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In questo numero vi proponiamo una riflessione: "Intelligenza artificiale: genere e pregiudizi"
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L’intelligenza artificiale (“artificial intelligence” in inglese, in acronimo AI) è la capacità di un sistema informatico di affrontare problemi e svolgere funzioni tipicamente umane. Una delle più importanti abilità della mente umana è quella di imparare dall’esperienza. Allo stesso modo, l’intelligenza artificiale ha quindi la capacità di creare algoritmi in grado di apprendere informazioni dai dati che sono forniti loro e usare questa conoscenza per produrre nuovo sapere. In particolare, gli algoritmi dell’intelligenza artificiale sono in grado di usare ciò che hanno imparato per comprendere e accuratamente valutare nuovi dati che vengono forniti loro. Purtroppo, è ormai chiaro che l’uso dell’intelligenza artificiale perpetua e inasprisce, tra le altre, le discriminazioni contro donne (ma non solo: anche le discriminazioni razziali sono un problema che affligge l’intelligenza artificiale). La discriminazione dell’intelligenza artificiale avviene a diversi livelli, qui ne affronteremo solo i due più importanti. Per continuare a leggere clicca qui
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E’ provato che gli algoritmi ci discriminano!
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Una sintesi dell’intervista a Aurélie Jean, fondatrice et dirigente di In Silico Veritas, società di consulenza specializzata in algoritmi. Aurélie Jean è considerata dalla rivista Forbes una fra le 40 donne francesi più influenti nel 2019
Come si definisce un algoritmo? Un algoritmo è une sequenza di operazioni (implicite o esplicite) che vanno eseguite secondo una certa logica, allo scopo di rispondere ad una domanda, di risolvere un problema o di comprendere dei procedimenti. Perché è fondamentale che gli algoritminon siano patrimonio esclusivo degli uomini? In linea di principio è importante creare gli algoritmi tenendo conto di punti di vista, esperienze, culture diverse allo scopo di costruire degli algoritmi cosiddetti “inclusivi” che possano essere rappresentativi dell’insieme degli individui e delle situazioni. Detto ciò, si capisce l’importanza che ci siano donne fra i creatori, pur tenendo conto della scarsa presenza femminile in questi ambiti professionali (ingegneristico e scientifico). Gli strumenti e le tecnologie creati da soli uomini rischiano di funzionare male perché scartano le donne dall’equazione. Un esempio? Nel novembre 2019, un algoritmo assegnava linee di credito superiori di 20 volte agli uomini rispetto a quanto concesso alle donne, anche in presenza di condizioni fiscali o di affidabilità bancaria analoghe.Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui
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4° puntata - LA CICALA PARLANTE
Perche' la Regina vale meno del Re?
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Come effettuare un cambio di paradigma Una semplice domanda sotto gli occhi di tutti per secoli, dato che il gioco delle carte ci è pervenuto dalla Cina alla fine del 1300. Si, stiamo parlando delle carte da gioco. Eppure, tra le lotte delle “streghe” e le battaglie per ottenere un passetto in più sul piano dell'uguaglianza tra i sessi, nessuna scrittrice, nessuna femminista, nessuna avvocatessa, nessuna sociologa, nessuna psicologa, nessuna in assoluto si è mai fatta questa domanda, fino a poco tempo fa, quando una ragazza israeliana di nome Maynaa di 17 anni si è posta il quesito. Pensate alla potenza subliminale dei simboli: fiocco azzurro per il maschietto, uguale forza, fiocco rosa per la femminuccia uguale dolcezza. E, ancora oggi, entrando in un negozio di giocattoli, giovani commesse chiedono: per maschio o femmina? Oppure qualcuno ti ricorda, a fine anno, che se la prima persona che incontrerai il primo di gennaio sarà un uomo, avrai un anno fortunato, se incontrerai una donna, il contrario. Babbo Natale è uomo, la Befana, donna. Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui
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La paura: debolezza o lucidità?
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Prendendo in contropiede coloro che ritengono che la paura sia una “cattiva consigliera”, il filosofo, seguendo il pensiero di Hans Jonas, dimostra che al contrario la paura è alla base della responsabilità sociale ed una guida per il nostro agire. È di moda ripetere che la paura non sarebbe una buona consigliera, che non si fanno scelte politiche adeguate se ne siamo dominati e tanto altro. Alcuni filosofi pensano sia bene contribuire al dibattito di questi “falsi valorosi”: sì falsi perché non hanno il coraggio di sostenere le politiche del “nessuna paura” che ci sono in giro per il mondo come in Brasile o negli Stati Uniti, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, ma a loro basta sventolare, per il tempo che dura una trasmissione televisiva, l’indignazione, la non sottomissione, e la collera…tutto insieme. La somma di questi atteggiamenti dà come risultato l’irresponsabilità. Nel suo libro “Il Principio di responsabilità” il filosofo Hans Jonas (1903-1993) considera la paura una guida per il nostro agire, molto utile alla politica. La paura fa nascere e stimola la responsabilità sociale di coloro che devono decidere, dice Jonas. Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui
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Noi e il vaccino anti COVID-19 o
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Senso di responsabilità, consapevolezza, collettività, informazione, comunicazione, sono tutte parole che nel corso di questo ultimo stravolgente anno sono state dette, ripetute, sbandierate, ma il cui senso profondo, quello che fa sì che facciano parte della struttura di una società, purtroppo, nel corso dei mesi invasi dalla pandemia, hanno mostrato spesso di essere solo delle etichette, delle “citazioni”. Non parliamo ora di tutto quello che abbiamo vissuto, in particolare in Lombardia, la regione della sanità di eccellenza, e concentriamoci su questa fase delicata, ma anche così piena di speranza, la fase del vaccino, e ripercorriamo le parole dell’inizio. Senso di responsabilità, consapevolezza, collettività. La nostra generazione ha potuto godere dei grandi progressi della scienza ed essere protetta finora da malattie, infezioni virali e batteriche e l’età a cui un bambino può aspirare supera gli 80 anni. Ora però l’umanità si trova a fronteggiare una pandemia dovuta ad un virus sconosciuto molto contagioso, letale in particolare per le persone fragili, anziane. Uno sforzo immenso è stato fatto per trovare un vaccino e la velocità con cui è stato possibile approntarlo è dovuta ad un grande impegno scientifico ed economico, che ha permesso lo stanziamento di considerevoli fondi che ha accelerato le fasi alle quali tutti i farmaci e i vaccini vengono sottoposti per poi essere utilizzati nella popolazione: fase I: piccoli gruppi di volontari sani, testati per valutare la sicurezza del vaccino candidato e per determinare il tipo la risposta immunitaria che il vaccino provoca. I partecipanti sono monitorati e le loro condizioni sono controllate; Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui
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LETTURE E VISIONI - da leggere Invisibili
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di Caroline Criado Perez edizione Einaudi Gli smartphone e le tastiere dei pianoforti sviluppati in base alla misura delle mani degli uomini, gli occhiali di sicurezza e le maschere antipolvere e antigas: tutti oggetti calibrati per un viso maschile e non adatti alle donne; le scarpe antinfortunistiche fornite alle donne sono le stesse che vengono date ai maschi, seguendo l’idea “dell’approccio unisex”. Non si tratta di un errore, ma della regola. A testimoniarlo la clamorosa assenza di dati disponibili sui corpi, abitudini e bisogni delle donne; a rappresentare l’intero universo è il modello maschile, anzi “individui di razza bianca fra i venticinque e i trent’anni che pesano settanta chili”. Lo racconta con ritmo travolgente Caroline Criado Perez nel libro Invisibili (Einaudi, 2020); ricco di esempi, il libro cita i video giochi, lo sport, la ricerca medica, che esclude le donne dai test “per amor di semplificazione”. Per continuare la lettura sul nostro sito clicca qui
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Curiosità - Informazioni Il Sistema Bibliotecario di Milano
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ha offerto ai lettori -nonni, genitori, zii, amici grandi dei piccoli, piccoli lettori- un racconto pubblicato su Topolino nel 1993 che ci ricorda perché le biblioteche sono luoghi preziosi e, soprattutto, perché i loro servizi devono rimanere gratuiti e disponibili per tutti. Parola di zio Paperone! per leggerlo clicca qui: Topolino » Sistema Bibliotecario di Milano (biblioteche.it) Grazie a Disney Enterprises Inc. per la gentile licenza alla pubblicazione. Il file resterà disponibile fino al 28 gennaio 2021
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