|
| |
Non dimostra la sua età…Ma è un complimento?
Quando ce lo dicono in prima battuta ci fa piacere. Ci chiediamo se sia l’effetto della nuova pettinatura, delle creme, del trucco accurato o della genetica. Poi subito dopo ci chiediamo …ma perché? come dovrei essere a 75 anni? C’è una faccia standard che di anno in anno dobbiamo indossare per stare al passo col passare degli anni? Ma quando avevo 40 o 50 anni dimostravo la mia età? o non gliene fregava niente a nessuno di quanto giovane sembrassi e un complimento era per sottolineare quanto carina fossi in quel momento. Poi ci viene in mente che, quando volevamo criticare qualcuno gli caricavamo addosso proprio il “sembra un vecchio o una vecchia… sembra mia nonna vestita così.. eccetera”. Poi per le donne milanesi c’era l’aggravante “sembra una sciuretta” … ma questa è un’altra storia. Sono domande che sorgono forse perché siamo rimaste positivamente colpite dalla quantità di donne famose che si sono opposte alla dittatura dell’aspetto da ragazzina anche a 60 anni, rifiutando e condannando il ricorso dissennato alla chirurgia estetica che spesso ha prodotto mostri che ora, invecchiando insieme ai loro rigonfiamenti artificiali, sono inquietanti. Anche sul nostro sito clicca qui
|
|
|
|
| |
Un ricordo di Luigi Ganapini
| |
Vogliamo ricordare anche in questo spazio un grande sostenitore di Donne In che ci ha aiutato fin dall’inizio con la sua ironia intelligente, le sue osservazioni puntuali e i suoi pranzetti golosi, pronto a collaborare quando glielo abbiamo chiesto. Gigi è stato il compagno della vita di Myriam Bergamaschi, ma anche un nostro caro amico che ci mancherà. Luigi Ganapini, uno dei più grandi studiosi della storia italiana del fascismo, si è spento il 24 dicembre scorso. Autore di numerosi libri, ha collaborato con l’ANPI per tenere viva la memoria di quel periodo. Aveva una capacità straordinaria di trasmettere in modo molto approfondito i valori dell’antifascismo e della resistenza ed era molto chiaro nel narrare quel tragico periodo del ventennio nazifascista. Luigi Ganapini è stato professore ordinario di Storia contemporanea all'Università di Bologna, dopo aver insegnato all’Università di Trieste. Si era laureato all’Università di Milano con una tesi sul nazionalismo cattolico fra l’Unità e la Grande Guerra, divenuto poi il suo primo libro, pubblicato da Laterza nel 1970. Tra gli studi del periodo fascista fondamentale è la sua analisi della Repubblica di Salò con il volume: "La Repubblica delle camicie nere. I combattenti, i politici, gli amministratori, i socializzatori", edito da Garzanti nel 1999. E’ stato direttore scientifico dell’Istituto storico della Resistenza di Sesto S. Giovanni e, in gioventù ricercatore presso l'Istituto per la storia del movimento di Liberazione in Italia. Ricercatore accurato, storico fine ed equilibrato, studioso colto e persona affabile, Ganapini lascia un vuoto nel mondo della Storia contemporanea italiana. Insieme a tantissimi altri, Donne in vuole ricordarne l’eredità culturale associata alla sua grande umanità e ironia e vi omaggia di un capitolo del suo ultimo intenso libro Giorni di tarda estate. Guerra civile nell'Italia del Duce, BFS, Ghezzano, 2022 Per continuare la lettura clicca qui
|
|
|
|
|
| |
Giorni di tarda estate di Luigi Ganapini
| |
|
Nel novembre 1943 tutte le ragazze impiegate in uno stabilimento dell’entroterra ligure furono licenziate «per lasciare il posto ai ragazzi che erano tornati a casa». In seguito a ciò – la protagonista del ricordo racconta – l’estate successiva lei andò in campagna a pascolare le mie pecorelle in compagnia dei miei amici che a loro volta avevano le pecore e le capre da portare al pascolo. È stata un’estate meravigliosa. […] Quell’estate poi il Signore ci ha proprio pensato ed in quei bo- schi le piante dei ciliegi selvatici erano cariche i frutti. Non si era mai vista una cosa così. Trascorrevamo i pomeriggi sopra quelle piante e ci siamo fatte delle scorpacciate di ciliegie che a noi non erano mai sembrate così buone. Nell’autunno del ’44 però le cose andavano sempre peggio; i giovani erano ormai ricercati da tutti e dovevano nascondersi. Chi non si era arruolato con la Repubblica era andato con i partigiani1. Due elementi caratteristici del modo in cui le donne ricordano la loro vita nel periodo: pur vittime di soprusi (cacciate in questo caso dal lavoro per fare posto ai maschi), oggetto di tante violenze, sensibili ai patimenti altrui e attente alle altrui sventure, sono anche capaci di superare la sofferenza causata dall’ingiustizia e lasciano spazio alla loro capacità di cogliere bellezza e gioia. Ciascuna di loro avverte tuttavia anche i limiti imposti dalla guerra che travaglia il paese: La lettura dell'intero capitolo 12 é sul nostro sito: clicca qui
|
|
|
|
|
| |
1° Puntata Ma noi donne sappiamo usare il denaro? Conosciamo i nostri diritti e le possibilità riguardo a quanto possediamo?
| |
Usare il denaro forse sì, ma contrattarlo quando dobbiamo accordarci su un lavoro, programmare un acquisto più importante, gestire le spese correnti della nostra casa e last, but not least pensare alla nostra vecchiaia da un punto di vista finanziario…la maggior parte di noi proprio no. E pensare che l’indipendenza e l’autonomia passano fondamentalmente dal non dipendere economicamente da qualcuno. Non è un caso che tutte le Istituzioni, a partire dal governo Europeo, alla Banca d’Italia e via via alle istituzioni locali si interessino a queste problematiche con pubblicazioni, seminari e corsi spesso gratuiti per creare una formazione di base sui problemi più diffusi che incontriamo ogni giorno. Le motivazioni storiche e sociali che hanno fatto sì che le donne siano ancora nel 2024 molto digiune dei così detti fondamentali dell’educazione finanziaria sono conosciute e non ci soffermeremo sull’argomento. L’Associazione Donne IN, in collaborazione con il Comune di Milano aveva già prodotto un opuscolo dedicato all’economia in famiglia, che è ancora rintracciabile nel sito WeMi del comune stesso. Oggi, a distanza di qualche anno, noi stesse abbiamo una percezione diversa e vediamo con maggior chiarezza il percorso di vita che ci si prepara davanti e le necessità economiche e organizzative necessarie. Vorremmo quindi iniziare una serie di articoli dedicati ai vari problemi più diffusi e quasi inevitabili in questo ambito. Anche sul nostro sito clicca qui
|
|
|
|
|
| |
Va ora in onda la seconda puntata della serie cult “LOVE IN PROGRESS”
| |
Riassunto puntata precedente: Una Lei e un Lui hanno appena deciso di passare il primo week end insieme a casa di Lei. Non si conoscono tanto, ma si piacciono molto. La situazione è nuova per i due settantenni. Sarà divertente, hard, noioso, rilassante? 2 puntata Lei ha appena chiuso una telefonata con Lui. “Covid? accidenti poveraccio! Speriamo non sia in forma grave...” Ma non avrà fatto il vaccino? NO!!! se è un no vax finisce qui: questi i primi pensieri dopo la notizia al mattino presto del mercoledì. Lui sarebbe dovuto arrivare venerdì. Una telefonata, la voce da raffreddore, le solite frasi di conforto e di scuse: “Sì dammi notizie… mi raccomando. E poi appena il tampone è negativo ti aspetto…Se non hai la febbre alta, è una scusa per riposarti un po’…. Ma certo che mi dispiace…stavo preparando dei grandi festeggiamenti per il tuo arrivo sai?... No, dico davvero, a parte una certa emozione diciamo organizzativa, avevo voglia di averti qui da me.” Ecco glielo ha detto che è un po’ emozionata: ha fatto bene perché è una cosa che crea un po’ di complicità e poi è ora di smetterla di voler sembrare sempre all’altezza della situazione… svelare un po’ di fragilità rende complici. Prima dell’annuncio del Covid e quando mancavano 48 ore al suo arrivo, lei si sentiva quasi pronta. Non solo per aver organizzato tutto, compreso i biglietti per il teatro, ma perché aveva vinto il primo round con le sue ansie e il risultato era che si stava avvicinando all’incontro con un approccio “adulto”. Avrebbe vissuto con la massima libertà questa nuova esperienza: sarebbe andata nel modo più naturale possibile senza giocare ruoli, senza obiettivi, senza sforzarsi su nulla. Dubbi, paure, senso del ridicolo, fastidio, curiosità, emozione, sembravano domati. Per continuare la lettura clicca qui
|
|
|
|
|
| |
Le sfide della città: Donne IN c’era
| |
|
I giorni 25 e 26 gennaio, a BASE MILANO, si è tenuto il Forum Welfare 2024 organizzato dall’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Milano. Un momento importante di confronto tra il Comune e i Municipi, le altre istituzioni territoriali sanitarie, scolastiche , il terzo settore, le fondazioni e il mondo universitario, sui temi fondamentali che attraversano la vita sociale della città quali, l’invecchiamento progressivo della popolazione e le sue prospettive, l’immigrazione, con il problema emergente dell’aumento della presenza di minori non accompagnati (circa 1500 nella sola città di Milano), il disagio giovanile, l’urgenza di una concreta attuazione della legge sulla disabilità e una progettualità collettiva per la riduzione delle disuguaglianze. Il filo rosso che unisce è la mancanza di risorse in una società che vede progressivamente aumentare la percentuale di poveri assoluti, mentre i campi da affrontare sono tanti: i giovani, in una società dove il disagio è crescente, soprattutto dopo il COVID, e dove gli accessi per problemi neuropsichiatrici sono molto aumentati dal 2019, in particolare nelle femmine, e dove l’impatto dei social ha un ruolo spesso maggiore delle famiglie, la casa, vista come base per un valido inserimento sociale, gli anziani le cui necessità devono trovare risposte in un rinnovamento delle situazioni abitative (housing sociale, diffusione della domotica nelle case, rinnovamento delle RSA e dei centri anziani) e socio-sanitarie (implemento della domiciliarità integrata e del servizio sociale). DONNE IN è stata invitata al Forum per un intervento nel Panel sull’Invecchiamento. Anche sul nostro sito clicca qui
|
|
|
|
|
| |
A contatto con il dolore: Limiti e complessità della cura
| |
Ne abbiamo parlato con l’autrice di “Fine di una madre” di Paola Pastacaldi, con la sociologa Marina Piazza e con la direttrice di Vidas Giada Lonati in occasione della presentazione del libro avvenuta il giorno 16 gennaio presso l’Unione Femminile di Milano. Paola Pastacaldi ha raccontato come è nato questo libro: la quotidianità della vita vicino alla madre malata le ha fatto lentamente cambiare le idee che aveva sulla vita e sulla morte. La necessità che sentiva maggiormente a contatto con questa realtà era quella di essere aiutata spiritualmente, di parlare con i medici, di essere confortata. Ad un certo punto ha realizzato che nessuno aveva affrontato l’analisi di questi sentimenti e quindi ha cominciato a scrivere un diario, quasi più per gli altri che per sé stessa. Paola ha osservato che spesso si è così assorbiti dell'impegno della cura che la storia dell’anziana/o passa in secondo piano. Non è più così importante chi è o chi è stata, ha cambiato natura; è diventata l’oggetto della cura e dell’impegno. Marina Piazza concorda e cita Jean Campbell che nel suo “Spazzolare il gatto” dice: “La gatta e io stiamo imparando il processo di espropriazione. Invecchiare è spesso descritto come un accumulo, di malattie, sofferenze, rughe, ma è in realtà un processo di espropriazione, di diritti, di rispetto, di desiderio, di tutte quelle cose che una volta possedevi e di cui godevi con tanta naturalezza.” Per continuare la lettura clicca qui
|
|
|
|
|
| |
Recensione dal nostro Gruppo di lettura Come il vento tra i mandorli Michelle Cohen Corasanti
| |
|
Michelle Cohen Corasanti mette al centro della sua storia ambientata negli anni Cinquanta un palestinese particolarmente dotato nelle scienze, un personaggio di confine, resistente, che passa dalla fame e dalle case di fango al premio nobel per il lavoro svolto negli Stati uniti. Proprio il suo successo porta un messaggio: studia e poi via dalla Palestina, lì non c’é futuro, l’unica strada é l’emigrazione. Che non é nemmeno una strada facile, perché Israele lesina i visti e difatti una delle scene finali drammatiche é quella del nipote cui viene negato il visto per gli Stati uniti che si fa esplodere in nome di Allah. La vita nella comunità dove cresce Ichmal con la famiglia ha una sua armonia pur nella povertà, grazie al cemento delle tradizioni che vedono ruoli ben marcati per uomini e donne, e la presenza di molte bocche da sfamare. Ichmal ha un padre speciale. Colto, ama la musica e canta, ha mani d’oro con cui dipinge e costruisce qualsiasi cosa. Non crede nello scontro con gli israeliani, che pur scommette sull’incontro. Nonostante ripetute prove contrarie. Difatti finisce in un campo prigione israeliano da dove uscirà con i figli già grandi. Ichmal va a lavorare nell’edilizia con il fratello Abbas per tirare avanti la famiglia. I due lasciano la scuola e solo l’aiuto di un professore consentirà a Ichmal di proseguire gli studi. E’ un secondo padre per Ichmal. E questo é il secondo messaggio forte del libro: senza istruzione, non si riesce ad alzare lo sguardo dal dolore quotidiano. E nemmeno basta. Le figure femminili sono meno interessanti, a parte la fortissima madre. Fa fronte a fame e odio con i mezzi che ha: lavora, cucina, cuce, cura, piange i figli morti, tiene insieme la famiglia tra mille difficoltà. Resiste. Anche quando il figlio Abbas, dopo essere rimasto menomato a causa dell’aggressione di un collega israeliano, aderisce ad Hamas e sparisce dalla circolazione, non manifesta un suo pensiero. Insomma, un libro impegnativo dato il momento in cui lo leggiamo. Non aiuta a essere ottimiste. Anche sul nostro sito clicca qui
|
|
|
|
|
| |
Da vedere: IL PUNTO DI RUGIADA di Marco Risi
| |
|
Il Magnifico omaggio di un regista a un altro regista. In questo caso uno padre dell'altro, che raggiunge il punto apicale del suo Cinema. Marco Risi figlio di Dino Risi, il grandissimo Dino Risi scomparso 15 anni fa. "Il punto di Rugiada" è la temperatura a cui deve raffreddarsi l'aria per evaporare, creare condensa e quindi neve. Ed è una grande nevicata, nella parte invernale delle quattro in cui è suddiviso il film seguendo il ritmo delle stagioni, che imbiancherà Villa Bianca, residenza di lusso per anziani e il suo giardino. Due giovani finiti lì dopo una condanna ai servizi sociali (Alessandro Fella e Roberto Gudese molto bravi così come Lucia Rossi ne ruolo dell'enigmatica capo infermiera) apriranno le porte a vetri e permetteranno agli ospiti di correre e giocare sulla neve come bambini. È una scena bellissima, indimenticabile, unica nel Cinema di oggi, che rimanda come tutto il film ai capolavori magistrali di Dino Risi girati negli Anni 70 come "Fantasma d'Amore”, “Anima Persa”, “La stanza del Vescovo ", nonché a quel gioiello girato proprio in una casa di riposo per Artisti che è "Primo Amore", già del Dino Risi Anni 80. Dei tre Capolavori degli Anni 70 di Dino Risi "Il punto di rugiada “assorbe quel senso di morte, di perdita, di assenza che li permeava, una sorta di struggente spettralità che impedisce sempre l'effetto "Cocoon" o Villa Arzilla. . Anche sul nostro sito clicca qui Per vedere il trailer clicca qui
|
|
|
|
|
| |
Porte aperte alle donne che hanno la fortuna di inevecchiare! Venite a lavorare con noi. Queste le nostre iniziative
| |
Riunione delle socie; la prossima riunione si terrà il 28 febbraio in Via Marsala a Milano alle ore 11 per fare il punto sulle nuove iniziative ed informare sul risultato di quelle appena concluse. Verrà presentato per l'approvazione, il bilancio 31 dicembre 2024 e il previsionale 2025. Il gruppo lettura, coordinato da Milena Pieri, continua i suoi incontri con gradimento delle partecipanti. Il 16 gennaio abbiamo ripreso i nostri incontri con la presentazione del libro di Paola Pastacaldi “Fine di una madre”, discutendone con la dott.ssa Giada Lonati, direttrice sociosanitaria di VIDAS e Marina Piazza sociologa. Il 31 gennaio si è tenuto, presso l'Unione femminile in c.so di porta nuova n. 32, il 1° incontro del lavoro svolto dal gruppo "Ritratti di Paure e di perdite" nel corso del 2022. Hanno relazionato sui risultati e risposto alle molte domande delle intervenute, Myriam Bergamaschi e la psicanalista Eugenia Omodei Zorini. La seconda riunione sul tema avverrà il 28 febbraio alle ore 16.30, sempre presso l'Unione femminile. La nostra Associazione é stata invitata al Forum welfare, promosso dal Comune di Milano, che si è tenuto presso il centro culturale BASE il 25 e 26 gennaio, ed ha partecipato al Panel 2 su "Invecchiamento: come ci prepariamo al futuro". In nostra rappresentanza ha parlato Myriam Bergamaschi.
|
|
|
|
|