

Nella nostra società dire che l’attività fisica è importante per la salute potrebbe sembrare un concetto scontato. Intorno a noi vediamo ‘atleti’ che corrono, palestre piene di persone (in particolare donne di tutte le età), negozi superspecializzati in indumenti ‘tecnici’, la pubblicità ci bombarda quotidianamente attorno a cibi sani privi di questo o quel componente nocivo.
In realtà in questo breve, ma ampiamente documentato libro, Silvio Garattini e ricercatrici /ricercatori dell’Istituto Mario Negri, da lui fondato, emerge una realtà italiana molto diversa e i dati sull’attenzione ad una vita sana per poter vivere a lungo, ma soprattutto meglio, non sono soddisfacenti.
Eppure, la letteratura e gli studi condotti per valutare l’impatto positivo dell’attività fisica sulla vita privata e sociale sono numerosissimi.
I contributi di esperti in questo libro ci conducono in un percorso che illustra i vari tipi di attività fisica, ricorda quali sono le raccomandazioni dell’OMS (organizzazione mondiale della sanità) per una vita attiva sana secondo classi di età, gli effetti sulla salute fisica e mentale e l’importanza di un armonico equilibrio tra attività fisica, alimentazione e stili di vita.
Purtroppo, i dati dall’Italia non sono soddisfacenti, più della metà degli italiani (56%) riferisce di non praticare mai esercizio fisico o sport e il 10% lo fa solo raramente, distanziandosi molto dai dati di altri paesi europei soprattutto di quelli della fascia settentrionale.
Inoltre, i dati confermano che età, genere, livello di istruzione e condizione economica si correlano con l’attività fisica in Italia, così come per il resto di Europa.
A fronte di evidenze statisticamente validate non sembra che in Italia, e non solo, vi sia la volontà di perseguire una strada virtuosa in cui la prevenzione porti ad una riduzione delle malattie croniche debilitanti, delle loro complicanze, delle morti premature, impattando di conseguenza in modo positivo anche sulla spesa sanitaria e sul mondo del lavoro.
Importante quindi leggere e diffondere questo libro, accurato e documentato scientificamente, ma accessibile a tutti, per contribuire a sviluppare una cultura collettiva che porti, attraverso la cura individuale, un miglioramento della salute pubblica, perché “vivere bene vuol dire privilegiare la prevenzione per evitare di ricorrere alla medicina” ed “evitando di ammalarsi si ottimizza l’uso delle risorse garantendo una salute accessibile e gratuita per tutti”.