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DA VEDERE: Aragoste a Manhattan (La Cocina) di Alonso Ruizpalacios

Furioso straziante magnifico. Il ritratto dell’America di oggi come incubo, così come quello dell’America della grande depressione del 29 – quasi un secolo fa – è immortalato in NON SI UCCIDONO ANCHE I CAVALLI? capolavoro di Sidney Pollack, sulle funeree maratone di ballo per i disperati del tempo. La’ si danzava, qui si cucina. Danza e cibo facciate di un benessere fasullo. Siamo nel The Grill, frequentatissimo ristorante di New York, macchina mostruosa che sforna cibo grazie a un esercito di cuochi, camerieri, impiegati. Siamo a Times Square descritta da subito come un luogo circolare dove il tempo gira su stesso, un crocevia umano fatto di gironi in cui entri e non esci più. The Grill è uno di questi, multietnico come un crogiolo di razze, anime perse, molte clandestine, in cerca di un inserimento che ne impedisca il ritorno nei rispettivi paesi. Mentre Trump erge muri, il film potentemente visionario del messicano Alonso Ruizpalacios li abbatte a spallate, fatte di piani sequenza a dir poco vertiginosi infernali lisergici; trasfigurando The Grill, allagandone le cucine incendiandone i personaggi devastati dallo stress, infiammando e raggelando la storia d’amore fra la cameriera gringa Julia e il cuoco messicano Pedro (Rooney Mara e Raul Briones strepitosi, sensuali e carnali anche nel degrado più assoluto). Girato in un bianco e nero onirico, vicino a quello di ROMA di Cuaron, il film superbo e sperimentale è quasi un’esperienza visiva, una performance geniale che fa la radiografia di un paese sfasciato, moralmente devastato, quasi sommerso dal proprio caos infernale. Dove pero’ avvengono anche miracoli, compaiono raggi verdi, spuntano sguardi innocenti come quello di Estrella la piccola messicana in cerca di lavoro.. La grande sorpresa di quest’anno cinematografico. Imperdibile.

Carlo Confalonieri

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