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Care associate e fedeli lettrici i nostri migliori auguri!! Buon Natale! cliccate qui
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Foto scattata da Oscar Kokoschka in
occasione del Congresso Universale
per la Pace a Bruxelles nel 1936
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Natale 2022: un’Europa con tante luci, che non sono su un abete natalizio e tanti fuochi che non sono caldi camini. Non ce l’aspettavamo! Anche in questa fine anno 2022 dovremmo esprimere tutti la volontà di pace che ci rimanda questa foto. Sono gli auguri migliori che ci sentiamo di farvi per feste che siano davvero tali.
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PER QUESTO NATALE VI REGALIAMO……. UN’INTERVISTA SULLA PACE a Silvia Vegetti Finzi
Perché ci sembra la priorità e ne parliamo da donne, con le donne, per le donne. Siamo sconcertate dalla riunione di Putin con le madri dei figli morti in Ucraina. Forse tutte scelte ad hoc, ma quale bieco utilizzo del soggetto madre per una guerra di cui qui non possiamo né vogliamo analizzare i motivi politici, economici, culturali, ma che sta sconvolgendo tutti gli equilibri mondiali, fa riflettere su essi e su ciò che dalla Seconda guerra mondiale in poi è accaduto. Madri in lutto “convocate”; perché solo le madri, perché non anche i padri? Forse anch’essi in guerra, forse, in questo frangente, inutili come simboli per la difesa della patria e dei suoi valori più profondi? Perché la figura della “donna madre” in tutti i paesi, da quelli più retrogradi in fatto di diritti civili, a quelli che si professano democratici e avanzati nelle pari opportunità, viene strumentalizzata quando ci sono da difendere e giustificare decisioni e azioni che mettono a duro repentaglio il vivere civile nazionale e internazionale. E allora rivendichiamo la pace, non il pacifismo senza se e senza ma, difendiamoci e difendiamo la nostra spinta generatrice, che non significa solo dover o voler generare figli, ma quella spinta a creare, a curare, a preservare, insita nel femminile.
“Quando una donna entra in contatto con le sue risorse interiori trova, già predisposto, un modello di Pace”.Puoi spiegare questo concetto da te enunciato nell’incontro alla casa della Cultura Mi riferisco al fatto che dell’identità fa parte il corpo e che tra il corpo maschile e femminile vi è una differenza che non possiamo ignorare. Il corpo femminile è fisiologicamente fatto per ricevere, accogliere, fondere, alimentare e immettere nel mondo un essere autonomo, capace a sua volta di generare e di continuare la specie. E’ significativo che il grembo femminile accolga un essere geneticamente estraneo senza attivare alcun rigetto immunitario. Ogni guerra si fonda su un’antinomia fondamentale: amico-nemico. Il nemico è sempre visto come l’estraneo, l’eterogeneo, il negativo rispetto a sé. Tutto questo è il contrario del processo materno.
Tu accosti il processo di denatalità da un lato e la minaccia atomica dall’altro “all’eterna competizione tra Eros e Thanatos, Amore e Odio, Principio di vita e Principio di morte”, come può una riflessione al femminile porsi in questo contesto? Il pensiero femminile può sottrarsi al processo di denatalità denunciando le inadempienze politiche e sociali che esaltano la maternità solo a parole. Ma spetta anche alle donne trovare in se’ stesse la motivazione che le porti a realizzare insieme agli uomini un’aspirazione profonda: generare un figlio o comunque portare avanti uno spirito creativo e generativo. La maternità può essere anche una realizzazione simbolica che si attua nel pensare e vivere maternamente, cioè in modo creativo e donativo in ogni ambito. In questo momento l’orizzonte è oscurato più che mai dalla minaccia atomica. Ed è difficile desiderare di dare la vita quando non si è sicure di poterne garantire il futuro. Le donne, in quanto portatrici di un processo vitale, si oppongono alla morte: della morte sono il contrasto.
Ritieni dunque che un’identità femminile e materna, se connessa tra donne , possa produrre forti gesti di coesione? “Pensare la Pace, Pregare per la Pace, testimoniare la Pace in nome di un’identità femminile e materna produce un’eco che può valicare i confini tra nazioni sino a raggiungere donne che vivono isolate nelle immense pianure della steppa russa, sui monti del Caucaso o in Siberia, così come nelle città e nei paesi ucraini colpiti, talora distrutti, dalle bombe. I loro gesti sono i nostri, le loro passioni ci appartengono. Probabilmente non le conosceremo mai ma se le evochiamo dentro di noi, se proviamo per loro sentimenti di sorellanza, riusciremo a pronunciare insieme la parola Pace (Mir tanto in russo quanto in ucraino), un’aspirazione alla Vita che, condivisa, può cambiare il corso della storia.” (Sul nostro sito il testo del dialogo sulla pace tra Silvia Vegetti Finzi e Marco Tarquinio avvenuto alla Casa della Cultura di Milano il 16 ottobre 2022 e pubblicati su Avvenire il 2 novembre 2022. Per leggerlo clicca qui )
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ninna nanna per le bambine e i bambini del mondo
Per una notte, per una sola notte almeno dormite e sognate bimbe e bimbi belli. Sognate d’essere bambini, niente di più e niente di meno, e di avere tutto ma proprio tutto ciò che conta davvero. Una casa, una città, un mondo dove si viva in pace, dove si possa anche litigare in santa pace, una tavola dove mangiare e parlare in allegria. Qualcuno da amare, qualcuno che vi ama, qualcuno con cui ridere, perché c’è tanto da ridere, ma anche piangere lacrime non disperate, qualcuno che sappia dirvi ‘no’ senza perdere il sorriso. Dormite e sognate bambine e bambini, il verde dei prati e l’azzurro del cielo, giochi, compagni, avventure e risate. E se al mattino, al vostro risveglio, tutto questo non c’è, tenetevi stretto il vostro bel sogno, difendetelo, custoditelo, germoglierà e cambierà la casa, la città e il mondo dei bambini che verranno ma non per una notte, non per una notte soltanto.
Fulvio Scaparro (2006)
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Oroscopo 2023 per le Donne IN
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In queste previsioni astrologiche non vengono tenute in considerazioni le questioni economiche perché essendo in maggioranza pensionate anche le stelle si sono messe le mani nei capelli. Capricorno: sicure di voler continuare ad essere ricordate per il vostro pessimismo e la vostra granitica cocciutaggine? Gli astri dicono che vi rivestirete le coriacee corna con del morbido velluto e che il vostro motto per il 2023 sarà “I love you all!”. Si dice che Giorgia Meloni sia un capricorno…. Fate voi! • Amore: mah • Salute: si fa quel si può • Soldi: no comment • Lavoro: abbiamo già dato Acquario: con la scusa che siete folli e creative avete stancato anche gli astri. La previsione per le acquarie over 65 è di grande mutazione verso una calma interiore e esteriore che vi farà sembrare dei pigri tori, ma molto più apprezzate dai coetanei stanchi di inseguire i vostri “colpi di genio”. • Amore: provato con l’esorcista? • Salute: troverete il medico di base • Soldi: no comment • Lavoro: ma non siete in pensione?: ma non siete in pensione? Pesci: l’umidità dell’acqua in cui vagate nascondendovi, finte timide, non fa bene all’artrosi e infatti gli astri prevedono per voi una mutazione in deliziose e sfrontate ranocchie che faranno sentire finalmente la loro voce in modo chiaro anche se a volte sgradevole. • Amore: stanze separate • Salute: finché c’è vita c’è speranza • Soldi: no comment • Lavoro: largo ai giovani Ariete: sempre spigolose vero? Non vi è bastato avere litigato con quasi tutti i parenti di 1° e 2° grado? Ebbene gli astri vi daranno una mano nel 2023, incapperete in un ariete ascendente ariete, con venere e luna in ariete, che vi farà comprendere come è dura avere a che fare con voi. Ne trarrete giovamento… almeno caratteriale. • Amore: se non si è ancora separato non lo farà più • Salute: provate a Lourdes • Soldi: no comment • Lavoro: ma basta! Toro: zoccolo ben piantato sul terreno cercate di resistere, ma non avete considerato le stelle, che nel 2023 vi faranno affrontare esperienze per voi impensabili come per esempio “cambiare opinione”, “cambiare abitudini” “tollerare opinioni diverse”…Una rivoluzione! • Amore: meglio sole che male accompagnate • Salute: la ricerca sta facendo passi da gigante • Soldi: no comment • Lavoro: siete troppo stanche Gemelli: Non siete mai state Simone Weil, si sa, ma da eterne adolescenti molto fluide anche nelle convinzioni, vi ritroverete ad essere apprezzate per il vostro rifuggire il protagonismo che invece ammorba la nostra epoca e molte delle nostre coetanee. Resta sempre la raccomandazione di coltivare anche la spiritualità! • Amore: notti di fuoco…cosa avete capito? Fuoco di Sant’Antonio! • Salute: dite la vostra vera età al medico, così saprà cosa fare • Soldi: no comment • Lavoro: insegnatelo ai giovani Cancro: “mamma cancro” ormai sarà “nonna cancro” data l’età anche se non smetterà mai di star dietro ai suoi ragazzi, amici, parenti, dipendenti, domestici, parrucchieri…ma la novità del 2023 è che comincerà ad apprezzare l’indipendenza sua e degli altri. Impossibile direte? Secondo gli astri è un’evoluzione inevitabile perché la nostra “cancro” sceglierà di fare da mamma al mondo che ne ha tanto bisogno e dove c’è sempre qualcuno che ha davvero bisogno di lei. • Amore: boh • Salute: quando c’è la salute… • Soldi: no comment • Lavoro: ma non vi sembra di esagerare? Leone: Tempi duri per la suscettibile “leonessa”. I fari su di lei non sono sempre accesi e con il risparmio energetico la luce è più fioca. Gli astri prevedono che le leonesse faranno fatica ad abituarsi alla modestia dei tempi attuali, ma da brave “regine” sapranno attendere il ritorno dei trionfi con grazia e saggezza. • Amore: beh fatevene una ragione • Salute: meglio un esamino del sangue.. • Soldi: no comment • Lavoro: pigre Vergine: smettete subito di riordinare quel cassetto di posate e venite qui a leggere… lo sanno anche gli astri che in famiglia nessuno mette a posto gli asciugamani quando va in bagno, ma fatevene una ragione. Il 2023 lancerà una grande sfida alla vostra rinomata intelligenza, impiegare le vostre ossessioni per riordinare cose grandi e importanti: progetti e novità all’orizzonte. Realizzerete tutto con successo. • Amore: e non pensate sempre alla reversibilità.. dai! • Salute: dolorini, ma scoppiate di salute • Soldi: no comment • Lavoro: chi va via … perde il posto all’osteria Bilancia: Se ancora non avete capito che il mondo è pieno di ingiustizie, significa che non siete molto intelligenti. Certo non potete fare a meno di combatterle perché siete cocciute come i capricorni, ma le stelle vi faranno abbandonare quella romantica malinconia che vi fa da sfondo, per spingervi a elargire in modo più determinato il buon senso e la tolleranza di cui abbondate e di cui c’è tanto bisogno. • Amore: sopito • Salute: l’ipocondria è una bella grana • Soldi: no comment • Lavoro: solo volontariato Scorpione: si dice siate le più intelligenti dello zodiaco, ma della vostra causticità e distruttività ne abbiamo abbastanza e quindi date retta alle stelle che vi proporranno delle prove di pazienza, umiltà, modestia che supererete con la vostra intelligenza. • Amore: il Kamasutra…artrosi permettendo • Salute: non dimenticate la pastiglia • Soldi: no comment • Lavoro: inguaribili ottimiste! Sagittario: deve essere stata dura durante il lockdown non muoversi da casa per voi che sembrate dei perenni “saltamartino”. Ma l’isolamento vi ha giovato perché vi ha costretto a stare da sole ed a riflettere un po’ di più sulle cose. Meno impulsive, vi presentate al 2023 con grandi progetti che le stelle sosterranno, soprattutto se saranno pensati per essere realizzati e non solo immaginati. • Amore: non fidatevi dei poeti • Salute: ma sì che ce la farete • Soldi: no comment • Lavoro: domanda di riserva?
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La cicala parlante n. 16 di Renata Prevost
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L'arte di fare i regali
Il regalo è uno di quei gesti significativi che si possono fare all’interno di una relazione qualunque essa sia. Un gesto che contribuisce ad allacciare un rapporto sempre più stretto oltre che a farti dare un appellativo. La zia dei bei regali, lo zio dal braccino corto. Non dipende del valore dell’oggetto. Ci sono regali pensati all’ultimo momento, regali obbligati dalle convenzioni e, per questo, scelti di fretta e in genere costosi o invece da bancarella, e regali pensati. L’unico modo per fare bene un regalo è seguire nel tempo la persona a cui vuoi fare il dono, capire i suoi gusti, i suoi bisogni, i suoi modi di divertirsi. E non basta conoscere una persona da anni. Bisogna guardarla. Non è sicuro che il nostro sguardo possa trovare i nomi giusti da dare alle cose, ma con un po’ di pazienza e se amiamo l’indagine, possiamo arrivare a mettere insieme i frammenti dei segnali e comporre i desideri. È un lavoro d’amore. Una volta una mia amica d’infanzia mi ha regalato due piccole tartarughe d’acqua dentro la loro boccia. Non ho mai manifestato, in tutta la mia vita, un attaccamento a un qualche animale, nemmeno ai cavalli che montavo e uno infatti mi ha disarcionata. Ma lei mi ha regalato due tartarughine che sono finite in tre secondi nella tazza del water: erano d’acqua, tranquilli animalisti non sono annegate, hanno fatto amicizia con i coccodrillini degli anni 80, anche loro finivano lì o almeno lo dicevano le favole metropolitane. Ecco allora è meglio dimenticarsi di fare un regalo perché non si tratta di sbagliare colore, vuol proprio dire che non hai mai appreso chi è quella persona. Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui
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Budino delle feste facile facile
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ingredienti Quattro uova intere, quattro cucchiai di zucchero, una tazzina di caffè ristretto, una tazzina di latte, 2 hg amaretti, una tazzina di rum. preparazione Caramellare lo stampo con un cucchiaio di zucchero. Sbattere le uova con lo zucchero. Quando si è ottenuta una crema si aggiungono il caffè, il latte, gli amaretti tritati e la tazzina di rum. Mescolare il tutto. Versare nello stampo e far cuocere a bagnomaria per 25 minuti coperto. Anche sul nostro sito, clicca qui
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Sono un anziano, non sono un idiota!
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Sono anziano non sono un idiota! Si chiama così la petizione online che denuncia quanto i servizi solo digitali, possano emarginare gli anziani…e ha avuto successo! Dove? In Spagna. Ad opera di chi? un medico in pensione Carlos San Juan. Perché? perché le istituzioni, soprattutto quelle di cui siamo clienti e alle quali paghiamo commissioni o abbonamenti, offrano i loro servizi in modo accessibile anche per gli anziani che non sanno usare il digitale, non lo possono fare per problemi fisici, non hanno a disposizione un pc o internet. La petizione «Sono anziano, non sono un idiota» ha suscitato grande clamore con partecipazione a programmi Tv e interviste sui giornali ed infine un invito dal ministero dell’Economia dove le banche spagnole, che erano il primo obiettivo di San Jaun per via dell’accesso al bancomat, hanno firmato un documento in cui si impegnano a offrire servizi migliori ai senior: estendere l’orario di apertura delle filiali, priorità di accesso agli sportelli e semplificare l’interfaccia di app e sito web. Anche in Italia fra gli over 65 che sono quasi 14 milioni.. Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui
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Sono un'anziana non sono una robot
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Le curiosità e le domande sul deficit tecnologico (e sull’analfabetismo digitale) degli anziani si fanno più numerose e frequenti; in molti indagano e cercano di capire le interazioni tra le tecnologie e le persone anziane. Ci può aiutare a capire e a soddisfare le nostre curiosità il lavoro di una studiosa americana (Dafna Burema, AI & Society, vol. 37, 2022) che ha analizzato 96 pubblicazioni accademiche per verificare come sono rappresentati gli adulti anziani negli studi, analisi e progettazione nel campo della interazione robot essere umani (human-robot- interaction - HRI). La domanda centrale della sua indagine è: come sono rappresentati gli adulti anziani nel campo della human-robot-interaction (HRI )? Si tratta di un'analisi del contenuto di 96 pubblicazioni accademiche che progettano o studiano un robot o un sistema robotico nell’ambito dell’assistenza agli anziani. Questa analisi svela una “visione essenzialista" afferma l’autrice. I vecchi sono rappresentati come fragili, disagiati, silenziosi e tecnologicamente analfabeti. Gravosi e problematici per la società. Ovvero, la ricerca nel campo della human-robot-interaction - HRI - tratta i vecchi come se avessero queste caratteristiche intrinseche, come se ciò facesse parte della loro essenza umana in quanto vecchi. Infatti, nelle pubblicazioni analizzate, gli anziani sono visti essenzialmente come persone non in grado di partecipare socialmente, con delle perdite nella salute, nella mobilità e nelle funzioni cognitive e mentali. Dato il modo in cui sono rappresentati i vecchi (nelle 96 pubblicazioni analizzate) si capisce che l'obiettivo dei robot nell'assistenza agli anziani è quello di dare la possibilità agli anziani di "migliorare" se stessi. Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui
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Letture e visioni - da leggere
Parigi magica di Vittorio Del Tufo ed. E/O
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La città “mondo” come spesso è stata definita Parigi si apre al futuro portandosi dietro un passato ricco, entusiasmante ma anche oscuro. Non si tratta di magie, sabba o riti, (e soprattutto nulla a che fare con Dan Brown del Codice Da Vinci) nel senso puro del termine, anche se Parigi insieme a Praga, Torino, Napoli e Londra, sono considerate le città esoteriche per eccellenza, ma della “biografia” di una città tra le più descritte e commentate del mondo, sulla quale c’è sempre qualcosa di più da sapere. Anche Umberto Eco partì da Rue de la Bréve a Parigi per ambientare il suo “Cimitero di Praga” perché la collocazione della piccola via si prestava bene ad introdurci in un’atmosfera in cui ogni pietra avrebbe potuto raccontare pezzi di storia, di misteri, della vita nascosta di personaggi noti come Saint-Simon, Voltaire, Hemingway, Cèline, Aragon per citarne qualcuno. Personaggi e ambientazioni dove i palazzi, le piazze, i giardini che conosciamo in tutta la loro bellezza e maestosità, diventano protagonisti dell’atmosfera oscura e misteriosa della preesistenza delle cose accadute secoli prima. “La magia del passato narrato, non attraverso opere di fantasia, ma grazie a uno studio costante, al disvelamento, alla ricerca, dove il racconto dei personaggi storici e degli eventi del passato, si alterna con quello sui misteri, miti, e religioni delle città trattate.” Anche sul nostro sito
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Da vedere: Saint Omer recensione di Carlo Confalonieri
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Rama (Kayije Kagame) è una giovane docente universitaria di letteratura, che sta scrivendo un nuovo libro su Medea. Ma capiamo subito che la sua sarà una Medea diversa, vedendo la lezione che tiene in apertura sul collaborazionismo, con riferimenti alla Duras di "Hiroshima mon amour" di Alain Resnais di cui la grande scrittrice fu sceneggiatrice. Una Medea problematica, moderna, silenziosa o parlante su alti livelli interiori come quella di Pasolini, incarnata da Maria Callas- che vediamo a un tratto nella scena dell'infanticidio, che nessuno mai rappresentò con la stessa poesia di Pasolini- nel computer che Rama si porta appresso. In una stanza d'albergo di Saint Omer, località francese sul mare del Nord, dove si è recata da Parigi al processo per infanticidio di Laurence, altrettanto giovane, colta, di colore come Rama. Laurence abbandonò la figlia di 15 mesi alle acque del mare, come accadde in un fatto reale da cui il film prende le mosse e che scosse la Francia intera. Entrambe francesi di origini senegalesi, proprio come la regista Alice Diop qui fa il salto dal documentario alla fiction mantenendo saldissime le sue radici visive, sociali di combattente, psicologiche e culturali di intellettuale. "Saint Omer" si dipana infatti apparentemente come un film processuale, in realtà grazie all'occhio magistrale della Diop diventa un percorso tortuosissimo nella maternità (Rama è a sua volta incinta), nei suoi meandri più oscuri e inammissibili, nel deflagrare di reticenze e tabù apparentemente disumani, ma in fondo spiegabili non con la ragione, con la "follia" di cui parla l'avvocato difensore anch'ella donna (Aurelia Petit) nella sua arringa finale; parla con fermezza di donne come chimere, di cellule chimeriche che vanno dalla donna al feto e viceversa rendendo tutte le donne creature mutanti e "folli", che in una catena universale trasmettono l'una all’altra una "follia" mutante. Laurence (Fusaglie Malanda, regale come la Callas) sta, sul banco degli imputati come una regina, scegliendo accuratamente le parole, trasformando un delitto mostruoso in uno scavo negli abissi femminili, in una discesa agli inferi della maternità come cicatrice interiore o peccato originale della donna. Rama e Laurence diventano così, una sul banco degli imputati l'altra in mezzo al pubblico della Corte d'Assise (che nel giudice donna di Valerie Deville trova un grande indagatore/ascoltatore e un altro punto cardine) due donne allo specchio. E nel breve istante in cui si guardano e accennano a un sorriso complice rivediamo in un secondo due capolavori di rifrazione femminile come "Persona" di Ingmar Bergman e " Un'altra donna" di Woody Allen, da me amatissimi e da poco fusi nella mia ultima regia teatrale "Anthera Persona". "Saint Omer" è quindi una Medea speculare, universalmente moderna perché archetipica e ancestrale. Alice Diop assurge così a Maestra del Cinema. E il Gran premio della Giuria e il Leone del Futuro a Venezia, il premio Jean Vigo e la candidatura all'Oscar come film straniero in Francia sono meritatissimi. Anche sul nostro sito, clicca qui Per vedere il trailer clicca qui
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Associati a Donne In
Sul nostro sito uno spazio dedicato, un nuovo video, la tessera e il modulo per diventare nostre socie! Con tante agevolazioni e convenzioni che stiamo definendo.
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