|
| |
In questo numero affrontiamo argomenti legati alla pandemia, ma per noi donne endemici
|
|
|
| |
Lavoro - Parliamo di Long Covid
| |
Il fenomeno a cui negli Stati Uniti è stato dato il nome “Great resignation”, cioè dimissioni di massa, sorprende e sconcerta in quanto le cause appaiano quasi incomprensibili. Uno strano paradosso emerge nell’economia statunitense dopo la pandemia: milioni di lavoratori lasciano volontariamente il posto di lavoro, mentre in parallelo altri milioni quel posto lo hanno perso a causa della pandemia. Nel mese di agosto 4,3 milioni di lavoratori si sono licenziati, pari al 2,9% della forza lavoro. Soprattutto in alberghi, ristoranti e negozi. Il fenomeno non riguarda solo l’America; in questo periodo è sempre più diffuso: anche altri paesi si trovano ad affrontare la stessa tendenza, compresa l’Italia. Sempre più aziende stanno cercando lavoratori per certe posizioni, cercano di attirare i candidati con bonus e incentivi, ma fanno fatica a riempire i posti vacanti. E le motivazioni sono diverse: dalla paura di prendersi il virus alle paghe ritenute troppo basse, o perché i lavoratori possono ancora contare sui sussidi governativi. Che cosa c’entra con noi donne over 65 questo fenomeno che riguarda il mercato del lavoro in generale? Crediamo che per noi donne la questione sia rilevante e non solo per il futuro delle nostre pensioni. Le spiegazioni per capire tale trend....Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui.
|
|
|
|
|
| |
Commento della redazione - "Aiutiamo (davvero) gli anziani".
| |
L'analisi dell'articolo di Ferrera sugli aiuti reali da attuare per gli anziani, fa riflettere sia da un punto di vista sociosanitario, sia da un punto di vista economico. Lo stanziamento di oltre 7 miliardi per il periodo 2022-2026 per gli anziani non autosufficienti, deciso nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è un fatto altamente positivo, che fa da catalizzatore per la riforma del settore, ferma da decenni e promessa dal Pnrr per il 2023. Ma gli stanziamenti previsti per la cosiddetta ‘domiciliarità’ possono non essere veramente efficaci se non viene cambiata la struttura organizzativa delle strutture esistenti e non viene considerata la fragilità come un elemento multidimensionale, costituito da più fattori, a volte considerati e affrontati separatamente: il contesto sociale, il tipo e il grado di disabilità, il genere, le condizioni economiche. Come cita Ferrera, in altre nazioni europee come Francia, Spagna, Germania e Austria le riforme attuate in questo settore sono state costruite attorno a questi paradigmi. In Italia ancora una volta l’importanza di non depotenziare i servizi locali, non sembra venga considerata, nonostante sia stato proposto da esperti di molte associazioni del settore un “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”. La separazione che in Italia continua ad essere perseguita tra le Aziende sanitarie locali (di pertinenza delle Regioni) e le attività socio-sanitarie dei Comuni frammenta l’assistenza, non propone percorsi unitari e condivisi sul cittadino visto nella sua multiforme dimensione. E’ inoltre da tenere conto che la non autosufficienza non è un parametro fisso che inizia in uno specifico momento, ma ha una sua graduale comparsa e dipende da molti fattori che necessitano un dialogo continuo e un progetto comune tra le varie componenti del cosidetto welfare. Si auspica quindi che il governo e le istituzioni preposte non perdano questa preziosa occasione che può dare un impulso catalizzatore ad un cambiamento strutturale, organizzativo e culturale. Per leggere l'articolo clicca qui
|
|
|
|
|
| |
Intervista a Felicita - Associazione per i diritti nelle RSA
| |
L’Associazione Felicita nasce il 6 giugno 2020 come ampliamento del Comitato Giustizia e Verità per le vittime del Trivulzio, fondato il 16 aprile 2020 da Alessandro Azzoni, giovane imprenditore milanese di 46 anni, la cui madre è stata contagiata dal covid-19 proprio all’interno del PAT. L’associazione, che ad oggi ha iscritti provenienti da 200 strutture in tutta Italia ha deciso di impegnarsi in prima linea per cambiare il modello delle Rsa e costruire una nuova cultura della vecchiaia dove i bisogni della persona anziana siano al centro. Sul loro sito www. associazione.felicita.it è stato costruito un “Muro della Memoria” per ricordare i volti degli anziani morti nelle RSA senza il nostro saluto e conforto. - Come sai Donne In si occupa di "invecchiare al femminile" e il tema dell’abitare per gli anziani è uno degli argomenti di cui ci occupiamo. Da quanto noi sappiamo e da quanto tu ci confermi, nelle RSA le donne ricoverate sono la maggioranza. Oltre ad una evidente maggior longevità, ci sono altre ragioni che fanno sì che le donne siano ricoverate in maggior numero?
Si stima che in Lombardia sulle 367.000 persone over 65 che hanno limiti funzionali e necessitano di cure e assistenza, circa 110.000 sono uomini e 257.000 sono donne. Le donne, benché più longeve, sono maggiormente colpite da patologie croniche meno letali che insorgono più precocemente e diventano progressivamente invalidanti con l'avanzare dell'età. Il multitasking e il ruolo femminile di caregiver all’interno della famiglia incidono negativamente sulla sua salute, portandola a vivere un maggior numero di anni in condizioni di salute via via più precarie. In famiglia e nella società la donna, occupata e non, si occupa dei figli e della casa, dei genitori anziani, poi dei nipoti e del marito anziano. Quando rimane sola e tocca a lei essere assistita nella sua perdita di autosufficienza, difficilmente ha una scelta alternativa al ricovero. - L’ Associazione Felicita nasce durante la strage degli anziani nelle RSA: quali sono gli aspetti di questo dramma che si è consumato e che vi hanno fatto decidere di agire?
L’anziano è le radici del nostro passato, la nostra storia e la nostra memoria, è quel futuro che tutti noi abiteremo, è il presente che ........ Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui
|
|
|
|
|
| |
Le ricette di nonna Cia - Schiacciatine di prosciutto cotto
| |
Farsi tagliare dal salumiere delle fette di prosciutto cotto magro un po’ più spesse del normale. Il prosciutto deve essere di forma rettangolare. Posarle una per volta su un tagliere e sulla metà di ogni fetta mettere una sottiletta. Ricoprire con l'altra metà della fetta. Schiacciare bene. Si otterrà una cotoletta quadrata. Passare nell'uovo sbattuto e impanare. Friggere in olio di oliva e asciugare con carta da casa perché il fritto non risulti unto. Anche sul nostro sito, clicca qui
|
|
|
|
|
| |
donne In postura.... con disinvoltura ginnastica: istruzioni per l'uso
Scapole in brodo
| |
Per funzionare bene non ci vuole un fisico bestiale, né rimanere ventenni per sempre. Basta che ciascun muscolo intervenga al momento giusto e ogni osso mantenga la propria posizione. Allineamenti corretti e sinergie sono alla base della nostra salute posturale. Come fare perché ciò avvenga: ginnastica! Quella giusta per voi. Oggi vi propongo una ricettina a base di scapole. Queste sono importanti per il buon funzionamento della spalla e anche della cervicale. Ingredienti 2 scapole 1 mazzo di abiti comodi 1 sgabello o una sedia maturi 1 pizzico di voglia di fare esercizio Apertura di petto q.b. Preparazione Indossate un mazzo di abiti comodi, che non stringano e vi lascino libere di compiere i movimenti. Poi prendete uno sgabello. Per capire se è maturo, tastate le gambe. Se sono solide, è pronto a reggere il vostro peso. Sistemate lo sgabello e sedetevi appoggiando le natiche in punta. Aggiungete il vostro pizzico di voglia di fare esercizio, le due scapole e l’apertura di petto. Frullate il tutto fino a raggiungere un composto omogeneo. Servire tiepido, con una guarnizione a piacere. A chi si rivolge l’esercizio: L’esercizio è per tutte, tranne per chi ha magagne importanti alle spalle, alle braccia, al torace o alla cervicale. Chiedere prima al proprio medico! Esercizio 02: Stringere le scapole e sollevare-abbassare le scapole assieme e poi una alla volta. Benefici: Tonificazione dei muscoli dorsali e delle scapole. Sollievo ai dolori di spalla e cervicale Scilla Menegazzi - Chinesiologa - www.salute-posturale.it
|
|
|
|
|
| |
Letture e visioni - da leggere o da rileggere
Le rondini di Kabul di Yasmina Khadra
| |
“Dopo vent’anni di guerra e di speranza Kabul è tornata la stessa città dannata…e le rondini non torneranno ad annunciare la primavera. Le loro ali tarpate non sanno più agitare l’aria del tempo” Scritto nel 2002, questo libro che racconta la vita di due coppie di cittadini afgani, tra le nefandezze dei talebani e la loro ferocia verso le donne, viene ripubblicato oggi con un’introduzione che prefigura il ripetersi dei crimini del passato. L’autore confessa la sua incredulità e disperazione, che è anche la nostra dopo che per 20 anni abbiamo guardato con affetto e solidarietà alla vita delle donne afgane che, piano piano si riempiva di libertà, di consapevolezza, di autonomia e d’amore. Sì d’amore, perché è l’amore in fondo il grande nemico dei fanatici che hanno ripreso il potere: l’amore è gioia di vivere, l’amore è rispetto, l’amore è solidarietà, l’amore è bellezza e quindi è proibito. Se i media italiani hanno già smesso di occuparsi della situazione dell’Afganistan e della condizione delle donne afgane (come dice Marco Paolini “di questi tempi l’indignazione dura meno di un orgasmo”) la letteratura può rimediare e noi Donne In anche. Edizione Sellerio Anche sul nostro sito, clicca qui
|
|
|
|
|
| |
e da vedere - I Monti Santi del New Jersey
di Alan Taylor
| |
I Molti Santi Del New Jersey è il prequel de I SOPRANO, ma soprattutto è un memoir esplosivo sulla fascinazione del male. Quella che, fin da ragazzino, Tony Soprano subisce nei confronti dello zio Dickie Moltisanti, che in assenza del padre, spesso in galera diventa la sua figura di riferimento. Così' Alan Taylor alla regia e il grande David Chase-ideatore e sceneggiatore de I SOPRANO- nel fare un passo indietro verso le origini del mitico personaggio incarnato dal compianto James Ganfoldini, non solo ne utilizzano il figlio Michael Gandolfini (bravo e somigliantissimo) creando un effetto revenant, ma vanno nel profondo di quell'abisso famigliare nevrotico che è la mafia. Una famiglia allargata da cui non esci più, con regole rassicuranti e patologiche che moltiplicano i padri e i padrini e ti rendono figlio per sempre. Il Dickie Moltisanti dell'ottimo Alessandro Nivola, come in una tragedia greca, farà fuori padri e matrigne incestuose (in scene di una violenza pregnante e inaudita fino a divenire astratta, dominate dal fuoco o dall'acqua inconscia del mare) ma non si libererà mai dei loro fantasmi. Archetipi, che solo uno zio -in carcere da una vita per un delitto elaborato con la saggezza di un guru- riuscirà a dipanare e illuminare in tutta la loro luce sinistra (è il mitico Ray Liotta di QUEI BRAVI RAGAZZI di Martin Scorsese). Una nota speciale per le due donne, strepitose come attrici e personaggi: la Livia Soprano di Vera Farmiga e la Giuseppina Moltisanti della nostra notevole Michela De Rossi. Era il 1967 e l'inferno mafioso dei bianchi si incrociava con le proteste dei neri di Newark. Il film potentissimo ne fa un affresco. Per vedere il trailer clicca qui
|
|
|
|
|