|
| |
INVECCHIARE INFORMATE La sanatoria edilizia - Stato legittimo dell'immobile
Nella scorsa Newsletter (n.115 del 15 settembre) abbiamo trattato le novità relative alla ”Edilizia libera” contenute nel Decreto cosiddetto Salva Casa (DL.69/2024- Legge 105/2024). In questo numero trattiamo il secondo punto: Il nuovo” Stato legittimo dell’immobile.” Cosa si intende con “Stato legittimo dell’immobile”? Si intende l'insieme di documenti e dichiarazioni che dimostrano la conformità dell'immobile, sia a livello progettuale che strutturale, alle normative vigenti, attestando che non sono stati compiuti abusi edilizi. Si tratta di una sorta di "passaporto" dell'immobile, la cui validità è fondamentale per le operazioni di compra- vendita, accesso a benefici fiscali e ottenimento di permessi di ristrutturazione. Da un’analisi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, circa l'80% degli immobili in Italia non rientra nello stato di legittimità. Il Decreto “Salva casa” è stato introdotto quindi, sia per rilanciare il mercato immobiliare che per rendere più semplice il processo di ottenimento del suddetto stato di legittimità. Dal 30 maggio 2024, con le modifiche introdotte, lo stato di legittimità di un immobile può essere acquisito a partire dall'ultimo titolo edilizio rilasciato per lavori sull'intero immobile o sull'unità immobiliare, sempre che l’amministrazione competente, nel momento del rilascio, abbia verificato la regolarità dei titoli precedenti. Pertanto, per certificare lo stato legittimo di un immobile, è sufficiente fare riferimento o: • al titolo abilitativo (pratiche amministrative necessarie per l'esecuzione di qualunque tipo di intervento su qualunque tipo di edificio) che ha autorizzato la sua costruzione o la sua regolarizzazione tramite sanatoria, • al titolo che ha regolato l'ultimo intervento edilizio completo, eventualmente integrato con gli eventuali titoli successivi relativi a interventi parziali. È prevista anche la possibilità di sanare varie difformità, con il pagamento di sanzioni (p.e. per interventi di ristrutturazione in assenza di permesso, per interventi eseguiti in parziale difformità dal permesso, per interventi in assenza o in difformità dalla SCIA, per interventi eseguiti in base a permesso annullato). La spulciatrice Anche sul nostro sito
|
|
|
|
| |
SIAMO GERONTOFOBICI Tratto da un articolodi Andrea Granelli e Odile Robotti Proiettile – La terza economia mondiale sono gli anziani
| |
Gli stereotipi negativi impliciti che riguardano gli anziani hanno alcune caratteristiche che li rendono unici. Sono tra i più diffusi (più di quelli razziali o di genere ) tra i più marcati e presentano una notevole scollatura tra le due componenti implicita e esplicita. Questo fenomeno si verifica sempre (preferiamo dare una buona immagine di noi stessi negando di essere portatori di pregiudizi) ma nel caso degli anziani è più ampio. La distanza tra dichiarato ed effettivo rende invisibile una componente rilevante del problema e quindi più difficile intervenire. Infine, gli stereotipi negativi sono indipendenti dall'età. Anche questa è una stranezza: di solito un gruppo ha una opinione di sé migliore della popolazione che ne è al di fuori. Tutti hanno la prospettiva di diventare anziani, ma acquisiscono passivamente durante la vita pregiudizi negativi nei confronti del gruppo a cui, se tutto va bene, finiranno per appartenere. Mentre chi è vittima di altri stereotipi ha tutta la vita per imparare a contrastarli, noi passiamo l'esistenza ad assorbire pregiudizi negativi sugli anziani finché, a un certo punto, passiamo dall'altra parte. Non c'è da meravigliarsi quindi che gli stereotipi negativi siano molto radicati anche negli anziani. Per uscire da questa trappola anzitutto bisogna far cadere alcuni miti.....Per continuare la lettura clicca qui
|
|
|
|
|
| |
Giornata degli anziani! Giornata dei nonni!
| |
Ma non basta! Anche 7 euro di aumento alle pensioni minime (solo agli over 75 pare)! Però non ci montiamo la testa! a) 24 ore per “festeggiare” gli anziani il 1ottobre; b) 24 ore per “festeggiare” i nonni il 2 ottobre (le nonne seguono di default ovviamente perché siamo pur sempre in Italia) c) 7 euro e rotti di aumento alle pensioni minime degli over 75 che salgono così da 614 euro al mese a ben 621 euro al mese. 3 significative tappe che avvicinano il mondo degli anziani al progetto intorno al quale il governo sta costruendo il futuro delle famiglie: prima di tutto italiane (mal tollerati originari di Francia, Germania, Regno Unito che puzzano di laicità e alta scolarità. Sono tribù e non famiglie quelle africane e quelle medio orientali harem, cinesi non censiti perché figliano in Cina) poi tradizionali (che neanche il governo in verità sa cosa significa, infatti Meloni, Salvini, Santanché, Lollobrigida e tutti gli altri ministri non la praticano. Ci pare solo di capire che i protagonisti debbano essere una vergine e un mucho macho – no tatuaggio) cristiani (e quindi agli ortodossi, ai protestanti, ai copti gli va alla grande) fedeli alla patria (da Ventimiglia a Grado tutte le famiglie schierate sulla battigia a fare castelli di sabbia – così i bambini giocano- per impedire lo sbarco del migrante, come insegna Salvini), ma soprattutto piene di figli e quindi di madri, perché gli uteri devono essere belli attivi nelle famiglie italiane, altrimenti perché mai il Governo darebbe ben 100 euro una tantum ai genitori? Per continuare la lettura clicca qui
|
|
|
|
|
| |
La posta del look di Carla Massara
|
|
|
|
| |
Nel mio lavoro.......
| |
... ho vestito tantissime donne e ho vissuto l’assoluta eterogeneità della mia clientela. Nel tempo ho coltivato con impegno e serietà questa differenza tra le persone che frequentano il mio Atelier ed è diventato uno dei miei obbiettivi principali. Non voglio vestire tutti o accontentare tutti, ma voglio che la mia collezione rifletta la possibilità di trasformare qualsiasi capo adattandolo a generi molto diversi di donne. Grazie a mia sorella Donatella ho potuto frequentare e conoscere donne molto diverse da me. Molte di loro si affidano al mio gusto per vestirsi, seguendo soprattutto come Donatella interpretava il mio stile. L’età non ha nessuna importanza, è piuttosto la personalità di ognuna di noi, le nostre identità che guidano le scelte nello stile. Il mio compito di stilista è di farle emergere con buon gusto e determinazione e di rispettarle senza volerle minimamente stravolgere. Osservando quello che propongono le grandi catene di abbigliamento, balza agli occhi l’omogeneità delle proposte. Rivolta principalmente a donne giovani e tutte uniformate nello stesso genere. Sempre quello più comune e più conformista, così da adattarsi a più donne possibile e quindi a vendere di più. Questo è il loro unico scopo; non si avvertono altri obiettivi e approfondimenti. Invece no, è molto più interessante studiare la personalità di ogni persona che si rivolge a noi e da quel momento iniziare a personalizzare un abito. Mia sorella non indossava gonne ma solo pantaloni. Io ho ammirato tantissimo come lei interpretava le mie collezioni. Ne era entusiasta, le amava tantissimo e da lei ho ricevuto stimoli molto importanti. Riusciva a mischiare un femminile giacchino di broccato con una camicia con il colletto chiuso che spuntava dal giacchino, pantaloni e stivaletti bassi. Un saper mischiare con gusto e raffinata dolcezza e minimalismo assoluto. Tutto quello che realizzo ha la possibilità di essere interpretato. Questo per me è fondamentale, pensare a fare vestiti attraverso le lenti dell’identità di genere. Quindi un trench di pelle nera lo indosserò io con una gonna di chiffon lunga e stivali con tacco alto perché mi sento bene dentro abiti molto femminili e, ugualmente, lo potrà indossare chi ha un’identità differente dalla mia, abbinandolo a pantaloni di velluto colorati e sneakers. Questo è per me bellissimo e da' significato al mio lavoro. Anche sul nostro sito, clicca qui
|
|
|
|
|
| |
Consigli dalle nostre osteopate OGNI TANTO E' NECESSARIO TIRARSI IL COLLO !
| |
Immaginate di dover sostenere una testa per tutta la vita. Non una qualsiasi testa, ma la vostra, con tutti i pensieri, le preoccupazioni, insomma, un bel carico! Quindi, ogni tanto il collo ha bisogno di essere allungato e mobilizzato. Spesso la zona cervicale è soggetta a dolore e rigidità con disturbi associati come vertigini e instabilità. In caso di dolore muscolare oltre agli esercizi di distensione, noi consigliamo dei trattamenti specifici che vadano a migliorare la contrattura della muscolatura cervicale. Ecco alcuni esercizi semplici e sicuri per migliorare la mobilità del collo: - Rotazioni (Imparate a dire di no!): sedute comodamente, ruotate la testa lentamente e rimanete per 5 secondi in rotazione Ripetete 5 volte.
- Anteposizione della testa: spingete il mento in avanti, poi tiratelo indietro, creando quel delizioso "doppio mento". Ripetete per 10 volte
- Allungamento: inclinate la testa verso una spalla, mantenete per qualche secondo, poi cambiate lato. La muscolatura deve essere rilassata e la spalla controlaterale non deve alzarsi. Ripetete 3 volte per lato (non dovete sentire dolore, in caso dovrete diminuire l’inclinazione)
- Distensione muscolare: servirà un asciugamano arrotolato, distese a letto, posizionate l'asciugamano a livello della nuca in modo da sentire una leggera pressione, rimanete in posizione per circa 2 minuti. (la sensazione deve essere piacevole, se sentite dei fastidi evitate l’esercizio). Ricordate: gli esercizi possono essere accompagnati da una respirazione profonda in modo da aiutarvi a detendere la componente muscolare. Se durante l’esecuzione degli esercizi dovesse presentarsi una sensazione di vertigine è necessario interrompere l’esercizio e distendersi.
Se avete domande o vi verranno in mente, non esitate a scriverci all’indirizzo debalance.osteopatia@gmail.com o al numero 3408786710
Potete visitare il nostro sito https://debalance-osteopatia.webnode.it
Abbiamo anche una pagina Instagram dove potete trovare video informativi @debalance_osteopate anche sul nostro sito
|
|
|
|
|
| |
La fioritura dei neuroni. Come far sbocciare la nostra intelligenza per tutta la vita di Michela Matteoli ed. SONZOGNO
| |
Lasciamo per qualche giorno da parte il giallo in cui non vediamo l’ora di scoprire il colpevole o il romanzo che in metropolitana rischia di farci saltare le fermate. Prendiamo in mano un libro di neuroscienze, tema arduo da affrontare, quasi da temere. Ma qui si parla del nostro cervello, delle nostre capacità cognitive, della nostra memoria. L’autrice Michela Matteoli, direttrice del programma di neuroscienze dell’Ospedale Humanitas di Milano, mette in discussione convinzioni che vengono da lontano; in particolare, ed è quella che a noi ragazze non più giovani spaventa maggiormente, la convinzione che il nostro cervello con l’età diminuisca drasticamente la produzione di neuroni con inevitabili conseguenze. La neuroscienza deve ancora fare molto per indagare la neurogenesi negli adulti, ma ognuna di noi, dice l’autrice, può fare molto per allontanare il decadimento cognitivo. E le ricette di Matteoli non stanno in medicine miracolose (anche se lei è docente di farmacologia!), ma fanno ricorso alla nostra vita quotidiana. “Dalla nascita in poi cominciamo ad ammassare la nostra riserva cognitiva, un patrimonio di conoscenze che si costruisce gradualmente e che si fa più consistente se studiamo, leggiamo, facciamo pratica di una lingua straniera, o se arricchiamo di esperienze e relazioni le nostre giornate.” In altre parole, il nostro cervello è plastico a tutte le età e cambia se assorbe nuove esperienze. La lettura è interessante e direi quasi emozionante: il testo è conciso, le pagine sono chiare, divulgative senza però mai perdere di scientificità. Le considerazioni dell’autrice non sono soltanto tecniche “ma di ampio respiro, etiche, legate a temi sociali di grande rilievo, fra cui gli impatti della guerra sul cervello umano, il razzismo e l’evoluzione del nostro rapporto con le intelligenze artificiali.” Il nostro cervello, paragonato da Matteoli a un albero da innaffiare per tutta la vita, ha sempre qualcosa da regalarci. Sta a noi dedicargli cure e attenzioni per aiutarlo a non appassire. E se avevamo bisogno di una ventata di ottimismo e di suggerimenti di fronte a nostre amnesie o defaillances questo libro fa il caso nostro. Anche sul nostro sito, clicca qui
|
|
|
|
|
| |
Da vedere: Vittoria e Familia, uno bello e uno brutto
| |
|
Uno molto bello VITTORIA, uno molto brutto FAMILIA. Quest'ultimo, passo indietro per Francesco Costabile dopo l'apprezzabile UNA FEMMINA, è la cronaca annunciata al rallentatore e sotto tavor di una violenza famigliare perpetrata da un padre mostro su moglie e figli. Tutto già visto, tutto già detto, due ore di noia insostenibile che tentano di rendere surreale ciò che non lo è. Attori volonterosi trascinati in un soporifero dramma fuori tempo massimo, anche se ispirato a un fatto di cronaca di cui non scava la psicologia, con Barbara Ronchi che trascina da un film all'altro (tantissimi, troppi) la stessa faccia addolorata con gli occhi sbarrati. Voto 0. Tutto il contrario il meraviglioso VITTORIA dei valorosi Alessandro Cassignoli e Casey Kaufmann che, un po’ come fece il bravissimo Jonas Carpignano, reinventano la realtà attraverso una sorta di fiction documentario. In un film assolutamente radioso e positivo che narra della battagliera Jasmis, parrucchiera di Torre del Greco, che dopo 3 figli maschi decide di adottare una figlia femmina. Bellissimo ritratto di donna reale, che riscopre e fa riscoprire a tutti il valore dell'amore e della bontà. Con un colpo di scena finale da incorniciare fra le più belle sequenze umanistiche di cui il Cinema è ancora capace (occhio alla reazione del marito di Jasmine nell'orfanotrofio della Bielorussia, un colpo al cuore che non si può dimenticare). 10 e lode. Anche sul nostro sito clicca qui Per vedere il trailer clicca qui
|
|
|
|
|
| |
Cosa bolle in pentola
| |
RISERVATO ALLE NOSTRE SOCIE
Il 17 settembre è iniziato il CORSO DI PITTURA aperto alle socie di DONNE IN, tenuto dalla pittrice KATIA DILELLA, presso la Casa delle Associazioni di Via Marsala 8 Milano. Le lezioni si protrarranno fino al 26 novembre compreso, dalle ore 10 alle 12; al momento attuale vi è ancora qualche disponibilità. Il corso prevede un rimborso spese. Katia vive e lavora a Milano. Nel settembre 2023 si è tenuta la sua mostra personale dal titolo “Restare nell’immagine. Katia Dilella nell’imponderabile scia dei giorni” presso la galleria Area35 Art Gallery, curata da Giacomo Marco Valerio. ll giorno 25 settembre si è tenuta l'Assemblea delle socie di Donne IN La discussione è stata molto ricca tra le socie intervenute, sia riguardo ai numerosi progetti in corso e gruppi (lettura, pittura e canto) sia riguardo alle prossime iniziative (Seminari Figure materne e figlie/i adulti, proseguimento Incontri 'Riflessioni sulla cura', pubblicazione dei primo ebook sull'ageismo e, prossimamente, del secondo sui seminari conclusi 'Ritratti di paure e perdite'.
|
|
|
|
|
| |
Tesseramento 2024 sul nostro sito www.donnein.net puoi fare o rinnovare la tessera
|
|
|