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Annabella vuole cambiare vita, vuole dare sbocco a un’inquietudine che vive in modo quasi inconsapevole; non accetta infatti più di interpretare con evidente disagio la parte della bella moglie che il marito usa come strumento di promozione sociale e di affermazione per un giovane manager rampante; sente estranea la casa che sbatte in faccia a chi entra la gelida mano ultramoderna del designer che l’ha ristrutturata perchè le provoca malinconia il confronto con gli stessi locali che il padre aveva arredato con l’intelligente eleganza di vita vissuta; è un’ambizione segreta l’agognata indipendenza economica, inconciliabile con le pretese e l’opposizione del marito,.

Sembrerebbe intrappolata in un futuro che non lascia spazio a cambiamenti quando l’incontro imprevisto con un vecchio compagno di scuola scombina il suo destino. Paolo era l’amico del cuore, il compagno di liceo a cui la legava grande complicità di interessi e voglia di avventura, alleato di bravate e confidenze.

Come in un gioco di porte che si aprono e si chiudono, la vita di Annabella è a una svolta. Basta poco per decidere di farsi complice di un progetto poco chiaro ma chiaramente pericoloso per cui Paolo chiede la sua partecipazione; basta niente per accettare un lavoro in una fabbrica di infissi, lavoro su cui con fastidioso snobismo il marito getta discredito.

L’incontro tra i due vecchi amici diventa per Annabella la spinta ad abbandonare il coniuge e a mettersi in gioco come una professionista capace e apprezzata. E qui, con sorprendente abilità narrativa autobiografica, Anne Ruler trasforma il tono della sua narrazione.

Sullo sfondo di una Milano descritta con abilità scenografica, Paolo non è più solo l’amico carissimo di gioventù, ma anche l’uomo con cui adesso condividere con leggerezza il letto mentre entra in scena anche Salvatore, il magazziniere della fabbrica di infissi, il maschio che travolge Annabella in una passione totalizzante. La sua immagine in canottiera, degna di una rivista osé per sole donne, toglie ad Annabella remore di classe sociale, di culture differenti, di possibili giudizi esterni. Il romanzo diventa la descrizione di incontri di passione, attese spasmodiche, fughe da gelosia asfissiante in vista di ritorni sempre più appaganti.

Tutto descritto con grande attenzione ai sentimenti e alle emozioni. E Paolo non lascia la scena, rimane un personaggio sullo sfondo di una storia che l’autrice lascia aperta.

Che fine faranno i tre protagonisti? Che ne sarà della passione che ha spinto anche a decisioni coraggiose e imprevedibili?

E questo a noi lettrici è piaciuto molto. Abbiamo discusso sulla passione senza amore, o sull’amore che trova nella passione iniziale il trampolino per evolversi in sentimento più rassicurante e solido; abbiamo apprezzato la scrittura accurata e la capacità di descrivere luoghi della città in sintonia con la storia.

Ci è sembrato che l’abilità di Anne Ruler sia stata quella di narrare una storia che forse tutte noi, almeno nei sogni, avremmo voluto vivere.

 

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