L’educazione sentimentale di Gustave Flaubert
Febbraio 17, 2026
RSA. Perché no? Una riflessione per discuterne
Marzo 15, 2026
Mostra tutto

Bucce e torsoli… che bontà

La cucina circolare non è l’ultima trovata di un architetto d’interni per ravvivare lo spazio fisico dove prepariamo i domestici pranzetti. E’un nuovo approccio all’arte culinaria, nemico degli scarti e amico dell’ambiente. Una cosa seria. Se ne fanno convegni, l’hanno adottata chef stellati come Igles Corelli e Carlo Cattani allo scopo di ridare vita gustosa ai negletti avanzi di cucina (bucce, torsoli, gambi e altre verdure in fase declinante), con annesso alleggerimento della pattumiera.

Un approccio un po’ di nicchia per le cuoche di corsa, categoria a cui mi onoro di appartenere. Anzi, di nicchia lo era: oggi abbiamo uno strumento di riscatto in mano, gratuito, ben illustrato, chiaro: “Il libro del risparmio” che la benemerita Fondazione Barilla regala a chi voglia scaricarlo da Internet.

Il titolo suona demodé: fa pensare al dopoguerra, alla scarsità di cibo, al pane duro, alle “Ricette di Petronilla” (1944) rievocate nel libro “Giorni di tarda estate” (BFS, 2022) da Luigi Ganapini, importante storico, amico di Donne In. L’autrice di quelle lontane ricette era un medico, la dottoressa Amalia Moretti Foggia.

Scriveva sotto pseudonimo per la Domenica del Corriere. Di fronte al cibo scarso e da reperire spesso a borsa nera, Petronilla sfornò ricette in cui niente veniva sprecato del poco che c’era: minestre con le bucce di piselli, infuso di mele con i torsoli, tortini, succedanei come la vegetina: “Se non potete disporre né di farina bianca né di crema di riso né di fecola di patate, ricorrete alla bianca farina chiamata vegetina…”

Ora, siamo in tempi diversi e i ricettari non mancano.

Il campo base di questo nuovo, firmato da Marta Antonelli e Riccardo Valentini, é la cucina casalinga.

Del resto, con l’aumento dei prezzi conviene ridurre le cene al ristorante (nel caso, ricordate la dog bag) e evitare i cibi pronti in commercio.

Si parte con una attenta compilazione della lista della spesa, si controlla la scadenza dei prodotti e la loro integrità, poi si torna a casa, si suddivide il tutto nei vari scomparti e finalmente si cucina.

Tempo totale? Un bel po’ Chi prepara i pasti “circolari” (e anche gli altri pasti, in verità) lavorerà un po’ di più a lavare, tritare, pelare, grattare, congelare, mescolare, filtrare per arrivare a risparmiare quei 500 euri annuali di cui favoleggia il ricettario. Può essere divertente. Saremo noi donne, ovvio, a prenderci questo surplus di impegno.  Non disturbi la sottolineatura, certo anche qualche uomo sarà al nostro fianco. Lascerà anche la cucina pulita.

Le possibili criticità non tolgono al Ricettario della Fondazione Barilla i meriti che ha: è chiaro, gradevole, colorato, ricco di spunti e suggerimenti. Si preoccupa degli sprechi (non buttare i gambi del prezzemolo, le bucce di cipolla, i gambi di broccoli e cavolfiori, i semi: riutilizzali), e degli scarti. Offre un utile ripasso sull’uso corretto del frigorifero e in generale sulla conservazione di cibi e ingredienti. Ha un pensiero finale per le erbe aromatiche, da tenere in vaso, come i fiori.

Che bello. Peccato non avere tempo per metterlo in pratica.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *