così tanto per raggiungere una posizione, ora io debba nascondermi in casa?” chiede Zahra a un giornalista dell’Associated  Press. Per alcune è più difficile che per altre. ”È terribile ma il solo modo di salvarci, se vogliamo vivere, è cercare di fuggire. Se rimaniamo qui saremo imprigionate o moriremo”: è’ il disperato messaggio della giovane Tayeba Parsa, una delle 250 giudici donne in Afghanistan, l′11% della categoria, in carica per lo più nella capitale e regolarmente oggetto di intimidazioni e aggressioni, già prima del ritorno al potere degli estremisti islamici.

Da: Le Figaro
Un talebano in apparenza non ostile, osserva senza batter ciglio, ma con la mano sul fucile, le giovani donne all’entrata della moschea. Loro passano con il velo ben fermo sui capelli e sul viso. I loro burka blu sembrano fare eco agli arabeschi della moschea dove entrano a pregare.  Un po’ più in là un altro talebano dà una pedata ad un giovane uomo che sembra abbia sbagliato ora e gionro “Stamattina a questo orario possono entrare solo le donne in moschea” gli urla.

Da: Le monde
Vivere sotto il regime dei talebani è come stare in una relazione clandestina. All’inizio va tutto bene. Fanno tante promesse, sono attenti a quello che fanno, e a volte fanno quello che hanno promesso. E mentre voi vi lasciate cullare in questa specie di sicurezza, i talebani preparano i loro piani. Attendono che si abbassi l’attenzione su di loro e che i media smettano di occuparsi di noi. Intanto annunciano le prime misure liberticide verso le donne

Da: France 24
In maggioranza i manifestanti sono studentesse di circa 20 anni che non hanno conosciuto i precedenti regimi talebani e che rifiutano l’idea di “tornare indietro”

Da: BBC
Friba vive a Londra e aveva 10 anni quando ha visto suo padre per l’ultima volta nella loro casa nella città occidentale di Herat. La sua famiglia pensa che sia stato rapito dai Talebani. “non dimenticherò mai la faccia di mia madre. Non li possiamo perdonare” … guardando cosa accade oggi, temo che la storia si possa ripetere. Mia madre e i miei fratelli e sorelle sono ancora in Afghanistan e ho paura per loro. Il nostro solo crimine è essere nati in Afhanistan”.

Da: RFI
Il sindaco di Kabul (facente funzioni) ha spiegato che dei circa 3000 impiegati del Comune circa un terzo sono donne e d’ora in avanti devono stare a casa. Fino a nuovo ordine. Saranno ammesse solo quelle impiegate che svolgono mansioni che non possono essere svolte da un uomo.  Per esempio, le addette ai bagni delle donne. Lo stipendio sarà comunque pagato.

Da: The post

La situazione, però, è molto diversa nelle zone rurali dell’Afghanistan, dove la condizione delle donne non è cambiata. Per le donne afgane che vivono nelle campagne, quindi, il ritorno dei talebani ha poco o nulla a che fare con i loro diritti, la cui conquista è percepita come qualcosa di abbastanza indipendente da chi governa il paese.

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Lettere alla redazione -  Care Donne in,

belgioioso ‌

 sono una lettrice della vostra newsletter che trovo divertente e stimolante, e per queste ragioni vi scrivo del mio disappunto profondo per i modi con cui l’informazione ha presentato la statua dedicata a Cristina Trivulzio di Belgiojoso. Certamente sono contenta che anche le donne abbiamo un posto visibile nelle piazze per richiamarne la loro influenza nella storia della città; ma ho molte riserve in merito ai modi in cui è stata presentata questa scultura: come atto di riparazione - Ah finalmente!!!... e via il solito blah blah… -  A cui segue il piagnisteo; senza che nessuno cogliesse l’occasione per parlare dei numerosi studi, delle azioni, delle proposte fatte da studiose, ricercatrici, professioniste, che approfondiscano il ruolo che le donne hanno avuto nella vita sociale, politica e culturale di Milano nel corso dei secoli.
Un rituale che mi ha ricordato il solito “taglio del nastro”, di “patriarcale” memoria che continuerà a ignorare il ruolo delle donne nella storia di questo paese e a perpetuare la loro invisibilità.
La vicenda della statua della spigolatrice di Sapri, assurta recentemente alle cronache, appare esemplare della mancanza di memoria del lavoro svolto dalle donne, del loro duro lavoro nei campi, ignorato sovente anche dalla storiografia.Limitarsi a erigere statue o altri simboli resta nel segno della continuità; occorre che questi eventi siano trasformati in occasioni per informare ed approfondire le complesse vicende del lavoro femminile e della storia delle donne nel nostro paese.
Vignanelli Tullia

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Commento della redazione -  Una volta che si comincia con le statue....

spigolatrice ‌

Come potete vedere si tratta della statua che rappresenta una contadina dell’800, colei che scelse di non andare al lavoro per schierarsi contro l’oppressore borbonico, posta sul lungomare di Sapri per ricordare l’impresa dei trecento giovani e forti di Carlo Pisacane, che nel 1857 tentò una rivoluzione antimonarchica e antiborbonica.
Come si può vedere la donna rappresentata indossa i tipici indumenti usati usati dalle donne, lavoratrici agricole addette alla spigolatura! Siamo nel 2021 e siamo ancora a questo punto!!! 

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  Nuove da leggere sul sito  

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per leggere cliccare sul titolo
  • La cicale parlante - Rotto il soffitto di cristallo
  • Recensione Film- Il collezzionista di carte
  • Recensione Film- La ragazza col braccialetto
  • In piazza a sostegno delle donne Afgane 
  • Janet Sobel, il genio che non conosciamo 

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  Salute - Parliamo di Long Covid  

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  • Così come per altre infezioni virali ad andamento pandemico, anche per l’infezione da COVID 19 si assiste alla persistenza di sintomi dopo la negativizzazione della malattia.
    Non avendo dati pregressi su questo virus, dobbiamo cercare di essere da un lato attenti a quello che le maggiori istituzioni ci trasmettono, dall’altra riferire al nostro medico curante qualunque alterazione o sintomo correlabile alla pregressa infezione affinché possa indicarci le migliori azioni da intraprendere per ridurre i sintomi e rassicurarci.
    Attualmente la letteratura scientifica definisce questa sindrome post virale in due modi differenti a seconda del tempo di comparsa e persistenza:
  • se i sintomi si presentano tra la quarta e la dodicesima settimana dalla fase acuta si parla di Covid 19 sintomatico subacuto;
  • se tali sintomi si presentano anche dopo la dodicesima settimana dalla malattia acuta si parla di Covid 19 cronico o sindrome post-Covid 19 o come ormai più frequentemente sentiamo dire Long Covid.

Quali sono i sintomi di questa sindrome? Sicuramente il più diffuso è la stanchezza, seguita dalla perdita di olfatto e gusto. Inoltre, molti pazienti riferiscono di avere “una nebbia mentale” con problemi di memoria e di concentrazione che possono limitare notevolmente la vita lavorativa e di relazione.
Vi sono poi molti altri sintomi generici o organo specifici che vanno dall’affanno, alla tosse, a disturbi del sonno e così via.
I medici curanti sono allertati su questo problema che colpisce secondo i dati più recenti circa il 50% dei guariti e in molti ospedali sono stati organizzati ambulatori specifici per il monitoraggio e la cura di queste persone. La durata dei sintomi...Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui.

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  Bisogno di un aiutino?  

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1) - SPID - COME DELEGARE UNA   PERSONA  DI  TUA  FIDUCIA  
     Se non hai il computer, se la tecnologia non fa per te, se però sei interessato ad avere a disposizione le informazioni che ti riguardano e tutti i servizi INPS puoi dare una delega ad una persona di tua fiducia.
Questa persona dovrà già avere lo Spid.   
Potrai fare la richiesta direttamente presso una qualsiasi Struttura territoriale dell’INPS portando con te:
  1) modulo di richiesta di registrazione della delega dell’identità digitale compilato; (clicca qui per ottenerlo)
   2) copia del tuo documento di riconoscimento.

L’operatore INPS, dopo aver accertato la tua l’identità, provvederà a registrare la delega e il sistema invierà una notifica sia a te che alla persona delegata sui rispettivi contatti telematici (e-mail, cellulare). Da quel momento il delegato può accedere ai servizi dell’INPS per conto tuo

2) - A PARTIRE DAL 15 OTTOBRE NUOVI TELEVISORI - Come Ottenere il Bonus  

    Il contributo è riconosciuto una sola volta per l’acquisto di un solo apparecchio e nei limiti delle disponibilità delle risorse finanziarie. Il suo importo, è riconosciuto sotto forma di sconto sul prezzo di vendita per un importo pari al 20% del prezzo di vendita entro l’importo massimo di 100 euro.
Per richiedere il contributo è sufficiente avere un apparecchio da rottamare, acquistato prima del 22 dicembre 2018, e recarsi dal rivenditore con il modulo di autodichiarazione (che è stato pubblicato insieme al decreto e che trovate nell’allegato) e copia di documento di identità e di codice fiscale. Il rivenditore recupera lo sconto praticato all’utente mediante un credito d’imposta che indicherà nella sua dichiarazione dei redditi.

Clicca qui per il modulo di autodichiarazione
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  Letture e visioni - da leggere

  L'intestino felice
 di Giulia Enders

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Difficilmente un medico riesce a coniugare la volontà di far conoscere meccanismi biologici e fisiologici alla base del funzionamento del nostro corpo con una leggerezza accompagnata da ironia e anche coraggio, scrivendo attorno ad argomenti che fanno parte della nostra quotidianità. Giulia Enders, gastroenterologa di Amburgo, ci riesce nel suo ‘L’intestino felice’. Un libro dedicato alla scoperta di un organo tanto importante, quanto misconosciuto, come l’apparato digerente, riuscendo a trasmettere informazioni e risultati strettamente legati ad un sapere acquisito in anni di studio e pratica sul campo, con una modalità da amica, vicina di casa che, bevendo insieme a te una tisana, ti racconta una storia piena di sorprese e meraviglie.
Del libro ne sono state vendute più di cinque milioni di copie (in realtà poche rispetto al numero di intestini presenti nel mondo), ma non si può negare un grande successo che leggendo il libro risiede in alcune motivazioni. Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui
Edizione Marsilio Editore

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e da vedere -  Tre piani  di Nanni Moretti

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Arriva il momento, nel percorso di un autore, di fare il film che resterà. Indipendentemente dai giudizi contingenti, spesso affrettati, idioti o insensati. L'opera che magari non piace ora, perché va oltre il suo autore stesso e quello che ci si aspetta normalmente da lui. È accaduto ad Almodovar con JULIETA, molto snobbato e sottovalutato. Accade ora con TRE PIANI a Nanni Moretti. Curiosamente entrambi i film, meravigliosi apici, hanno un'inusuale fonte letteraria insolita sia per Pedro che per Nanni. La Alice Munro di IN FUGA per Julieta, l'israeliano Eshkol Nevo per TRE PIANI. Film della maturità artistica, dove forse si rinuncia un po' a sé stessi e ci si affida a qualcun'altro, per fare ordine e chiarezza come con uno psicanalista. Il nuovo film, assolutamente magnifico e senz'altro il suo più bello, di Nanni Moretti è di una chiarezza adamantina.
Chi va e viene all'interno di tre famiglie della Roma borghese, in una palazzina abitata da giudici, avvocati, professionisti. In fuga anche qui dalla famiglia borghese e/o dalla famiglia tout court. TRE PIANI è infatti il requiem definitivo e sinfonico per coralità di un'istituzione posticcia, quella famigliare, che si sgretola come il muro abbattuto dall'auto nella scena iniziale. La palazzina prigione dove, come in loculi cimiteriali prima del tempo, si consumano tutte le possibili nevrosi concepibili in un nucleo famigliare.. Per vedere il trailer clicca qui

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