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Da vedere: A REAL PAIN di Jesse Eisenberg

Cosa aspettate a correre a vedere la Commedia più bella?

A REAL PAIN ha infatti quella magia che hanno i piccoli film, quando dopo 5 minuti che li vedi ti accorgi che sono grandissimi, perché contengono tutto quello che ci riguarda sia nel privato che nello “storico”.

I due cugini ebrei (per metà) che partono da New York per un tour della Polonia siamo noi. Noi, sia David posato e nevrotico, che Benji scombinato e sincero. Il primo incastrato apparentemente felicemente nella famiglia e nel lavoro, il secondo allo sbando, un po’ tossico, reduce da un tentativo di suicidio eppure vitale curioso empatico.

Da bambini erano inseparabili, poi la vita li ha divisi; come noi, coi nostri amici e cugini d’infanzia, come noi che abbiamo scelto la parte di noi stessi che ci sembrava più congeniale, magari accorgendoci da adulti di aver sbagliato tutto.

E la vita intanto è andata avanti e se sei fortunato corri ai ripari.

David e Benji sono lo specchio uno dell’altro ,uno completa l’altro, ma anche lo mette in discussione.                                                Il loro tour in Polonia per celebrare la memoria della nonna ebrea, diventa un modo per ritrovare le loro radici e con esse la loro storia minuscola e la loro Storia maiuscola, fatta di quell’ebraicità ferita dall’Olocausto, dalle persecuzioni e dai campi di concentramento.

Visiteranno Varsavia, Lublino e anche il campo di Majdanek. E lì il film, piuttosto frenetico parlato e brillante, ha una battuta d’arresto silenziosa che lo fa svettare nel Capolavoro intimista sul più grande orrore della Storia. Jesse Eisenberg alla sua opera seconda come regista fa un salto enorme e mostra di aver assorbito la lezione yiddish di quell’altro grande ebreo che è Woody Allen per il quale fu attore in CAFE’ SOCIETY. Come attore anche qui resta particolarissimo, molto interiorizzato e personale nel ruolo di David, il cugino “normale”. Lo affianca Kieran Kulkin strepitoso irrefrenabile Benij, pieno di lati oscuri e molto umani.

La fotografia superba è di Michael Dymek, collaboratore del polacco Jerzy Skolimowski, uno dei più grandi Maestri della Storia del Cinema. Il film è bellissimo e fin da ora indimenticabile. Non perdetelo, scegliete il meglio.

Carlo Confalonieri

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