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 Ricominciamo a sognare, vivere, lottare, ridere    resistere e far sentire la nostra voce
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Il RIENTRO
Ci caschiamo tutti gli anni. Quest’anno mi iscrivo ad una palestra e ci vado almeno due volte la settimana, perché quel problemino quando entro nella vasca da bagno, quel passaggio dal mettermi in ginocchio a passare alla posizione seduta che è diventato necessario, mi turba un po’. Il fatto che se mi siedo direttamente, passando dalla posizione eretta, le ginocchia cedono crollo miseramente rischiando di battere anche la testa... Si quest’anno voglio avere una routine diversa, invertire i gesti automatici che faccio tutte le mattine, per riordinare, schiacciare il pulsante della lavatrice, guardare con una certa ansia la crema da corpo che mi dovrei mettere; no, non voglio essere più schiava dei soliti gesti. Vorrei affrancarmi da queste abitudini. Cosa cambia se faccio quelle cose al pomeriggio, o alla sera e invece appena sveglia mi concentro su cosa mi può divertire per iniziare la giornata. Per esempio, se c’è il sole potrei uscire vestendomi in quattro e quattro otto e andare a prendere caffè e brioche al bar. Magari la brioche piccola o mignon come si dice per via del giro vita. Insomma, vorrei ricominciare, un verbo che mi mette allegria e che uso poco in questa età della mia vita se non per dire che devo ricominciare a prendere quella determinata pastiglia. E dirlo, ricominciare a organizzare la giornata, la settimana la mia vita in un modo nuovo mi dà una certa carica. Vorrei avere meno paura di affrontare le emozioni e i sentimenti, nuovi, diversi che provo e che rifuggo. Poi mi dico, ma ce la farò?
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TUTTO COME PRIMA
Torno dalle vacanze un po’ stordita, perché ho potuto fare una vita diversa, più disordinata, più libera, meno programmata. Il tempo lontano da casa mi ha dato un senso di leggerezza o lievità gradevole, molto gradevole. Riaprire la porta di casa ed essere investiti da un’oppressione non solo per l’aria viziata, per le finestre chiuse, per il buio che non ti fa riconoscere subito gli oggetti; un’oppressione legata ad un pensiero inespresso: e adesso? Tutto come prima? Il prima si srotola velocemente in testa e non è altro che una serie di azioni o doverose o alla ricerca di altre azioni più ludiche. Punto. No, anche se il progetto non può essere a lunghissima scadenza, questa volta riprendo davvero in mano il mio sogno nel cassetto. Qual è? Ve lo dico la prossima volta che ci sentiamo.

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 DONNA,VITA, LIBERTA'  16 settembre 2023 

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Il 16 settembre abbiamo aderito e partecipato al lungo corteo che a Milano, così come a Roma si è snodato per la città in ricordo di Macha Amini, una delle vittime della violenza iraniana sulle donne: eravamo lì a testimoniare come in Iran, in Afghanistan ed in molti altri Paesi l”apartheid di genere” sia una realtà troppo tollerata dai Paesi cosiddetti “liberi”. Dichiarazioni di condanna, di sconforto, di solidarietà, ma poco altro, mentre noi pensiamo a queste donne come alle nostre figlie, nipoti, amiche che stanno morendo di fame, di repressione, di torture.
Gli organizzatori della protesta ci hanno inviato questo Manifesto per ringraziarci della partecipazione e noi lo pubblichiamo per leggerlo tutte insieme.
DONNA VITA LIBERTA’
Noi, iraniani e Italo-Iraniani di seconda generazione, residenti e nati in Italia, membri delle Organizzazioni Civili del movimento “Donna, Vita Libertà”, riuniti in varie città Italiane, siamo unanimemente concordi sulla necessità di rimuovere il regime della Repubblica Islamica, rimettendo la scelta dell’assetto istituzionale ai risultati di un futuro Referendum democratico.
All’anniversario del movimento, iniziato con le proteste organizzate a seguito dell’assassinio per mano della polizia morale del regime, di Mahsa (Jina) Amini, quest’oggi siamo riuniti a Roma per gridare in coro insieme al resto del popolo iraniano nel mondo, un chiaro e deciso NO alla repubblica islamica.
 Anche sul nostro sito

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Ma tu che suocera sei?  

(valgono anche le suocere di fatto o le suocere civili)  

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La perfida:
Viola? No…. io borse eleganti viola non ne ho, tesoro mi spiace…Dì a Francesco che si sbaglia… il viola è un colore così difficile da portare che non credo di avere mai avuto nulla di viola…. E poi scusa “gioia” ma non vai a un matrimonio? Sicura che gli sposi non siano superstiziosi? No “gioia” non è solo il teatro dove il viola porta sfiga…È un colore che ricorda la morte, come il nero, non si mette in situazioni delicate……………… ah!!!! hai il cappottino nero? Beh tanto al ricevimento te lo togli no? Ma Francesco è in grigio vero…o no?
La regina della cucina:
“Ciao scusami Elisa, ma Vittorio non mi risponde e sto facendo la spesa… avete voglia di venire a cena stasera così prendo quei ravioli che vi piacciono? Sono molto leggeri e poi una volta tanto mangiare la pasta fa bene e non ti fa ingrassare, certo meno dei vostri take away, quelli sì che fanno ingrassare e poi costano!
La manipolatrice:
“Sai Giovanni sono quelli come te che possono contribuire a cambiare le cose. Tu sei un giovane uomo in cui la gente come me si riconosce e a cui darebbe fiducia: sei così trasparente, deciso, empatico, accogliente. Pensaci e se vuoi ne parliamo più a fondo…qualche idea ce l’ho e soprattutto un po’ di esperienza. È tornata Sandra? Per aver notizie di mia figlia sono ridotta a guardare su facebook!!!!
Quella che…Dio me l’ha dato e guai a chi me lo tocca:
“Ma vedi Paola, Enrico deve continuare a fare la sua ginnastica, non può interrompere, sennò la sua schiena peggiora…. È così da quando ha avuto l’incidente sugli sci. Tra il lavoro che fa e i week end dai tuoi, devi fare in modo che vada dal fisioterapista…. Sennò…”
Ulli ulli… chi li fa se li trastulli:
”Ma non ti lamentare Silvia che siete dei genitori perfetti e avete dei bambini fantastici. Io non so come fate con tutti i vostri impegni, ma state davvero facendo i genitori molto bene. E poi l’estate è un momento importante per stare un po’ con i figli. Certo non saranno vacanze esotiche o romantiche, ma è il momento che papà e mamma e i ragazzi stiano un po’ insieme. Io con Luca l’ho fatto così poco per seguire mio marito, che ne sono pentita… sono momenti che non ritornano…fidati! Poi quando torno dal viaggio magari me li portate a dormire una sera così li saluto.
La competitiva:
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 Abbiamo già dato
  Il taglio alla rivalutazione delle pensioni ci minaccia di nuovo.
 
    

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La mancata rivalutazione delle pensioni superiori a 2.101,52 euro lordi (quattro volte il minimo) con percentuali di “taglio della rivalutazione” che vanno dal 15% al 68% c’è già stata quest’anno, ma la prossima Legge di Bilancio sembra voglia riproporla in misura analoga. In fondo è “solo” dal 2011 che usano questi “metodi” per non riconoscere mai l’adeguamento pieno rispetto all’inflazione.  Si dice spesso che i pensionati non sono il Bancomat dei governi, ma i quasi 17 milioni di italiani pensionati, sono una fascia che spesso ingolosisce anche per la difficoltà che hanno nel fare sentire la loro protesta.
Poco importa se la Costituzione sancisce che la perequazione automatica delle pensioni deve garantire nel tempo l’adeguatezza dei trattamenti e salvaguardare il loro valore reale rispetto all’inflazione e che eventuali riduzioni della rivalutazione, per esigenze di finanza pubblica, devono essere ragionevoli e limitate nel tempo.
E poco importa ancora se i pensionati sono definiti il vero Welfare familiare italiano per gli aiuti fisici ed economici che portano nelle loro famiglie.
E poco importa infine se questo danno economico peserà in modo permanente sul nostro potere d’acquisto.
Poco importa a loro ma molto importa a noi visto che noi donne pensionate soffriamo già per le pensioni significativamente più basse che in media abbiamo rispetto ai pensionati maschi.
Seguiremo l’evoluzione di ricorsi in giudizio e proteste.
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n. 18
di Renata Prevost

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Dica 33   

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Quando il vecchio dottore di famiglia alzava al paziente il golfino, appoggiava sulla schiena quel tondo di ferro gelato attaccato alle sue orecchie da due lunghi fili di gomma e diceva: “dica 33” non sapeva e non sapevamo nemmeno noi, che in quel respiro che ascoltava non c’erano soltanto le indicazioni di una possibile bronchite o peggio polmonite, ma la pura essenza della vita, vale a dire la nostra salute.
David Kuller, noto ingegnere multimediale, che oggi mi viene da chiamare “Madame Curie”, ha scoperto e messo insieme, attraverso una lunga serie di esperimenti con microfoni, computer e cellulari, riunioni e discussioni con esperti, viaggi tra Milano, Boston e il General Hospital nel Massachusetts, un’azienda di famiglia di tessuti elastici che ha prodotto una cintura con un chip posizionato in una piccola fibbia, studiata da un designer, un meccanismo che ascolta il tuo respiro giorno e notte, qualunque cosa tu faccia e in qualunque modo tu dorma e in che posizione: perché cambia molto.
Un po’ come l’Holter per il cuore e la pressione, ma questa è una leggera cintura e la puoi mettere a pelle o sopra i vestiti.
Quindi per niente fastidiosa.
Per chi aveva problemi di sonno o di apnea esistevano già modi per studiarli, voleva però dire recarsi in ospedale, passarci la notte attaccato a una macchina enorme, con elettrodi appiccicati alla fronte e agli arti e dormire immobile, lungo e faticoso.
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  Buona lettura!!!! 

 Il mago del Cremlino 
di Giuliano Da Empoli
ed. Einaudi

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La copertina non gli rende giustizia e neppure il fatto di classificarlo tra i libri di fanta-politica. L’autore è un italiano che insegna a Parigi a Science PO e che finora ha scritto saggi e che per la prima volta si misura con un romanzo, ma in verità c’è poca fantasy e molta politica o meglio molta storia contemporanea in questo romanzo che in Francia ha fatto esplodere vendite e premi. Come è avvenuto in Russia il passaggio “dal comunismo ad altro? Come funziona il sistema Putin? Ma soprattutto come funziona il potere?
Facendo entrare il lettore dentro alla macchina degli incubi dell’Occidente (come spiega la recensione di Les Echos) attraverso i racconti del Consigliere di Putin, Vladislav Surkov, l’autore risponde alle domande che molti di noi si stanno facendo sulla “pazzia” dello “Zar Puitin” e sul sistema che vede l’ascesa e la scomparsa di oligarchi per ragioni che nessuno finora ci ha mai spiegato.
 Anche sul nostro sito

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 Il grande carro  recensione di Carlo Confalonieri  

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Magia. Intimo e minimale il Cinema cinefilo di Philippe Garrel è per pochi fortunati, che lo seguono e amano da una vita ,come me. Ti porta in una dimensione lontana da ciò che trovi all'uscita del Cinema. Non in una irrealtà, ma in una sua sintesi emotiva e sentimentale del vivere, depurata dalla corsa alla modernità e ai suoi disvalori. Nel suo ultimo film, di una bellezza abbagliante premiato a Berlino con l'Orso d'Argento per la miglior regia, ci porta addirittura nel mondo delle marionette attraverso la storia di una famiglia di burattinai. In totale controtendenza col nostro mondo virtuale proiettato verso l'intelligenza artificiale, ecco la concretezza di pupazzi di legno animati da esseri umani, che conferiscono loro anima attraverso le loro anime. Che, nel film, sono unite dal legame di sangue così come nella realtà, avendo Garrel chiamato a raccolta i suoi tre figli: Louis, Esther e Lena. Affiancati nel ruolo del padre dal magnifico Aurelien Rocoing di "L'Emploi du temps" di Laurent Cantet e dalla veterana Francine Bergé nel ruolo della nonna indomita pasionaria di sinistra contraria ad ogni religione. "Il grande carro" è quindi un vero film di famiglia, testamentario nel senso di lasciare che i figli, attraverso i loro personaggi e viceversa, trovino la loro strada,  anche diversa da quella dei padri forse giunta alla meta. E nel rapporto padre figli, nonostante il rigore verso il sottotono di Garrel, profondamente e potentemente shakespeariano con richiami a "Re Lear" e persino ad "Amleto" nel sogno di Martha, oniricamente visitata in sogno dal padre dopo la morte. Morte che aleggia in due funerali, segnando il passaggio di un'epoca che forse non tornerà più. .   Anche sul nostro sito
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