Vedi sul Browser | annulla l'iscrizione | aggiorna profilo
‌

‌
INFO NEWS
‌

 Invecchiare informate 
 Facciamoci i conti in tasca 

Inizia un nuovo anno e facciamo tanti nuovi propositi; voglio perdere almeno tre chili, voglio fare ginnastica almeno due volte alla settimana, voglio spalmarmi la crema sul corpo tutti i giorni, voglio tenere sotto controllo le spese, con gli aumenti che ci sono!!!
Quanti di questi propositi riusciremo a mantenere non è dato sapere perché siamo solo al 15 di gennaio, ma scommetterei che molti saranno presto trascurati, perché non siamo robot e tantomeno approviamo l’ossessività. La spulciatrice, però, vi consiglia di perseguire il controllo delle spese perché questo atteggiamento ci può evitare ansia e preoccupazioni, soprattutto di questi tempi!
In che modo, direte voi? Semplice; al di là della parolona, tenendo un bilancio familiare, anche se la famiglia è composta da una sola persona. Ognuno di noi può trovare un metodo che ritenga più semplice per segnare le spese: un’agenda, un blocco, addirittura, se sono abbastanza tecnologica, un foglio di calcolo Excel! Per prima cosa segneremo le entrate, stipendio o pensione, eventuali affitti attivi e poi quelle straordinarie, per esempio un rimborso assicurativo, una vendita o quant’altro.
Dalla parte delle uscite segneremo per prime le spese fisse ripetitive, come l’affitto, un mutuo, le bollette per luce e gas, le utenze del telefono, del cellulare (si fa una stima sulla base di quanto speso nei mesi precedenti), i trasporti, la benzina se si ha una auto, il bollo, gli abbonamenti a teatro o a concerti o comunque quanto si prevede di spendere per lo svago, cinema compreso. Per le spese, come l'assicurazione, che hanno una scadenza fissa, possiamo segnare come accantonata una piccola somma di denaro ogni mese. Ad esempio......Per continuare la lettura clicca qui

‌
‌

 Aumento pensioni: poca trippa per le gatte 

trippa-gatti ‌

(fonte UILP)
A pesare sulla perdita del potere d’acquisto delle nostre pensioni non è tanto la rivalutazione di quest’anno (calcolata con il cosiddetto meccanismo più favorevole Prodi/Draghi quindi per scaglioni e non per importi complessivi come nei due anni precedenti), ma i tagli della rivalutazione delle pensioni subiti nell’ultimo decennio e in particolare nel 2023 e nel 2024. Le pensioni infatti vengono rivalutate sulla base dell’ammontare dell’importo dell’anno precedente. Se l’importo è basso perché è stata tagliata la rivalutazione, la conseguenza sarà che l’adeguamento al costo della vita cosiddetto, sarà ancora minore. I pensionati italiani pagano più del doppio delle tasse dei loro colleghi europei: una media del 22% contro il 10% della media Ocse, nonostante le proteste e le richieste del sindacato confederale al Governo.
Gli importi della rivalutazione delle pensioni 2025: Si tratta ovviamente di importi lordi. Le pensioni non sono rivalutate per importi complessivi ma per scaglioni. La rivalutazione è quindi:
del 100%: fasce di importo fino a 4 volte il Trattamento Minimo (2.394.44 euro)
del 90%: fasce di importo tra 4 e 5 volte il Trattamento Minimo (tra 2.394.45 e 2.933,06 euro)
del 75%: fasce di importo oltre 5 volte il Trattamento Minimo. (il Trattamento Minimo di riferimento è 598,61 euro).
L’Inflazione è 0,8%.
PENSIONE INCREMENTO PENSIONE RIVALUTATA
1.000 EURO 8 EURO 1.008 EURO
1.500 EURO 12 EURO 1.512 EURO
2.500 EURO 19,92 EURO 2.519,92 EURO
3.200 EURO 24,71 EURO 3.224,71 EURO
4.000 EURO 29,52 EURO 4.029,52EURO      anche sul nostro sito clicca qui

‌
‌

                          Io, Anna Kuliscioff  
    Mostra documentaria a 100 anni dalla morte (1925-2025)   

curata dalla nostra socia Marina Cattaneo, vicepresidente Fondazione Kuliscioff  


kuliscioff-2 ‌

9 Gennaio – 15 Marzo 2025 Palazzo Moriggia | Museo del Risorgimento
Sala Vetri -Via Borgonuovo, 23 Milano
Una donna che ha segnato profondamente le vicende politiche e sociali del nostro Paese, nel Centenario della sua scomparsa avvenuto il 29 dicembre 1925 a Milano. Una vita che è doveroso ricordare e portare alla conoscenza di tutti, soprattutto delle nuove generazioni.
Anna Kuliscioff: la signora del socialismo italiano, la dottora dei poveri, protagonista assoluta nelle battaglie per l’emancipazione femminile.
Laureata in Medicina, specializzata in Ginecologia con una tesi di laurea che indica l'origine batterica della febbre puerperale e che contribuisce a salvare migliaia di donne dalla morte dopo il parto, Anna Kuliscioff si trasferisce con la figlia a Milano, che diventerà sua città di adozione.
Rifiutata come medico dall’Ospedale Maggiore perché donna, pratica gratuitamente la professione nell’Ospedale dei Poveri istituito da Alessandrina Ravizza e sino a quando la sua salute, minata dalla tubercolosi, lo permette, sale inesausta per le scale dei quartieri più miserevoli: è la “dottora dei poveri".
Eʹ a Milano che Anna Kuliscioff acquista, soprattutto dopo la Conferenza “Il Monopolio dell’Uomo” tenutasi al Circolo Filologico di Milano nel 1890, una grande notorietà.
Vive in Galleria Portici 23 con la figlia e con Filippo Turati, suo compagno di ideali e di vita fino alla sua morte. Della comunanza di intenti e dell’affetto tra Anna e Filippo Turati, resta la traccia in un epistolario, di grande importanza per la storia politica del periodo storico che i due condivisero: il “Carteggio” (1898-1925).
Con Turati fonda, nel 1891, la rivista “Critica Sociale”, la più importante rivista di ispirazione socialista del tempo, di cui cura redazione e amministrazione. Nel salotto di casa riceve, sul suo divanetto verde, il fior fiore della cultura e della politica milanese, i giovani socialisti come Giacomo Matteotti, le donne che trovano in lei un'amica discreta e una confidente sincera.
Nasce il “salotto della Signora Anna”, luogo centrale per il socialismo italiano ed europeo.
Nell’agosto del 1892, a Genova, è tra i fondatori del Partito dei Lavoratori Italiani, (nel 1895 Partito Socialista Italiano), che sancisce la separazione dei socialisti dagli anarchici. Si deve anche a lei la nascita di un partito politico in senso moderno, la prima formazione organizzata della sinistra in Italia.
Anna Kuliscioff frequenta fin dalla sua nascita (1891) la Camera del Lavoro e presta opera assidua sull’ambulanza medica predisposta per le lavoratrici assistendo una umanità sfruttata e sofferente di cui individua le malattie professionali, specialmente per le donne e i fanciulli, dovute alle condizioni generali di lavoro. Chiede al suo partito una legge urgente per tutelare il lavoro femminile e minorile, come simbolo di progresso di tutta la nazione: aveva già presentato un disegno di legge sulla tutela del lavoro delle donne e dei minori nel 1897, ma le reazioni erano state tiepide e insufficienti. Occorreranno altri tre anni prima che il Partito Socialista 1o faccia suo e ancora altri due prima che il Parlamento l'approvi (1902, Legge Carcano).
Per continuare la lettura clicca qui

‌
‌

 Capelli grigi 2 – segue dibattito. Anche qui differenza uomo donna? 

capelli-grigi-5 ‌

Ci è sembrata un’interessante coincidenza con l’articolo della nostra newsletter n.118 del 15 dicembre, che il noto giornalista Alessandro Gilioli abbia trattato questo stesso tema con ironia, ma anche con uno sguardo egualitario e di genere. Ecco cosa scrive:
“Fra le molte cose interessanti dell'epoca che viviamo trovo curioso lo stigma sociale speculare e contrario per genere sulle cromie tricologiche artificiali, dopo una certa età. Intendo dire: lo stigma riguarda le donne agé che non si tingono i capelli e allo stesso modo gli uomini agé che invece se li tingono.
A cosa è dovuto, questo opposto trattamento? E quale dei due generi ne è colpito di più? E come si rapporta questo persistente stigma speculare alla cultura della fluidità di genere? Perché i maschi sono considerati cringe se con la tintura tentano di nascondere l'età e le femmine sono considerate sciatte se invece non lo fanno? Non è contraddittorio rispetto ai valori egualitari che propugniamo?”
Se questa discriminazione venisse notata, potrebbe diventare un elemento di dibattito all’italiana.
Anche sul nostro sito

‌
‌

 Racconti finali dal Corso di scrittura
a cura di Jole Bevilacqua
 

natura-morta-di-scrittura-vintage-di-una-lettera-d-amore_23-2150784436.avif ‌

Fra le associate di DONNE IN si è tenuto il primo corso di scrittura che ha visto la partecipazione di cinque persone.
Il filo conduttore è stato raccontare e condividere esperienze, emozioni e stati d’animo, ma un altro importante obiettivo di questo lavoro è stata l’ideazione di un luogo immaginario ove collocare ricordi, desideri, riflessioni che fanno parte della propria vita: un luogo intimo, sempre aperto a nuove intuizioni e idee, costituisce una sorta di bagaglio dove possono essere collocati spunti che diventeranno eventualmente argomenti di un futuro testo scritto.
Ogni partecipante ha prodotto diversi testi scritti, di cui trovate di seguito alcuni esempi. È stata un’esperienza molto positiva, anche per me che ho condotto il gruppo e ho potuto confrontarmi con i “bagagli” di altre vite tutte molto dense e ricche! 
Jole Bevilacqua  Per leggere i tre racconti
sul nostro sito clicca qui

‌
‌

la cicala parlanteLa cicala parlante   
n. 26
di Renata Prevost

‌
‌

 LIMITI E LIBERTA’ DELL’ETÀ  

sante-donne ‌

Partiamo dal limite più grande, il limite padre e madre di molti altri limiti: la PAURA.
La paura diventa la paura di sciare anche se le ginocchia tengono perché magari se cado non mi rialzo più, la paura di viaggiare da soli in viaggi lunghi perché chissà se mi succede qualcosa, di andare in bicicletta o moto o motorino perché chissà se mi viene il mal di schiena, di andare da soli in montagna o in barca, magari cado o annego, di camminare soli la notte, so di non poter più correre come prima se mi assalgono, di mangiare gli spaghi con gli amici a mezzanotte dopo il teatro poi mi fa male lo stomaco, di andare in una piccola deliziosa isola dove non esiste un ospedale, potrei averne bisogno, di andare in un albergo rustico con poche comodità che magari poi mi fanno fatica, di ballare perché chissà poi le anche, di andare in altalena e se mi gira la testa, la paura di morire.
Con i nipoti poi invece giocate a rotolarvi per terra e andate in altalena con loro in braccio. Quindi le vostre paure sono solo nella vostra testa infarcite di tremila spifferi che vi arrivano da destra e manca. Ho avuto un amico che ha sciato fino a 99 anni, è morto a cento, a 90 faceva ancora le gare, sezione argento ma gare erano, certo se uno pensa oddio, mi devo mettere gli scarponi e la tuta e il casco, allora ciao, vuol dire che non ne hai più voglia, quello non è un limite è un piacere passato, non fa più male perché il vero limite è la non voglia, se proprio desideri una cosa, la fai, ti adatti, ti diverti, inventi, giochi, rischi. E la paura è una scusa.
Un altro amico che adorava la moto ma è diventato non vedente per una malattia faceva issare la sua moto su un pianale che veniva attaccato alla macchina della moglie, lei guidava e lui stava sopra la sua moto godendo nel vento. Palliativi? Forse, ma quanto godere ancora e quanta allegria, quanta vita, la morte arriva mentre stai vivendo.
Le libertà accertate: non temere più il giudizio degli altri, avere tempo per fare passeggiate o tirar tardi con un’amica, capire il mondo e gli altri come non hai mai fatto prima, bastano pochi secondi è tutto subito chiaro, è una sensazione di avere in mano il mondo in un mondo che non ti vede più, sei come trasparente ma tu al contrario capisci tutto, una sensazione molto intrigante che ti permette di selezionare le persone, sei come una mosca che vede e ascolta ogni cosa. Puoi anche permetterti una vacanza fuori dai giorni di ponte senza fare le code e andare al cinema al mattino o al pomeriggio senza dover bigiare.
La libertà di decidere il tuo tempo, i tuoi spazi, i tuoi momenti, non essere sempre di corsa e godersi una merenda mentre ricordi quanto correvi per non perdere l’aereo tra una riunione in un luogo e un’altra in un posto differente e lontano ma entrambe nello stesso giorno. Andare a letto all’ora che vuoi, lo stesso per l’ora della sveglia, decidere quando mangiare, fare una pennichella non nel fine settimana, decidere che ti inventi un nuovo progetto e andrà come andrà e sarà comunque bene ma intanto divertirsi. Avere dei nipoti da stropicciare e a cui raccontare tutto quello che i tuoi famigliari e amici hanno già sentito mille volte e non ne possono più ma a te piace ripetere ancora. Nipoti a cui mostrare luoghi e spettacoli, scuse par andare in giro a far baldoria. Avere amici che ti vedono come quando avevi venti anni e altri nuovi che ti amano per come sei adesso.
Per continuare la lettura clicca qui

‌
‌

  Mostra SalvaArti - opere confiscate alla mafia  

mostra mafia ‌

Dal 3 dicembre, fino al 26 gennaio 2025, nelle sale di Palazzo Reale a Milano è aperta gratuitamente al pubblico la mostra “SalvArti. Dalle confische alle collezioni pubbliche”, che restituisce al pubblico una serie di opere d’arte contemporanea, provenienti da confische fatte dalla pubblica autorità alla malavita organizzata. Un progetto di grande significato culturale e sociale che vuole sottolineare e riaffermare, soprattutto tra le giovani generazioni, il fondamentale valore della legalità. Si potranno vedere dipinti, grafica e sculture di artisti quali Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Lucio Fontana, Massimo Campigli, Salvador Dalí, Andy Warhol, Mario Schifano, Robert Rauschenberg, Christo e altri. Anche sul nostro sito clicca qui

‌
lora-di-liberta-insegna
‌

  Vivere bene  di  Silvio Garattini ed. San Paolo  

foto libro garattini ‌

Nella nostra società dire che l’attività fisica è importante per la salute potrebbe sembrare un concetto scontato. Intorno a noi vediamo ‘atleti’ che corrono, palestre piene di persone (in particolare donne di tutte le età), negozi superspecializzati in indumenti ‘tecnici’; la pubblicità ci bombarda quotidianamente attorno a cibi sani privi di questo o quel componente nocivo.
In realtà in questo breve, ma ampiamente documentato libro, Silvio Garattini e ricercatrici /ricercatori dell’Istituto Mario Negri, da lui fondato, emerge una realtà italiana molto diversa e i dati sull’attenzione ad una vita sana per poter vivere a lungo, ma soprattutto meglio, non sono soddisfacenti.
Eppure, la letteratura e gli studi condotti per valutare l’impatto positivo dell’attività fisica sulla vita privata e sociale sono numerosissimi.
I contributi di esperti in questo libro ci conducono in un percorso che illustra i vari tipi di attività fisica, ricorda quali sono le raccomandazioni dell’OMS (organizzazione mondiale della sanità) per una vita attiva sana secondo classi di età, gli effetti sulla salute fisica e mentale e l’importanza di un armonico equilibrio tra attività fisica, alimentazione e stili di vita.
Purtroppo, i dati dall’Italia non sono soddisfacenti, più della metà degli italiani (56%) riferisce di non praticare mai esercizio fisico o sport e il 10% lo fa solo raramente, distanziandosi molto dai dati di altri paesi europei soprattutto di quelli della fascia settentrionale.
Per continuare la lettura  clicca qui

‌
andare-al-cinema
‌

 Da vedere:  TOFU IN JAPAN - La Ricetta Segreta Del  Signor Takano  di Gabriele Fabbro 
Recensione di Carlo Confalonieri

‌ tofu

Onomichi è una cittadina costiera vicina a Hiroshima. Lì Tatsue Takano produce nel suo negozietto il Tofu migliore di tutto il Giappone, aiutato dalla figlia Haru. Parrebbe a prima vista un film di vicinanze quello di Mihara Mitsuhiro, di collegamenti e fusioni fra persone e ingredienti. Ma dietro l'apparenza da commedia leggera, appare un abisso di distanze incolmabili. Quella fra Onomichici e Hiroshima rende la prima l'osservatorio di una tragedia dell'umanità. Quella fra Tatsuo e Haru, col padre burbero che apprese le sue precarie condizioni di salute cerca un marito per la figlia separata, crea crepe quasi insanabili. Quella fra Tatsue e la Signora Fumie, incontrata in ospedale e minata da una malattia che è un lascito di Hiroshima, ne narra pudicamente l’ombra lunga che si estese anche sul precedente matrimonio di Haru. Lontani, vicini e lontani, i personaggi di questo acquarello sui rapporti famigliari visti come supporto, ma anche come divisione va più in profondità di quanto pare andare. Il tono lieve e pacato inganna e nasconde. Dietro vi sono lacerazioni e ferite insanabili. Pubbliche e private. Con Hiroshima che ritorna come uno spettro. Il film di Mitshuiro fonde commedia e dramma senza conciliarli del tutto, scegliendo sempre un tono un po' favolistico e caricaturale. Ma in questo è un buon esempio di Cinema popolare giapponese, non raffinato come quello dei Maestri Kore-Eda e Hamaguchi, più vicino a quello che potrebbe essere una delle commedie italiane di Monicelli o francesi di Bertrand Blier. La commedia appartiene anche al Cinema Giapponese e quella famigliare di Ozu, resta un apice irraggiungibile. L'opera seconda di Mitshuiro parla serenamente e con semplicità di drammi mai sepolti. Ricorda a tratti la serenità apparente di PERFECT DAY di Wim Wenders, la sua inquietudine dietro la maschera. Che qui è quella potentissima di un grande attore come Tatsuya Fuji, indimenticabile protagonista di quel sommo capolavoro dell'erotismo che è L'IMPERO DEI SENSI di Nagisa Oshima. Qui, anziano nel ruolo di Tatsue, ha abbandonato gli amplessi di quel Film sublime, ma conserva un carisma e un fascino che ne fanno ancora un protagonista maiuscolo del Cinema giapponese. 
Per vedere il trailer clicca qui
Anche sul sito clicca qui

‌
‌

       Tesseramento 2025 
                  sul nostro sito     www.donnein.net               
                     puoi fare o rinnovare la tessera                   

E' pur vero che per soli 30,00 € all'anno Donne IN    
ci da una tessera che ci apre tutte le porte, ........ma non spingere e stai in coda ............
che di tessere    
ce n'è per tutte!! 



‌
foto-intera-tessera-2
vignetta romolo (002)