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 Le ragioni del silenzio sulla violenza verso le donne anziane:   Il progetto europeo MARVOW  

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Agency Responses to Violence against Older Women
Le ragioni sono differenti: la prima è l’opacità che riveste le condizioni di vita degli anziani, in particolare quando vivono nelle RSA, ma più in generale per il fatto di non essere più “produttive” e quindi di essere considerate un peso e non come persone nella loro interezza. Nell’immaginario collettivo gli anziani sono solo in attesa della morte.
Poi di recente, grazie a MeToo si comincia a scoprire la vastità del fenomeno “violenza sulle donne”, ma ci vuole tempo perché la stessa vittima si riconosca tale. Nel caso delle donne anziane siamo davanti ad una duplice violenza: quella verso le donne e quella verso le donne anziane. Il progetto europeo ha anche l’obiettivo di fare in modo che la polizia, la giustizia, la sanità, i servizi sociali siano in grado di indagare e affrontare queste violenze.
In Austria per esempio la partenza del progetto MARVOW ha consentito di scoprire che nelle case che accolgono le donne maltrattate ben il 40%-50% delle donne ha più di 60 anni e che la percentuale è in aumento.
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 Una riflessione di Pina Madami sul film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi 

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Care Donne IN,
voglio condividere con voi i miei pensieri sul film di Paola Cortellesi. Un film di impegno civile bellissimo in cui viene raccontato in modo magistrale il riconoscimento del diritto di cittadinanza e il diritto di voto alle donne come chiave anche contro la violenza.
L’intelligenza politica di questa giovane intellettuale svolge e illustra, in modo originale, il legame tra l’impegno contro la violenza sessuale e l’impegno politico, e non è un caso che il film ricordi il giorno del voto alle donne, che fu il primo diritto di cittadinanza conquistato davvero dalle donne che, fino ad allora, non avevano diritto di parola e quindi di rappresentanza.
Messaggio molto importante in un momento in cui la gente non va a votare e quindi non riconosce il proprio diritto e in particolare il proprio diritto di rappresentanza, che invece fu una conquista fondamentale, e in cui aumenta in modo esponenziale la tendenza a spegnere con la violenza i diritti acquisiti.
Da mostrare anche nelle scuole alle nostre figlie, ai nostri figli, ai nostri nipoti. 

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Ragazze e se lo facessimo anche noi?
A Parigi il“Contro-salone delle vecchie e dei vecchi”

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Ha aperto a Parigi qualche giorno fa il “Contro-salone delle vecchie e dei vecchi” organizzato dall’autoproclamato Consiglio Nazionale della Vecchiaia( CNAV), un collettivo composto dal mondo dell’associazionismo, della cultura, della medicina che dal dicembre 2021 si pone l’obiettivo di “chiedere una politica della vecchiaia affinché gli over 65 , che sono il 30% della popolazione siano ascoltati e coinvolti nelle politiche pubbliche sull’abitare, i trasporti, la cultura, l’ambiente….perché una politica per la vecchiaia non significa solo stanziare fondi per sostenere l’assistenza” Anche sul nostro sito clicca qui
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La casa e la terza età   

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Il problema della casa quando si diventa anziani, e poi via via attraverso tutti i passaggi della vecchiaia fino alla grande vecchiaia, è molto spesso uno dei principali pensieri o preoccupazioni; se la si possiede comporta spese, qualche volta non programmabili e poi è troppo grande per una persona spesso sola, oppure non è conforme alle esigenze di accessibilità necessarie per i limiti fisici che l’età comporta e così via. Spesso ci si arrovella nel pensare come risolvere il proprio futuro di vita, nel senso del futuro di dove si vivrà e del futuro della propria casa, spesso vissuta quasi come un essere amato.
Suddividiamo i temi che abbiamo enumerato e partiamo dall’analizzare il più diffuso, cioè quello legato al problema economico. Come abbiamo detto, oggi affrontare le spese condominiali, che nel passato potevano avere un andamento piuttosto costante, è diventato sempre più faticoso anche per le variabili di alcuni tipi di spese legate all’andamento dei costi dell’energia.  Per continuare la lettura clicca qui

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  Complimenti Silvia!!  

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A Silvia Vegetti Finzi l’Ambrogino d’oro 2023.
Un meritato riconoscimento ad una grande donna, ad una professionista che tanto ha fatto e fa per le donne. Il direttivo di Donne IN è onorato di averla come socia da sempre, preziosa collaboratrice e cara amica.

Di seguito il link dell’intervento di Silvia Vegetti Finzi alla Casa della cultura il 7 novembre 2023 nell’incontro" La Pace ha un volto di donna” promosso dal gruppo Donne del Silenzio per la Pace Milano
 
Intervento di Silvia Vegetti Finzi alla Casa della cultura,  clicca qui

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la cicala parlanteLa cicala parlante   
n. 19
di Renata Prevost

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Nome In Codice: Operazione Lisistrata 

Maledico per le ragazze picchiate a morte in Iran perché andavano a scuola senza il velo, per le donne in Afghanistan che recluse in casa non possono studiare, leggere, lavorare, curarsi, nemmeno andare dal parrucchiere, maledico chi oggi osa fare affari con i Talebani, i rapimenti, torture e stupri nella striscia di Gaza, chi distrugge la Siria e rapisce i giovani e i bambini, chi picchia e reprime invece di aiutare a cambiare, chi approfitta di popoli deboli che non sanno e si fanno abbagliare da viaggi infernali pensando di trovare la libertà e trovano invece una vita da schiavi e lungo l’infernale tragitto tutti ne approfittano anche i paesi accoglienti che dovrebbero essere quelli civilizzati. 
Maledico padri, fratelli, mariti, fidanzati che reprimono, sgridano, impediscono, uccidono, maledico chi sposa le figlie a 12 anni e chi toglie loro il clitoride a quattro, maledico i medici obiettori, maledico gli approfittatori, i pedofili di bimbe e bimbi, maledico il patriarcato, il maschilismo imperante che dilaga e non vuole mollare e forma catene maschili ignoranti e volgari
Per continuare la lettura  sul nostro sito clicca qui

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 Da vedere: THE OLD OAK di Ken Loach  

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Il probabile addio al Cinema del grande vecchio indomabile Ken Loach è un'opera somma sulla compassione e l'armonia che ne scaturisce. Comprendere e soccorrere coloro che sono in pena crea serenità, pare dirci il più combattente dei registi, insieme al suo fedele sceneggiatore Paul Laverty; Il quale stavolta ha scritto dialoghi non solo molto belli, ma anche molto utili. Così come le immagini attente partecipi sempre essenziali, mai casuali, di Loach, ci dicono che il "fuori" devastato del mondo e della società possa ancora essere visto attraverso un "di dentro", ovvero una sensibilità umana e un'accoglienza civile nate dal profondo dell'anima. Nonostante Loach resti fedele alla propria immanenza, stavolta traspare infatti qualcosa di "divino", rapportato a una dimensione strettamente umana. Per cui l'arrivo in una cittadina inglese ex mineraria-teatro nei funesti anni 80 tatcheriani di scioperi e crisi irreversibili che condussero a impoverimenti e chiusure (un po' come sta accadendo oggi) di un gruppo di rifugiati siriani, da' la svolta. Inizialmente contestati dagli abitanti, proletari seppur ancorati alle loro briciole di benessere, troveranno infatti in Tj Ballantyne, il proprietario del vecchio pub locale "La vecchia quercia" (quale migliore definizione per Ken Loach?) e nella giovane siriana Yara, i paladini di una renaissance umana sociale interraziale. E non a caso, perché l'uomo non più giovane guarda il mondo attraverso il filtro di fallimenti privati che lo spinsero a un tentato suicidio (salvato da una cagnolina come in "Umberto D" di Vittorio De Sica), mentre la giovane donna lo guarda attraverso l'obiettivo della sua inseparabile macchina fotografica, che le fa ritrarre il mondo non come è ma come dovrebbe essere. Anche sul nostro sito clicca qui
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Porte aperte alle donne che hanno  la fortuna di   inevecchiare! Venite a lavorare con noi.  Queste le attuali iniziative 

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Riunione socie il 15 novembre in Via Marsala: buona partecipazione e grande voglia di essere ancora più attive. Siamo uscite con la bella sensazione di un gruppo che arricchisce di idee e che vuole essere informato e partecipe dei progetti in progress.

Il gruppo lettura coordinato da Milena Pieri ha già avuto il terzo incontro, sulla newsletter e su sito potrete trovare i resoconti e i commenti dei libri discussi e pensiamo ad una rubrica specifica con recensione di ulteriori libri scelti dal gruppo.
La mostra Vecchia a chi? Di cui abbiamo già parlato ha avuto qualche ritardo, soprattutto per il reperimento di fondi, ma l’organizzazione sta proseguendo. Sviluppata con immagini di donne over 65 attuali, come siamo, come ci muoviamo, come ci proponiamo, la mostra vuole anche aggiudicarsi pubblicamente il diritto di invecchiare, senza doversi sentire costrette dalla società a restare eternamente giovani, ma in armonia con la propria età.
Se qualcuna vuole affiancarci nel progetto e aiutarci a trovare ulteriori sponsor ce lo comunichi.
Nel 2024 abbiamo in programma la ripresa dei nostri incontri tematici e inizieremo con la presentazione del libro di Paola Pastacaldi “Fine di una madre”, di cui ne discuteremo con la dott.ssa Giada Lonati, direttrice sociosanitaria di VIDAS e Marina Piazza sociologa. A breve vi diremo date e sede.
 

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