

La figura dell’anziano allo specchio dei media è una ricerca condotta all’interno della facoltà di Scienze Politiche dell’Università Statale di Milano (finanziata dalla Fondazione Ravasi Garzanti) che ha preso in esame l’edizione milanese di quattro testate italiane – L’Avvenire, Corriere della sera, La Repubblica, il Giorno – per approfondire la rappresentazione degli anziani e dell’invecchiamento. Sono state analizzate le tendenze, i toni e i modelli discorsivi.
Il periodo considerato nella consultazione degli articoli va dal gennaio 2017 a giugno 2024.
L’analisi ha rivelato che le testate giornalistiche hanno un impatto importante sul modo in cui l’invecchiamento e la vecchiaia sono raccontati e descritti. Narrare questa fase della vita come ancora piena di progetti e serenità oppure come un’età di precarietà, fragilità e vulnerabilità è un dato fondamentale. Diventa cruciale studiare come diffondere immagini e storie; i media possono influenzare significativamente la percezione dell’anzianità, in particolar modo se enfatizzano stereotipi di fragilità e debolezza. L’altro aspetto significativo della ricerca riguarda gli approcci editoriali.
Avvenire e Corriere della Sera mostrano una netta prevalenza di articoli di tono positivo, rispettivamente il 43% e il 36%. Tuttavia, Avvenire è caratterizzato da una distribuzione di toni molto più polarizzata, registrando anche la percentuale più alta di articoli negativi (41%), con solo il 16% di articoli neutri. Al contrario, il Corriere presenta la più bassa percentuale di articoli negativi 24%, a vantaggio di un maggior numero di articoli neutri (40%), suggerendo una narrazione generalmente meno negativa rispetto ad Avvenire.
Anche Il Giorno e La Repubblica adottano un approccio editoriale abbastanza moderato, con la maggioranza degli articoli di tono neutro, rispettivamente il 45% ed il 47%.
Tra le parole più influenti anche “donna/e”, associata ad un tono negativo, evidenzia la rilevanza del tema sociale della condizione femminile. La ricorrenza di questo termine suggerisce che le tematiche legate alla condizione femminile — come le disparità di genere, la violenza contro le donne, le sfide in ambito lavorativo e la tutela dei diritti — occupano uno spazio rilevante nel panorama giornalistico. Questo potrebbe derivare da una maggiore attenzione mediatica a questo tema data dalle nuove generazioni, e sia dal dibattito sulle questioni di genere, centrale nel dibattito pubblico.
Infatti, il modo in cui la vecchiaia e l’invecchiamento sono raccontati e descritti, talvolta come fase della vita piena di progetti e serenità, talvolta come un’età di precarietà e vulnerabilità, diffonde immagini e storie che enfatizzano stereotipi molto diversi fra di loro.
In generale, dal corpus preso in esame, l’analisi ha evidenziato una notevole diversità nei toni e nelle narrazioni riguardo all’invecchiamento a seconda della testata e del genere degli autori, ma anche una generale esclusione della popolazione anziana da alcuni contesti rilevanti, suggerendo nuove prospettive che possano contribuire a un dialogo più ricco e multidimensionale sulla terza età.