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Aumento pensioni: poca trippa per le gatte

A pesare sulla perdita del potere d’acquisto delle nostre pensioni non è tanto la rivalutazione di quest’anno (calcolata con il cosiddetto meccanismo più favorevole Prodi/Draghi quindi per scaglioni e non per importi complessivi come nei due anni precedenti), ma i tagli della rivalutazione delle pensioni subiti nell’ultimo decennio e in particolare nel 2023 e nel 2024. Le pensioni infatti vengono rivalutate sulla base dell’ammontare dell’importo dell’anno precedente. Se l’importo è basso perché è stata tagliata la rivalutazione, la conseguenza sarà che l’adeguamento al costo della vita cosiddetto, sarà ancora minore. I pensionati italiani pagano più del doppio delle tasse dei loro colleghi europei: una media del 22% contro il 10% della media Ocse, nonostante le proteste e le richieste del sindacato confederale al Governo.

Gli importi della rivalutazione delle pensioni 2025: Si tratta ovviamente di importi lordi. Le pensioni non sono rivalutate per importi complessivi ma per scaglioni. La rivalutazione è quindi:

del 100%: fasce di importo fino a 4 volte il Trattamento Minimo (2.394.44 euro)

del 90%: fasce di importo tra 4 e 5 volte il Trattamento Minimo (tra 2.394.45 e 2.933,06 euro)

del 75%: fasce di importo oltre 5 volte il Trattamento Minimo. (il Trattamento Minimo di riferimento è 598,61 euro).

L’Inflazione è 0,8%.

PENSIONE INCREMENTO PENSIONE RIVALUTATA
1.000 EURO 8 EURO 1.008 EURO
1.500 EURO 12 EURO 1.512 EURO
2.500 EURO 19,92 EURO 2.519,92 EURO
3.200 EURO 24,71 EURO 3.224,71 EURO
4.000 EURO 29,52 EURO 4.029,52EURO

(fonte UILP)

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