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INFO NEWS
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 INVECCHIARE INFORMATE 
 
Prestiti personali in sanità! 

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Negli ultimi dieci anni si è registrato un crescente orientamento degli italiani verso la sanità privata, sia convenzionata che a pagamento. Questa scelta è stata spesso motivata dall’esigenza di evitare le lunghe liste d’attesa del sistema pubblico, dove i tempi medi si aggirano intorno agli 87 giorni, contro i circa 18 richiesti dalle strutture private.
In questo contesto emerge un fenomeno relativamente nuovo: il ricorso ai prestiti personali per far fronte alle spese mediche, sia per rateizzare i costi sia per sostenere interventi e terapie indispensabili, ma troppo gravosi per il bilancio familiare. I finanziamenti vengono richiesti soprattutto per cure odontoiatriche, esami diagnostici e interventi chirurgici di rilievo.
Allo stesso tempo, cresce il numero di pazienti che rinunciano alle cure, saltando visite specialistiche o perfino interventi necessari, con un’incidenza significativamente più elevata nel Centro-Sud rispetto al Nord Italia.
Nel 2025, secondo un’indagine condotta da un istituto autorevole, 26 milioni di pazienti si sono rivolti alla sanità pubblica, mentre 13,6 milioni hanno scelto strutture private e 1,7 milioni di persone hanno fatto ricorso a prestiti personali. La stessa indagine risulta che nell’ultimo anno circa 2,6 milioni di italiani hanno dovuto “migrare” dalla propria regione per curarsi principalmente verso il Lazio, l’Emilia-Romagna e la Lombardia. Un quadro desolante che coinvolge una elevata percentuale di pensionati e possiamo immaginare quanti di questi rientrino nella categoria di chi rinuncia a curarsi!
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a spulciatrice  Anche sul nostro sito

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Il valore strategico della medicina di genere per il bene del paese  

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Volentieri pubblichiamo un articolo della newsletter ‘Medicina di genere’ del gennaio scorso a cura del Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere, Gruppo Italiano Salute e Genere e Centro di riferimento per la Medicina di Genere dell’Istituto Superiore di Sanità per il continuo e capillare lavoro che le ricercatrici portano avanti evidenziando come un approccio di genere, che tenga conto anche delle condizioni geografiche e socioeconomiche, possa essere un valore aggiunto per il nostro paese. Speriamo che i dati che emergono dalle ricerche in corso possano sempre più sensibilizzare la comunità scientifica, commerciale e politica sul vantaggio in termini di risorse economiche e strumentali in una popolazione che continua ad invecchiare e che è necessario invecchi meglio possibile per mantenere una sostenibilità del sistema sanitario ed assistenziale.
Negli ultimi anni si sono consolidate due consapevolezze fondamentali: la prima, che non è possibile immaginare una medicina personalizzata che non sia anche una Medicina di Genere; la seconda, che un approccio alla salute sesso-genere-specifico è un fattore di sostenibilità sociale ed economica, oltre che di equità. Comprendere e gestire correttamente le differenze, infatti, significa garantire cure più efficaci, ridurre gli sprechi e costruire sistemi sanitari più resilienti. Eppure, il potenziale di questo approccio è ancora lontano dall’essere pienamente realizzato.
L’Italia, come noto, è un caso emblematico. Nonostante donne e uomini continuino ad avere oltre 4 anni di differenza in termini di speranza di vita alla nascita, il “vantaggio” rimane puramente numerico: le donne continuano a vivere un terzo della loro vita in condizioni di salute compromessa (32%), un quarto gli uomini (25,4%)1. Questo dato riflette un quadro più ampio: maggiore esposizione alle patologie croniche, carico più elevato di disabilità e, di conseguenza, impatto significativo su partecipazione lavorativa e qualità della vita. A ciò si aggiungono diverse criticità strutturali. La sotto-
rappresentazione femminile negli studi clinici, la maggiore probabilità di sperimentare reazioni avverse ai farmaci e il rischio di sotto-diagnosi in diversi ambiti di patologia contribuiscono a creare percorsi di cura spesso meno tempestivi e adeguati. Il risultato è un insieme di inefficienze che gravano sia su cittadine e pazienti sia sul sistema sanitario, con un impatto economico non trascurabile....
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 Un’idea che ci piace …. ATTIVA-MENTE INSIEME 

Copia di Locandina ATTIVA-MENTE (3000 x 3000 px) - Progetto ‌

Un progetto sperimentale di convivenza e reciprocità tra studenti e popolazione over 65

Probabilmente l’idea è nata guardando le tende piantate da studenti e studentesse davanti agli Atenei lombardi … il 2023 è stato l’anno della protesta contro il “caro-affitti” per studenti e lavoratori fuori sede nelle grandi città della Lombardia, soprattutto a Milano.
Una stanza può costare 7/800 euro mensili, anche in condivisione non meno 400 euro al mese, quindi Regione Lombardia nel 2025 ha avviato insieme all’Università degli Studi di Milano un progetto sperimentale di convivenza e reciprocità tra popolazione studentesca e persone over 65 che possano ospitarli, una esperienza di co-housing e di volontariato, finanziata dalla Regione, attraverso l’Assessorato alla solidarietà sociale, nell’ambito delle politiche per l’invecchiamento attivo.
L’idea è che molti over 65 , residenti a Milano (o nei Comuni della città metropolitana, della Provincia di Lodi o di Monza) possano mettere a disposizione una stanza della propria casa (magari lasciata libera da figli o figlie oramai indipendenti) a uno studente o studentessa regolarmente iscritti all’Università.
Spesso sentiamo dire che quando i figli se ne vanno i genitori soffrono la “sindrome del nido vuoto”, magari perché hanno già lasciato il lavoro, sono pensionati, la casa è diventata troppo grande e silenziosa: potrebbero quindi vivere come una opportunità ospitare un/una giovane, creando nuove relazioni e promuovendo il dialogo tra generazioni.
Per i ragazzi, poi, potrebbe essere una occasione di crescita di competenze, oltre che ottenere CFU elettivi o aggiuntivi!
Inoltre, il progetto è finanziato da Regione Lombardia attraverso l’Ateneo con un rimborso spese complessivo di € 300 mensili alla persona che ospita lo studente.
Insomma, un gioco in cui entrambi vincono: una azione-positiva per tutti i soggetti che partecipano.
Ci saranno sicuramente resistenze e diffidenza da parte di molti: gli studenti perché temono di dover fare “i badanti” e gli anziani che non si fidano di far entrare a casa propria degli estranei, ebbene, gli stereotipi vanno abbattuti anche con il coraggio di affrontare il cambiamento, di considerare una opportunità la conoscenza dell’altro, diverso da noi ma complementare.
Per questi motivi, questa è un’idea che ci piace!
(si possono trovare maggiori informazioni presso l’Ufficio Progetti Sociali e Volontariato, Università degli Studi di Milano, tel.: 0250312833/36/39 email: attivamenteinsieme@unimi.it)
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la cicala parlanteLa cicala parlante   
n. 31
di Renata Prevost

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 Verba volant Scripta Manent   

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Nei film gialli o di spionaggio, il detective di turno per scoprire la vita di un sospettato o capire dove poterlo seguire sovente va a ravanare nella spazzatura perché quello che ci trova dà un mucchio di informazioni utili.
Senza insozzarmi mani e naso in un recente viaggio vicino a Recanati mi sono imbattuta nello Zibaldone di Giacomo Leopardi che mi ha molto divertita.
Trovare le liste della spesa o gli appunti di personaggi noti e immaginati su un piedistallo, ma anche quelli di un amico o meglio ancora di qualcuno che non ti piace tanto, provoca brividi di gioia.
Molto meglio del gossip dei giornali.
Diventa un filo invisibile che ci unisce a chi vive come noi o a chi ci ha preceduto. Ogni parola scritta diventa custode di ricordo e piccole storie domestiche.
La psicologia cognitiva suggerisce che gli oggetti familiari, proprio come le liste della spesa, fungono da ancore mnemoniche evocando emozioni e ricordi legati alle esperienze condivise.
Così mentre leggevo che Leopardi ordinava pennini e inchiostro come me alle elementari, mi sovvenivo della mia adorata maestra Amalia Bellori Bellorini e di alcune compagne e qualche aneddoto della mia scuola legato alla mia vita, ma anche di quando più avanti studiavo il poeta
nell’ora di italiano.
E quando al supermercato trovo una lista della spesa nel carrello vuoto che afferro, non posso fare a meno di leggerla e provare a pensare alla vita di quella persona.
Anche quando trovo in qualche libro imprestato o di seconda mano un appunto fatto da un lettore precedente o da un parente o amico. Lo stesso succede se in casa di un amico dell’amico trovo un oggetto simile a un altro che era in casa dei miei genitori.
Mi sono dunque presa la briga di scrutare lungo questa strada e ho scoperto fatti interessanti.
Leopardi oltre ai pennini cercava cappelli, biancheria e scarpe e poi cioccolata, caffè, tabacco e medicine per i dolori o per la vista, già dice tante cose il tutto in mezzo a parole, osservazioni linguistiche e idee.
Latte, pane, carbone, non mangiare troppo, vivere felice, lavorare, Frank Kafka era ossessionato dalle liste in cui si dava degli stimoli mescolati al pane.
Nei diari di Virginia Woolf compaiono spesso liste di vestiti da lavare e pane da comperare insieme alla carne, non solo tormenti dell’anima ma anche fame di pancia....
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 Bucce e torsoli, che bontà  

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La cucina circolare non è l’ultima trovata di un architetto d’interni per ravvivare lo spazio fisico dove prepariamo i domestici pranzetti.
E’un nuovo approccio all’arte culinaria, nemico degli scarti e amico dell’ambiente. Una cosa seria.
Se ne fanno convegni, l’hanno adottata chef stellati come Igles Corelli e Carlo Cattani allo scopo di ridare vita gustosa ai negletti avanzi di cucina (bucce, torsoli, gambi e altre verdure in fase declinante), con annesso alleggerimento della pattumiera.
Un approccio un po’ di nicchia per le cuoche di corsa, categoria a cui mi onoro di appartenere. Anzi, di nicchia lo era: oggi abbiamo uno strumento di riscatto in mano, gratuito, ben illustrato, chiaro: “Il libro del risparmio” che la benemerita Fondazione Barilla regala a chi voglia scaricarlo da Internet.
Il titolo suona demodé: fa pensare al dopoguerra, alla scarsità di cibo, al pane duro, alle “Ricette di Petronilla” (1944) rievocate nel libro “Giorni di tarda estate” (BFS, 2022) da Luigi Ganapini, importante storico, amico di Donne In. L’autrice di quelle lontane ricette era un medico, la dottoressa Amalia Moretti Foggia, di cui abbiamo già citato in precedenza la storia. Scriveva sotto pseudonimo per la Domenica del Corriere. Di fronte al cibo scarso e da reperire spesso a borsa nera, Petronilla sfornò ricette in cui niente veniva sprecato del poco che c’era: minestre con le bucce di piselli, infuso di mele con i torsoli, tortini, succedanei come la vegetina: “Se non potete disporre né di farina bianca né di crema di riso né di fecola di patate, ricorrete alla bianca farina chiamata vegetina…”
Ora, siamo in tempi diversi e i ricettari non mancano. Il campo base di questo nuovo, firmato da Marta Antonelli e Riccardo Valentini, é la cucina casalinga. Del resto, con l’aumento dei prezzi conviene ridurre le cene al ristorante (nel caso, ricordate la dog bag) e evitare i cibi pronti in commercio. Si parte con una attenta compilazione della lista della spesa, si controlla la scadenza dei prodotti e la loro integrità, poi si torna a casa, si suddivide il tutto nei vari scomparti e finalmente si cucina. Tempo totale? Un bel po’.... 
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Dal nostro gruppo di lettura:
L’educazione sentimentale   di Gustave Flaubert 

L'educazione ‌

Siamo a Parigi, tra la Rivoluzione francese del 1848 e la fondazione del Secondo impero di Napoleone, periodo di instabilità politica e barricate, progetti rivoluzionari e difese strenue di privilegi e ricchezze. Nel progetto originario del romanzo, l'autore prevedeva un lavoro a metà strada fra il romanzo sentimentale e quello dei costumi parigini, per fornire al lettore un quadro sulla storia morale della sua generazione.
Tra salotti, abitazioni di lusso e squallide dimore si muovono i protagonisti: Frédéric Moreau, giovane e ambizioso studente e un mondo di nobili e ricchi borghesi dediti soprattutto a occupazioni di scarso impegno, interminabili e vacue discussioni politiche, scambi di denaro non sempre limpidi. Tutti, comunque, costretti dai tempi ad abbandonare illusioni e ideali e l’abitudine a fare del denaro e della falsità il cardine dei loro rapporti umani, sono incapaci di trovare antidoti alla disperazione per la propria impotenza e mediocrità e affrontano con sgomento i cambiamenti politici in corso che minano le loro sicurezze sociali ed economiche. Il mondo esterno, con le sue istanze di radicali cambiamenti e l’entrata di nuovi protagonisti non tocca i loro cuori e le loro menti e viene vissuto come un incidente di cui liberarsi in ogni modo possibile.
Attraverso le vicende amorose del protagonista Flaubert, tra intrighi e ripicche amorose, scava nel profondo di innamoramenti inappagati, passioni fugaci, legami apparentemente rassicuranti ma nutriti piuttosto dalla pietà, proposte di matrimonio dettate solo dall’interesse. L’educazione sentimentale, che dovrebbe fare da strada maestra per realizzare i sogni e le ambizioni di Frédéric, non permetterà mai al giovane di raggiungere equilibrio e serenità; resterà infatti sempre innamorato dell’idea dell’amore a cui non riuscirà mai a dare concretezza. E nemmeno la prospettiva della nuova società che agita le strade di Parigi smuoverà la sua rassegnata indolenza o potrà trasformarlo da passivo spettatore a protagonista del futuro che sognava.
Avevamo scelto questo romanzo, noi del gruppo di lettura, per cimentarci con un classico; a fine lettura il parere è stato contraddittorio e condiviso. Abbiamo apprezzato l’ottima scrittura, ma che fatica seguire descrizioni accuratissime senza fine; ci siamo stupite di una narrazione che non riesce a presentare nemmeno un personaggio che sembri positivo; le descrizioni degli ambienti, abilmente cesellate, a volte sottraggono spessore e interesse alle importanti vicende politiche del mondo che sta fuori.
Grande poi è stato lo stupore di trovarci all’inizio a parlare di due romanzi apparentemente differenti. Dalla prima edizione del romanzo, infatti, letta da una di noi e la seconda edizione (pubblicata anni dopo) che le altre di noi avevano in mano Flaubert ha cambiato protagonisti, vicende, trama. Tanti dubbi su questo cambiamento e l’intenzione di indagare sul perché.
Recensione di Milena Pieri
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 Da leggere : 
Qualche consiglio di lettura  

e non scappare ‌

E non scappare mai
Annalisa Cuzzocrea
Con lettere e documenti ricevuti dalla figlia Annalisa Cuzzocrea ripercorre la storia di Miriam Mafai, l’impegno politico e la vita privata, la militanza femminista e l’attività di giornalista. Una grande rappresentante della sinistra, sempre in prima linea nella difesa delle libertà conquistate e in quelle da conquistare.

L’albero della libertà

William Wall
Irlanda del sud, 1969. Sotto un albero trasportato dal mare sulla spiaggia, ora casa dei pirati, ora balena spiaggiata, ora casa dei sogni, due fratellini attraverso una nuova piccola amica scoprono i conflitti del loro paese. Storia di iniziazione, di passaggio, di momento un cui la Storia irrompe nella vita di due bambini.
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Da vedere:  LA GRAZIA di Paolo Sorrentino   
Recensito da Carlo Confalonieri 

‌ la grazia

Mariano de Santis è il Presidente della Repubblica Italiana. Lo vediamo nei suoi ultimi sei mesi di mandato. Paolo Sorrentino fa una radiografia impietosa di un maschile che ha rinunciato a ogni emozione, sentimento autentico e a ogni ipotesi di sensibilità, da relegare alla femminilità. Non a caso il Presidente è soprannominato Cemento Armato, ha scritto un Manuale di Diritto Penale detto il K3 sia per la mole, che per la ricerca ferrea del senso della norma. Ipercontrollato, sorvegliato a vista dalla figlia Dorotea, ancella della sua salute e giurista pronta a correggere e rivedere leggi che il padre postdemocristiano non firmerà mai. In particolare, quella sull'eutanasia. Gli giungono anche due richieste di grazia per due omicidi, dai risvolti complessi e confusi. Eppure, di fronte a quell'uomo granitico appare il fantasma di Aurora, la moglie defunta e amatissima, ma soprattutto la depositaria delle sue emozioni schivate e non vissute. E insieme il tarlo di un tradimento da parte della donna avvenuto molti anni prima, senza sapere con chi. Solo Coco Valori, l’amica confidente, critica d'arte, donna cazzuta e spiccia, lo sa, ma non vuole rivelarlo. E invece durante un lungo pianto a due in taxi con Mariano (sequenza siderale) ne farà il nome e li sarà la conferma di tutto. Ovviamente lo tengo segreto, ma la rivelazione di Coco confermerà quanto ad Aurora mancasse il lato sensibile di Mariano. Insomma, un fallimento esistenziale totale, che Mariano si trova a constatare anche con la partenza della figlia stanca di fargli da balia senza alcuna riconoscenza e la morte di un cavallo simbolo della forza primordiale dell'inconscio. Inizia così un percorso di lacrime che spuntano da ogni dove (l’astronauta in diretta) e che sciolgono poco a poco il cemento armato di Mariano, rendendolo meno inaccessibile e più umano. Al punto che firmerà leggi inimmaginabili prima di andarsene e concederà una grazia entrando nei parlatori delle carceri come un normale cittadino (per me la scena più bella e commovente del film) a contatto coi parenti degli altri detenuti.
Sorrentino, a parte qualche trovata post pop che non manca mai, firma un film semplice, bellissimo e rigoroso. Esteticamente senza sbavature e geometrico anche nelle tonalità cromatiche della sodale Daria D'Antoni, annovera un Cast di assoluta perfezione: Toni Servillo irraggiungibile maschera disumana che col potere e il diritto si è quasi ridotto a reperto anatomo patologico (ma Sorrentino lo salva in extremis). Anna Ferzetti centratissima come figlia negata dal padre e Milvia Marigliano, grande attrice di Teatro, che disegna con Coco una figura indimenticabile, complessa e ambigua, che avrebbe meritato la Coppa Volpi a Venezia pari merito con Toni Servillo.
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Un appuntamento importante! Segnatevi il 25 febbraio!!    

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Donne In insieme all’Unione femminile nazionale ricorda con Musica e Parole Clara Bassanini, fondatrice insieme ad altre donne della nostra Associazione.
Noi tutte consideriamo questo incontro – che si tiene il 25 febbraio  alle ore 17,30  presso l'Unione  Femminile in Corso di porta Nuova  32 – un evento rilevante del nostro stare insieme. Ci interessa molto incontrarvi e stare insieme a voi.

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       Tesseramento 2026 
                  sul nostro sito     www.donnein.net               
                     puoi fare o rinnovare la tessera                   

E' pur vero che per soli 30,00 € all'anno Donne IN    
ci da una tessera che ci apre tutte le porte, ........ma non spingere e stai in coda ............
che di tessere    
ce n'è per tutte!!

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