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In questo numero
Il mondo sarà sempre al maschile?   

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Alexa..fammi un espresso..Alexa..domani c'è il sole?

Intelligenza artificiale e stereotipi
       

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Alexa, è la voce femminile di uno strumento fornito di intelligenza artificiale, servizievole e pronta a soddisfare i desideri di chi la interroga. Purtroppo, questo non rappresenta una grande novità dato il ruolo secolare attribuito alle donne. Un ruolo, come sappiamo, che le ha escluse dalle posizioni più prestigiose nella cultura, nella scienza e nella politica. Ora constatiamo che anche l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie spesso perpetuano questa discriminazione. E ci sorprende vedere, in quella pubblicità, la leggerezza dei ragazzi e soprattutto delle ragazze che non sembrano affatto turbati nel riprodurre, ancora una volta, il ruolo che nei millenni è stato assegnato alle donne. 
Diversa invece la storia di Abel "un robot umanoide sia sotto l'aspetto estetico sia comportamentale", somigliante a un ragazzo di 12 anni, che sa parlare, ragionare e capire le emozioni degli esseri umani che ha davanti. Il robot Abel, dotato di intelligenza artificiale, sa interagire e allo stesso tempo studiare l'interlocutore osservandone moltissimi parametri, anche elementi invisibili all’essere umano, come i piccoli cambiamenti termici sul volto visibili all'infrarosso o la frequenza del battito cardiaco, tutti elementi da cui può dedurre quali emozioni prova l'umano che ha di fronte.licato su Medicina di Genere Newsletter. Sempre più ci rendiamo conto che siamo di fronte a qualcosa di sconosciuto e questo richiede pazienza, capacità di vivere nell’incertezza, ma anche rigore e tenacia nella osservazione e raccolta dei dati. Questa esperienza, con gli attuali strumenti a disposizione, può essere veramente una base di conoscenza preziosa per le future generazioni. Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui

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  Un altro Giro  di Rebecca  Amsemlem

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Come sarà la mascolinità in una società femminista? Uomini che parlano di più delle proprie emozioni? Uomini che non si rifugiano nella violenza? Uomini che alla nascita non sempre vengono assegnati al genere maschile?  Non ce ne sarà una sola di mascolinità, questo è certo. Perché proprio come le donne ridefiniscono il loro immaginario, mentre le persone sottoposte a razzismo ristabiliscono la storia, gli uomini devono ripensare alle catene, pastoie con cui la società patriarcale li ha rinchiusi.
Quattro uomini eterosessuali di mezza età che ballano insieme in un soggiorno. Professori. Questo è il tipo di mascolinità che vogliamo vedere normalizzata. Non c’è niente di perfetto, e per una buona ragione. Ognuno di questi quattro uomini sta attraversando una crisi di "mezza età". Inizia così il film “Un altro giro” (attualmente nelle sale): uno dei quattro festeggia i 40 anni. Il personaggio principale, interpretato da Mads Mikkelsen, si trascina di malavoglia alla festa. Infatti, dice ai suoi figli adolescenti che sicuramente non tornerà a casa tardi. A cena con gli amici in un ristorante soffocante, fa fatica a nascondere il suo disagio. Dipinta su viso un ’'angoscia che sembra essersi installata, non sa nemmeno quando. Non parla più con sua moglie, sembra non essere in contatto con i suoi studenti del liceo in cui insegna, i suoi figli sembrano non vedere la differenza tra quando è presente e quando no.
"Si tratta di accettare la vita così com'è", afferma il regista Thomas Vinterberg in un'intervista. I personaggi non hanno nostalgia di un'epoca passata. Non ricordano la loro giovinezza come un ideale che vorrebbero riconquistare a tutti i costi. Al contrario, vogliono andare avanti, uscire dal torpore in cui li hanno costretti le ansie dell'età adulta. Per  continuare la lettura sul nostro sito clicca qui

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Un altro giro d
di Thomas Vinterberg

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Alcol. Non è il delirio tremens di Ray Milland, in GIORNI PERDUTI di Billy Wilder, che vedeva con un omaggio espressionista un pipistrello mangiare un topo. Né quello di Yves Montand nel supernoir I SENZA NOME di Melville, dove si vedeva ricoperto di serpenti. Nel film grandioso, libero e dolente di Thomas Vinterberg -piaciuto e premiato in tutto il mondo- siamo più dalle parti di quella commedia indimenticabile del maestro Blake Edwards che è I GIORNI DEL VINO E DELLE ROSE con i giganti Jack Lemmon e Lee Remick. Si parte infatti come una commedia d'ambiente scolastico, danese, dove 4 professori (attori tutti in stato di grazia col più noto, il magnifico Mad Mikkelsen, come sempre oscuramente bello e tormentato) vivono la crisi della mezza età, le frustrazioni dei sogni perduti e guardano al futuro senza gioia in famiglia e fuori. Sicché decidono di provare ad applicare una folle teoria secondo cui mantenendo nel sangue un tasso alcolico in giusta percentuale, la vita torna a sorridere.
Recensione di Carlo Confalonieri  Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui
Per vedere il trailer clicca qui

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donne In postura.... con disinvoltura
 ginnastica: istruzioni per l'uso

Che differenza c'é tra sedentarietà e inattività?

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Carissime, il caldo è arrivato e con esso la pressione per molte se ne va sotto i tacchi. La mia, con 60 su 90, va bene per essere giocata al Lotto. Per tutte è comunque fondamentale idratarsi costantemente per tutta la giornata.

Non fatevi ingannare dalla mancanza di sete, perché questo è uno stimolo che col passare degli anni subisce alterazioni: non si sente. Potreste avere gran necessità di liquidi, senza percepirne minimante il bisogno. Occhio! Organizzatevi razionalmente delle strategie per bere. Come, ad esempio, suddividere almeno 1 litro e mezzo d’acqua in tanti bicchieri, messi tutti vicini da consumare durante la giornata. Oppure impostate un timer sul telefonino e ogni 30 minuti bevete.
Ora passiamo all’argomento lasciato in sospeso la volta scorsa su quale e quanta attività fisica svolgere per una donna over 65 e come evitare la sedentarietà durante ogni singolo giorno. Senza sbriciolarsi ossa e articolazioni!
Cominciamo da come evitare la sedentarietà nel nostro quotidiano:

  • Ogni 30’ minuti fermi, fare 3’ minuti di attività

Questo vi salva da tutta una serie di patologie e vi allunga la vita! Molto efficaci  possono  essere  delle  brevi camminate per la stanza in cui ci si trova o degli  esercizi  a  corpo  libero effettuati  sul  posto,  come alzarsi e risedersi ripetutamente da una sedia o dal divano; camminare sul posto a ginocchia alte e fare circonduzioni con le braccia; fare stretching, esercizi posturali che conoscete bene, ecc …
Quale attività fare per una donna over 65?

Scilla Menegazzi - Chinesiologa - www.salute-posturale.it - Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui

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 Lettere alla redazione 

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Da questo numero inauguriamo una nuova rubrica che  raccoglie le lettere ricevute e che riceveremo dalle lettrici...temi diversi, opinioni diverse, ma uno spazio unico per condividere i nostri pensieri

La vecchiaia mi fa paura, invecchiare mi fa paura. È diventata una sensazione tangibile che non ho mai provato prima. Con il mio gruppo di donne abbiamo riflettuto molto sul modo migliore di invecchiare, su come affrontare i cambiamenti, i disagi che l’avanzare dell’età porta con sé, cercando anche di vedere e, se possibile, apprezzare i lati “gradevoli”, le nuove libertà di tempo, di parola, l’essere sé stesse senza tutti quei condizionamenti che i vari passaggi e i vari ruoli che le donne -quelle che hanno la fortuna di invecchiare- inevitabilmente attraversano. E sono tanti, a partire dall’adolescenza e su su all’identità di giovane donna, all’amore, all’eventuale matrimonio, al possibile ruolo di madre, alla maturità. La discesa da qui non è ben delineata. O almeno per me. Non sono in grado di datare l’inizio del mio invecchiamento, forse perché la salute è rimasta una buona compagna e gli anni sono sempre stati solo un numero nella mia testa.

Adesso sto assistendo al declino della figura femminile più importante, nel bene e nel male, di ognuna di noi, mia madre. Figura volitiva, ma fragile, determinata, ma insicura, che ha interpretato il suo ruolo di donna secondo questi schemi ben delineati nella società borghese degli anni 50-60. Siamo state e siamo molto diverse e, senza entrare nei dettagli, la comunicazione tra noi è sempre stata faticosa e, abbastanza spesso, conflittuale. Qualsiasi psicologo o qualsiasi lettura a riguardo, consiglia di fare pace con la figura genitoriale difficile, almeno dentro de sé. E così io ho fatto qualche anno fa ed è andato tutto molto meglio. Sono riuscita addirittura a spiegarmi, ripercorrendo la storia della sua vita, i suoi comportamenti, le sue scelte e i suoi pensieri su di me. Alla base di questi ultimi, sono convinta, ci sia sempre stata una forte invidia per tutto quello che io ho potuto fare e che a lei non era stato concesso, o non aveva avuto gli strumenti per cercare di fare. Adesso però Lei non è più Lei. Non che manchi completamente di lucidità -solo qualche volta- ma non le interessa più. Ogni gesto, ogni necessità è una fatica e deve dipendere dagli altri. Non prova più piacere. Aspetta; me, l’ora dei pasti, l’ora agognata di andare a letto.
E ieri mentre ero seduta vicino a lei, cercando di parlare di qualcosa, improvvisamente mi è venuto un pensiero. Così no. Non voglio invecchiare così. Poi ho pensato che anch’io sono “vecchia” e ho avuto quella che i mistici o gli esoterici chiamano una rivelazione, un’illuminazione. E mi è venuto il panico. Perché non si scappa. O forse bisogna proprio uscire dai binari finché si può. 
Ma ci sto ancora riflettendo e ve lo dirò un’altra volta
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  Letture e visioni - da leggere

“Una santa del Texas” d
di Edmund White

ed. Playground

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Edmund White si è meritato il National Book Award, raccontando i destini di queste due “gran brave ragazze” americane degli anni Trenta, Yvette e Yvonne. Sono due gemelle simili nell’aspetto, ma con vocazioni assolutamente diverse. L’improvvisa ricchezza della famiglia rompe una consuetudine di vita piccolo borghese texana e fa da sfondo alla costruzione della vita delle due gemelle. Si lascia la provincia texana e si realizzano le rispettive e diverse ambizioni. Missione evangelica e aristocrazia francese, sono i mondi in cui arriveranno le due sorelle: una partenza comune, anche più di quanto in genere capiti ai fratelli in una stessa famiglia, e poi approdi lontani come se la sfida fosse stata quella di trovare il modo di lasciare la vita e il luogo delle origini.
“È stranissimo che siamo gemelle, e che una di noi stia diventando suora e l’altra stia diventando una baronessa francese. È come se, scontente delle nostre vite passate, vuote e noiose, fossimo andate in due direzioni opposte”
Come nella letteratura del 700, le confessioni più intime vengono attraverso lo scambio epistolare e le protagoniste però non perderanno mai la confidenza che la lontananza non inaridisce. Ci si racconta di tutto, sesso, estasi, passioni delusioni e anche antichi traumi. Il tono è sempre tragicomico agevolato dallo stile della “cronaca”, ma consente ugualmente che passi il messaggio dell’autore che l’amore, in qualunque delle sue forme, è sempre amore. Anche sul nostro sito clicca qui

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