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 Le rubriche 
  I film in sala - Libri letti per voi - Vita di redazione - La cicala parlante   

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 ARMAGEDDON TIME 

di James Grey  

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Arriva ancora dagli Anni 80 il secondo capolavoro assoluto visto quest'anno, dopo EMPIRE OF LIGHT di Sam Mendes. ARMAGEDDON TIME di James Grey, il più europeo dei registi americani insieme a Woody Allen.  Grey stavolta guarda a I QUATTROCENTO COLPI, ovvero all'adolescenza intesa in senso politico, personale, decostruttivo come atto di ribellione creativo, verso un mondo imposto in cui ci si trova per caso o per sbaglio, cercando il proprio. È quanto accade a Paul che nel passaggio alle Scuole Superiori si scopre ribelle, decide di diventare un artista mentre i genitori lo vorrebbero "sistemato" con un lavoro normale e stringe amicizia con Johnny, coetaneo afroamericano ripetente nella sua stessa classe. Sta arrivando Regan alla Presidenza degli Stati Uniti, l’incubo del nucleare, il razzismo persino fra chi è oggetto di razzismo, insomma la tangibile distruzione del Sogno Americano.    
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EDUCAZIONE FISICA di Stefano Cipani

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Kammerspiel noir, anzi nerissimo, tutto girato in una palestra fatiscente di una scuola di provincia. Dove la preside convoca i genitori di 3 studenti tredicenni che hanno commesso qualcosa di grave, anzi di gravissimo. Vero non vero, fantasia o realtà? Finché l'illuminazione arriva dalla luce del telefonino di uno dei ragazzi-che ha filmato il fattaccio- che in una sequenza molto bella astratta incisiva e sconvolgente illumina, con la sua luce macabra di lampada di Aladino portatile, i volti attoniti muti e sconvolti dei genitori. Ridotti a tenere in mano un cellulare come una Bibbia rivelatrice, specchio e ripresa degli eventi(che noi non vediamo, ma di cui intuiamo la ferocia animalesca dai loro volti deformi di mammiferi riproduttivi e riproduttori di simili 'animali').        Film durissimo tratto dalla piece "La palestra" di Giorgio Scianna; scritto dai fratelli D'Innocenzo al solito oniricamente spietati; girato con mano ferma, ottima direzione degli attori e una notevole mobilità che moltiplica gli spazi angusti forse guardando alla lezione del grande Altman dei due magnifici kammerspiel " Jimmy Dean" e "Streamers" da Stefano Cipani; fotografato e montato alla grande da due maestri come Fabio Cianchetti e Jacopo Quadri ,"Educazione fisica" centra l'obiettivo. 
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 Nuova collana OILA' 
ed. ELECTA

Grandi donne del '900
 


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Il titolo richiama la canzone popolare “Sebben che siamo donne”, ma la casa editrice è tradizionalmente molto sofisticata. Si tratta di Electa che inaugura una collana, OILA’ appunto, che si dedica al racconto della storia di grandi donne del ‘900: donne che hanno lavorato in ambiti essenzialmente maschili.

Il debutto è affidato a Elsa Schiapparelli (curato da Rossella Locatelli), Lisetta Carmi (curato da Anna Toscano) e Vanessa Bell (curato da Luca Scarlini): tre titoli dedicati a donne che hanno cambiato arte, design, fotografia e moda contribuendo all’emancipazione sociale e artistica delle donne.
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 Ma tu chi sei?  

di Bruno Arpaia ed. Guanda 

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Un figlio, una madre, un nipote… La malattia di Alzheimer e il racconto che l’autore inizia a comporre sul quotidiano, sulla madre, sulla loro storia e sulla decadenza mentale vissuta da quella donna che è stata sua madre e che ora chi è? Il figlio è l’autore stesso e la malattia della madre un’occasione per una bella narrazione dei sentimenti che accompagnano questa esperienza fra una madre e un figlio diventati due “sconosciuti”.

All’improvviso mi ricordo delle dentiere. Devo controllargliele. Ne aveva già persa una in Toscana in estate, anzi: era venuta addirittura senza, mentre continuava a insistere contro ogni evidenza di averla in bocca. Al suo ritorno, la dentiera era poi stata ritrovata dopo giorni di ricerche dalle ragazze della residenza in un sacchetto nascosto in bagno. Adesso la perde o la dimentica di continuo e bisogna verificare che la porti e che, almeno in teoria, se la tolga e se la lavi ogni sera.                                                     
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 Vita di redazione di DONNE In 

Come nasce la Newsletter di DONNE In:   
ovvero quando il gioco si fa duro....le dure cominciano a giocare

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Acqua liscia e frizzante, bicchieri, biscottini sul tavolo. Mandarini o altra frutta di stagione sul ripiano per non occupare lo spazio in cui lavorerà la REDAZIONE. Cavi, cavetti, chiavette USB collegati. Citofono e poi campanello. La padrona di casa apre la porta e fa entrare le redattrici della newsletter che insieme alla padrona di casa compongono la squadra che DONNE IN ha incaricato di fare la newsletter. Rapidi saluti di circostanza, si sfoderano i PC e veloce posizionamento al tavolo. Ognuna in postazione, i PC si aprono con la stessa perizia e attenzione con le quali Bradley Cooper in “American Sniper” posizionava l’arma di precisione con cui mirare al nemico e abbatterlo al primo colpo. Silenzio gravido di tensione: collegamento wifi… assente. Fulminea azione della padrona di casa che strozza il gatto che stava giocando coi fili della connessione. Si riprende il lavoro e del cadaverino ci si occuperà in seguito. Una “Donna In”  si distrae e chiede  come stanno i nipotini… varicella…influenza…primo giorno di scuola… Un colpo la raggiunge allo stinco, il rumore dell’osso spezzato non interrompe i lavori e lei fa finta di niente.  Viene data lettura dei “pezzi” pronti per andare a comporre il nuovo numero della newsletter: ancora l’unica “all over the world” dedicata alle donne over 65! Ma ora bisogna fare delle scelte! le sorde si spingono in avanti per seguire meglio la lettura dei pezzi, le miopi si puliscono le lenti per essere pronte alla composizione grafica, e le vittime dell’artrosi al tunnel carpale, per non essere punite, si iniettano droghe e antidolorifici. Come sulla “rupe tarpea” rotolano nell’abisso i titoli degli articoli bocciati.  Inutile appellarsi al grande lavoro preparatorio svolto, alle ricerche condotte con le maggiori università e fondazioni del Nord Europa: il giudizio è inappellabile e implacabile. Finiscono nel cestino premi Nobel, dati e ricerche di straordinario valore, il lavoro di donne che hanno perso il sonno e hanno rinunciato a ritoccare la ricrescita (sintomo di grave forma depressiva) per preparare gli articoli per la Newsletter. Con la voce rotta e gli occhi pieni di lacrime implorano che il loro pezzo venga tenuto in considerazione. Granitico il Comitato di redazione non cede ed anzi davanti all’insistenza piagnucolosa del gruppo di anziane in ginocchio, le trasferisce sul balcone e chiude la finestra. Il gelo le calmerà.  Il sommario di questo numero è pronto.  Pausa caffè. Il cronometro scandisce inesorabile il pochissimo tempo a disposizione. Non si concede un minuto di più neppure per assaggiare la torta fatta in casa nottetempo da una delle redattrici che con occhi dolci e golosi cerca di raccontare la semplicità della ricetta. La pietà è morta: bisogna comporre la Newsletter.  
Ai propri posti davanti al PC! Nell’aria si ripetono frasi e riti tipici delle consuetudini “iniziatiche”: salva la bozza! incolla l’immagine! manda il test! Non tiene lo spazio! verifica cornerstone! Non incolla il link!  Per le più fragili inizia la prova più dura: quelle che sono state dimesse da poco, dopo ripetuti TSO attribuibili allo stress dell’ultima pubblicazione, ingurgitano freneticamente interi blister di pillolone. Alcune di quelle che si sono viste bocciare gli articoli proposti, sempre imprigionate sul balcone ed ormai violacee per l’ipotermia, chiedono di chiamare il 112 perché una di loro sta penzolando dalla ringhiera per attirare l’attenzione dei passanti, urlando “il mio pezzo è bellissimo… bellissimo…bellissimo…bellissimo…diteglielo” , ma la voce è flebile e il forte tremore alle braccia  fa temere che non resisterà a lungo: siamo all’8 piano, ma sotto ci sono degli alberi che già altre volte hanno attutito le cadute.

Il Comitato di redazione, o quel che ne resta dopo i numerosi cedimenti fisici e mentali procede senza distrarsi e completa l’opera con una determinazione insospettabile in donne che hanno predicato tolleranza, pacifismo, difesa dei diritti delle minoranze, sorellanza.  La missione è compiuta e anche questa settimana la Newsletter può essere spedita a tutta la vasta mailing list che raccoglie la grande comunità di DONNE IN. 
Visibilmente provato il Comitato di redazione raccoglie fili, chiavette usb, bucce di mandarino, carte di caramella. Libera quelle che erano state incatenate o chiuse sul balcone, medica le ferite auto inferte o procurate con il  trinciapollo alle ribelli, risponde alle tante chiamate lasciate senza risposta ( figli, amici, amanti, estetiste, medici) si mette il rossetto e si avvia per partecipare ad una conferenza sul tema dell’Invecchiamento attivo. Porteranno la loro testimonianza? Ve lo diremo nella prossima Newsletter!

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la cicala parlanteLa cicala parlante   
n. 15
di Renata Prevost

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Taglia unica per la costola di Adamo         

masolino_adamo_ed_eva ‌

Lo so parlo spesso di donne e dei soprusi a cui sono sottoposte, perché non riesco a capacitarmi che siamo ancora così lontani da una meta accettabile.. Malgrado per fame, guerra, povertà, disperazione, incapacità, lucro, cattiveria, ignoranza, sopruso, non chiamiamola cultura, io la vedo come perpetrazione di ignoranza, donne e bambini di mezzo mondo siano usati come prodotto in vendita per scopi orrendi.  In altre parti del mondo si ha la sensazione che le cose stiano migliorando, ho appena visto una breve serie divertente su Netflix in cui un gruppo di uomini va in terapia, del tipo “ciao sono Mario e sono un alcolista” per perdere l’esuberanza del “machismo”. Ci sono molte scenette divertenti e va bene, prendersi in giro e parlarne significa già affrontare e riconoscere il problema, ma ci sono ancora troppi uomini “machi”’ in giro e felici di esserlo senza traumi, anzi deridono quelli diversi. Parlo di quello deleterio che confonde la virilità (forza, capacità, responsabilità) con la sopraffazione sugli altri, le donne in primis.Sì le ammazzano ancora per le strade, sì stanno nascendo nuove “gang” nelle città del nord in Italia, come da sempre a Chicago e New York: dopo l’imbrunire armati di coltelli per le strade più ricche.Negli uffici e nei luoghi di lavoro al contrario esistono oggi protocolli severi anche forse troppo che cercano di preservare le donne dal supplizio della mano morta e dalle frasi impertinenti, eppure proprio lì, ancora saltano fuori situazioni impensabili che dimostrano che siamo lontani, mooooolto lontani dalla meta che sarebbe quella di avere un mondo più equilibrato in cui giocare la propria tenzone senza  per forza danneggiare un altro. 

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strade sicure
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