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N. 65 – Newsletter
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In questo numero vi proponiamo di dialogare con noi andando sul nostro nuovo sito dove troverete il banner “A voi la parola”:

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Come state vivendo il secondo lockdown?
Cliccate qui per raccontarcelo

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E a questo proposito vi suggeriamo la lettura di questo articolo della filosofa Rebecca Amsellem dal titolo “La fine della rivoluzione” tratto da “Les Glorieuses”

“Ho iniziato questo secondo confinamento piena di buone intenzioni o progetti o determinazioni. Uno dei privilegi di scrivere delle newsletter per guadagnarsi da vivere è poter telelavorare in pigiama e dal letto. Così ho deciso di riempire le ore solitamente dedicate agli spostamenti e agli impegni professionali (da quando è iniziata la stagione 4 di The Crown non dico più "incontro" ma "impegno professionale")  con tutte le cose che volevo fare da molto tempo senza trovare il tempo. Un elenco così lungo che ho addirittura perso una delle pagine che lo componevano: leggere un libro ogni tre giorni, imparare a giocare a scacchi (grazie "La regina degli scacchi”), fare almeno 5 minuti di sport ogni mattina (inutile dire che ho mantenuto questo impegno solo il primo giorno), fare collage, andare a letto prima (impossibile), svegliarsi prima (fare riferimento alla parentesi precedente), abbellire il mio appartamento… Oggi sto guardando questa lista e mi chiedo… ma perché?

La realtà mi ha riacciuffato. La pandemia. Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui

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I senior divorziano al supermercato!

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Sì al supermercato! Perché il supermercato è un luogo dove vengono realizzate da attori e attrici involontari, scene di vita che vanno a toccare i fondamentali della vita umana: potere, salute, soldi, cibo, attenzione all’altro, complicità o assenza della medesima.

Sono sempre in due, una coppia, e si spintonano per spingere il carrello, un lui e una lei che non sorridono e che potrebbero indossare un elmetto e una divisa pronti alla guerra che infatti si fanno, per l’approvvigionamento della truppa. Ora, che c’è meno gente a causa del Covid, si possono osservare molto bene e allora li si vede strattonare il carrello per arrivare davanti ai banchi dove una LEI molto determinata illustra cosa sta scegliendo e come o quando lo cucinerà. Il LUI, a volte sommessamente a volte sarcasticamente, dice che vorrebbe mangiare altro perché si è rotto di quella ricetta che gli viene somministrata da troppi anni.

Qui la prima scaramuccia come una piccola scarica di mitraglietta … LEI gli ricorda tutte le malattie che LUI ha e tutte le restrizioni alimentari che LEI gli fa osservare con competenza e rigore perché LUI non si conci peggio di così e non finisca al pronto soccorso. LUI allora colpisce sotto la cintola e dice che lei è una pessima cuoca e che sono anni che lui mangia da fare schifo delle cose che odia e che lo fanno ammalare. Per stenderla al tappeto, dice, ma sottovoce, che anche i figli odiano la sua cucina e che infatti, non vengono mai a pranzo per evitare il supplizio. E non diciamoci, quando veniamo a sapere che tizia o caio si sono lasciati alla soglia dei 70, che “non ce lo aspettavamo” e che “sembravano così una bella coppia…” E’ che non li avevamo mai visti al supermercato… o meglio che non ci eravamo mai accorti della guerra di potere che si erano dichiarati, quella che allarga le crepe dell’unione, che calpesta la complicità, che mette i riflettori solo sul “si fa come dico io”. Finito il sense of humour, finita la solidarietà, finita la discrezione sulle debolezze o i difetti dell’altro. Ma si divideranno? Divorzieranno dopo oltre 40 anni di vita insieme? I dati sui divorzi tardivi si innalzano, anche se il termine tardivo non rappresenta solo l’età anagrafica dei protagonisti, ma lascia intendere un “meglio tardi che mai…se proprio non vi sopportate più potevate pensarci prima”. In realtà sia tardivo, perché non ci sono riuscita prima, o silver perché siamo over 65, lasciarsi è sempre drammatico, ma qui le strade si biforcano in mille viottoli che sono frutto di molteplici fattori che rendono così diverso il comportamento di ognuna di noi e impossibile giudicare chi va e chi resta. Ma noi che in genere ci siamo sposate quando la legge che legalizzava il divorzio era già   in vigore e l’avevamo fortemente voluta, noi che ci siamo sposate sapendo che potevamo chiudere l’unione se avessimo voluto, noi che spesso abbiamo aspettato a sposarci dopo un periodo di convivenza, noi che abbiamo spesso divorziato e ci troviamo ora a riflettere sul cosa fare con il secondo o terzo partner, noi appunto….non facciamoci trascinare nella “battaglia della zucchina o del gorgonzola” e divorzio o no andiamo al supermercato da sole o mandiamoci lui da solo…… in nome dell’amore.    

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  Un importante compleanno per i diritti civili: la legge sul divorzio compie 50 anni       

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Era il 1° dicembre 1970 quando la legge denominata Fortuna/Baslini venne approvata, introducendo il divorzio dopo un dibattito politico e culturale molto lungo e particolarmente aspro. I due deputati Loris Fortuna del Partito Socialista Italiano e Antonio Baslini dell’allora Partito Liberale Italiano, insieme ai promotori della legge, dovettero affrontare le grandi spaccature che attraversarono l’Italia, i partiti di governo e di opposizione ed ovviamente la Chiesa Cattolica, che mise in campo ogni risorsa per bloccare l’approvazione della legge che sanciva il diritto di porre fine ad un matrimonio. Il successivo referendum, proposto da esponenti della Democrazia Cristiana, che chiedeva l’abrogazione della legge, ebbe luogo nel 1974, ma la legge fu confermata e con ampio successo. Noi c’eravamo già e molte di noi hanno vissuto il dibattito che per anni ha infiammato il Paese.  E quegli anni sono stati fondamentali nella storia dei diritti civili: nel 1975 prende il via un nuovo diritto di famiglia, scompare la patria potestà, passa la parità dei coniugi nella coppia e soprattutto si supera la discriminazione dei figli nati fuori dal matrimonio. Nel 1978 la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza e l’istituzione del Servizio Sanitario nazionale. Per il superamento del delitto d’onore bisogna aspettare il 1981.

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Truffe? No, grazie!

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Il Comune di Milano ha pubblicato un’utile e pratico opuscolo per allertarci contro le truffe più diffuse nel nostro territorio. Vi consigliamo di leggerlo o di scaricarlo cliccando su questo link:


https://www.comune.milano.it/documents/20126/6143576/Vademecum+truffe.pdf/424e4206-07d8-70a0-db22-e0a5670e6a1a?t=1579878283165

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CASHback – Che cos’è?

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A partire dal 1° gennaio 2021 entra in vigore il cosiddetto cashback di Stato che prevede il rimborso del 10% delle spese effettuate con sistemi di pagamento elettronici nei negozi fisici (esclusi acquisti on line), negozi, bar e ristoranti, supermercati e grande distribuzione.

L’8 dicembre è partita la versione sperimentale dell’iniziativa, il cashback di Natale; sono sufficienti 10 acquisti con carte di credito, carte di debito, bancomat e Satispay per ottenere il 10% di rimborso, fino a un massimo di 150 euro, che verranno accreditati sul conto corrente comunicato, nei primi mesi del 2021 da parte dell’Agenzia dell’Entrate.

È necessario:

  • installare l’applicazione App IO (servizi pubblici io.italia.it, la stessa già utilizzata per i pagamenti con PagoPa e per il bonus vacanze);
  • registrarsi, utilizzando lo Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o la Carta d’identità elettronica;
  • inserire il proprio codice fiscale e gli estremi identificativi degli strumenti, di pagamento elettronico che si utilizzano per gli acquisti (bancomat, carte di credito).

Per ulteriori informazioni e per scaricare l’App IO visitate il sito www.cashlessitalia.it

Nella prossima newsletter, le istruzioni per lo SPID.

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megafonoLa posta del look
di Carla Massara

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Cara Carla, vorrei chiederti un parere. Spesso aprendo il mio armadio vedo appeso un vestito di mia mamma di quando era giovane. Me l’aveva regalato perché mi era sempre piaciuto molto. Vorrei tanto indossarlo ma lo trovo un po’ troppo vintage per me. Cosa posso fare per riuscire a metterlo? Ti mando la foto. Grazie! Silvia

Silvia, ho guardato attentamente la foto del tuo abito. È un abito degli anni ‘50, a piccoli pois bianchi su fondo marrone bruciato, con la gonna a ruota al polpaccio e il corpino piccolo con spalla arricciata e manichina corta a sbuffo. Così è davvero come dici tu “molto vintage “.

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abito-50

Una ragazza molto, molto giovane starebbe benissimo ma una donna adulta deve indossarlo con qualche piccolo accorgimento.
Ti suggerisco di portarlo in questa stagione invernale perché il clima ti permette d’indossarlo con un paio di stivali marrone scuro sportivi, con il tacco basso e la gamba diritta, tipo cavallerizza. In vita puoi mettere una cintura di cuoio alta e, come giacchino, ti consiglio un paio di alternative. 

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A me piace molto l’idea di un piccolo giacchino, corto, di pelle marrone ma so che non è facile trovarlo e, oltretutto, solitamente abbiamo un giacchino di pelle nera. Bellissimo ma, in questo caso preferirei il marrone. Quest’anno il marrone sarà il nuovo nero e, in effetti dopo anni di silenzio, sta ritornando a piacere molto.
La seconda soluzione potrebbe essere, più semplicemente, un cardigan lungo di mohair marrone scuro, un po’ destrutturato e senza bottoni. Come chiusura una spilla vintage anni ‘50-60.

Il contrasto di questi accessori con il tuo abito vintage crea un effetto molto piacevole: mantiene intatto il tuo abito ma, mischiato con stivali e cintura di cuoio, lo rende più portabile. Il giacchino o cardigan di mohair color caffè smorza la leziosità delle maniche a sbuffo e la spilla vintage è una dichiarazione d’amore al tuo bellissimo abito. È come dirgli “ti ho adattato alla mia epoca ma con tanto amore”. Un abbraccio cara Silvia
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 Letture e visioni - da leggere  LOCKDOWN di Peter May edizione Einaudi

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Ovvero quando la realtà supera la fantasia. Questo “giallo” è stato scritto 15 anni fa e giudicato troppo inverosimile per essere pubblicato. Oggi è diventato un best seller sia per la storia molto avvincente per gli amanti del genere, sia per l’ambientazione che oggi è diventata possibile. 

Londra deserta a causa di una pandemia, popolazione con mascherina che lotta contro un virus che sembra essere una mutazione del virus SARS e l’esercito schierato per impedire ogni movimento della popolazione. Nel cantiere di un ospedale in costruzione che dovrebbe accogliere i contagiati, un detective inizia ad indagare su di un macabro ritrovamento che farà emergere l’esistenza di una cospirazione che metterà a confronto lo scozzese Jack MacNeil (detective) che è alla sua ultima indagine, il sicario Pinkie e un misterioso mandante.  Tinte cupe per descrivere un mondo che vede crollare sotto i colpi di una “influenza” tutti i simulacri della modernità che però non aveva tenuto conto della fragilità delle sue fondamenta. Dalle 310 pagine escono immagini che ci ricordano il capolavoro cinematografico “Blade Runner” insieme al più tradizionale mondo del poliziesco inglese. Avvincente e pieno di suspense.
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Donne in riprende gli incontri seminariali proponendovi un

dibattito su:

"La moda-Le donne-Le stiliste: dagli anni cinquanta ad oggi" 

L’appuntamento si terrà in remoto il 22 dicembre alle ore 16.00.

Vi trasmetteremo in tempo utile le modalità per effettuare il collegamento

L'iniziativa è realizzata in collaborazione con Fondazione Kuliscioff e

Unione Femminile Nazionale e si colloca all’interno del Palinsesto

“I talenti delle donne” organizzato dall’Assessorato alla Cultura del

Comune di Milano.

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