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In questo numero ci chiediamo... MA SE GALLINA VECCHIA FA BUON BRODO..GALLO VECCHIO COSA FA?
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Nuovo sesso in vecchiaia: per le donne “c’est plus facile”
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No, non si tratta di incontri orgiastici o di performance sotto la luna d’agosto, ma quando vi capiterà di immalinconirvi guardando le coppie che passeggiano al chiar di luna, tenendosi per mano e promettendosi una notte appassionata che a voi da qualche tempo in qua è magari difficile anche solo immaginare, prendetevi una rivincita: il sesso in vecchiaia va meglio per le donne. Parola di grandi studiose. Come a voler chieder scusa della disattenzione che il femminismo ha avuto per la vecchiaia, alcune studiose, a distanza di anni pubblicano qualche riflessione su come invecchiamo noi donne e come invecchiano loro, gli uomini. Uno degli ambiti di indagine è appunto il sesso. Secondo le nostre fonti (Simone de Beauvoir, Lynn Segal, Linn Sandberg, Juliette Rennes) il pessimismo di alcuni grandi autori uomini come, per esempio, Philippe Roth o John Updike, di fronte all’invecchiamento è fortemente collegato al crescere, con l’età, della sensazione di vulnerabilità e di impotenza. Metaforica la prima, molto legata alla perdita del ruolo di “colui che mantiene la famiglia” e invece anche reale la seconda, legata al mutare della virilità. Gli uomini invecchiando, si sentono vulnerabili, e la loro potenza maschile si misura con una sessualità infragilita e che appunto perde potenza. Noi dell’invulnerabilità non ci siamo quasi mai preoccupate e in ambito sessuale abbiamo spesso messo in discussione un certo tipo di virilità: raccontata, rivendicata o agita. Sono stati proprio gli anni del femminismo che hanno “liberato” la sessualità e proprio questa liberazione che per fortuna ha coinvolto molte di noi, ci portato a conoscere, scoprire, rifiutare, mettere in discussione, preferire e scegliere. Per continuare la lettura clicca qui
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A Silvia Vegetti Finzi il Premio alla Carriera Premio Sila '49 - XI edizione - Cosenza
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Il Premio è nato nel 1949 a Cosenza, ed è uno dei più antichi premi letterari italiani. Scrive la giuria: «Figura di riferimento, e non solo in Italia, per quanto riguarda sia la storia del movimento psicanalitico, sia il senso e il peso da dare al pensiero freudiano. Il suo sguardo segue da decenni l’andamento, a tratti carsico, con cui la psicanalisi si è mossa, lasciando il proprio segno sulle idee di questo e del secolo scorso. Ma è soprattutto nell’intreccio fra sapere delle donne e disciplina psicanalitica che Vegetti Finzi si è ritagliata uno spazio singolare, smentendo quel pregiudizio che inquadra la psicanalisi come apparato di sapere sordo o addirittura ostile alla riflessione e alla soggettività femminile. Fuori da ogni rassicurante appartenenza, Vegetti Finzi è davvero una interprete coraggiosa di quell’esercizio di pensiero critico che oggi appare o appannato o addirittura deriso. Assegnarle il Premio alla Carriera è riconoscere innanzitutto la sua testimonianza a favore di una vita intellettuale né docile né ossequiosa. Ma è anche riconoscere il suo contributo e il suo impegno per un uso largo del pensiero psicanalitico, la sua capacità di traghettarlo oltre i confini e gli arroccamenti dentro torri d’avorio dove alla fine poco si respira»
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La cicala parlante n. 17 di Renata Prevost
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Ho 70 Anni. Questo é il mio ultimo giorno d’infanzia
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Che ne abbiate 60 o 80 o uno degli altri in mezzo non cambia, e nemmeno che abbiate avuto o no la fortuna di avere figli e nipoti: certo i figli portano una seconda infanzia e i nipoti una terza, la più bella di tutte oserei dire, perché vissuta con la consapevolezza di sé. Ricordate il detto: “se giovinezza sapesse, se vecchiaia potesse”?... Ecco l’infanzia con i nipoti è sapere e potere tutto insieme. Ma i nipoti, da un giorno all’altro, diciamo verso la seconda media, cambiano pelle, non li riconosci più, cambia la loro stanza, quella in cui ti crogiolavi facendo le capriole per terra o nascondendoti sotto un letto, la loro porta diventa chiusa, devi bussare prima. Non è un gran danno perché nel frattempo sei cresciuto anche tu, ma è un trauma in generale perché anche se non hai avuto appunto la fortuna di figli e nipoti, in qualche modo con nipoti di fratelli e sorelle o di amici, un contatto con le nuove leve ti ha permesso di riproporre cantilene, favole, insegnamenti, frasi popolari, racconti, aneddoti, pensieri, vocine in falsetto, mettere cerotti, comperare gelati e caramelle, sentirti utile, credere di lasciare semini sparsi per il futuro. Fino ad oggi è stato così e pace per chi è rimasto fuori. Da oggi cambia. E non è solo la porta del nipote che si chiude (mentre prima potevi entrare nella sua casetta segreta), (ora se vi va bene ti fanno sentire la loro musica con uno dei due auricolari piantati nelle loro orecchie anche quando dormono) a dare il segnale, è il mondo che chiude una porta anche senza volerlo. Abbiamo ormai capito che boomer o non boomer, nemmeno loro ce la fanno più: il mondo ogni 70 anni cambia comunque, anche se una generazione come quella dei boomer ha riscritto la storia degli usi e costumi: Gli usi e costumi sono più forti, scardinano tutto, rivoltano le frittate come cuochi giganti, sbrindellano le esperienze, stritolano le menti, restano i punti fermi delle azioni che hanno raggiunto qualcosa, come storia nei libri, per il resto diventa ogni cosa, nuova, ogni cosa vecchia, desueta. Resta la consapevolezza come dono intimo, per vivere il tempo rimasto da adulti grandi, cercando curiosità nel nuovo. Questo possiamo fare, sentirci bimbi ignari con gli occhi aperti, spalancati come in un parco giochi, guardare le novità mettendo da parte gli ancora, gli una volta, gli ai mei tempi, gli davvero? gli..gli…gli… ogni riferimento o comparazione col passato. Possiamo fare questa scelta, oppure rinchiuderci tra libri, foto, film, musiche anni 60/70/80, come in un proprio mausoleo e aspettare che le ragnatele ci avvolgano. Per continuare la lettura clicca qui
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Una pillola di “ageismo e linguaggio” Senior fa “figo” e vecchio fa “vecchio”: perché?
Giovani medici sotto la guida di un geriatra rispondono ad un’indagine sulle trappole dell’ageismo nel linguaggio. Sono ignari di essere oggetto di uno studio condotto da Guy Mico sul concetto di vecchiaia, che ripetuta negli anni, dà sempre risultati identici: VECCHIO EVOCA: rugoso, triste, fragile SENIOR EVOCA: la saggezza, il potere, il benessere economico, ruolo sociale Gli intervistati non sanno che sul vocabolario la definizione dei due termini è quasi identica. La parola senior, d’origine latina, è sia sostantivo che aggettivo comparativo, ed ha un significato positivo. Nel turismo è diventato una interessante fascia di mercato, e nel mondo del lavoro indica i più anziani ma anche chi ha uno skill professionale più elevato. Così è anche nello sport. Ma i senior sono rispettati, ammirati, hanno un ruolo importante nella comunità, solo finché si mostrano efficienti e utili e poi possono anche loro essere disprezzati. La parola vecchio non è un aggettivo comparativo e indica obsolescenza e scadenza: richiama quella sorta di compassione che dovrebbe compensare l’esclusione dalla società, dalla rapidità, dalla velocità, dal mondo produttivo, dalle performance. I media alimentano questo approccio, sottolineando prima gli aspetti negativi della vecchiaia e solo in un secondo tempo quelli positivi: quando un anziano è coinvolto in un incidente la prima cosa che si fa notare è la sua età. Per continuare la lettura clicca qui
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Da leggere: “INVECCHIARE AI TEMPI DELLA RETE “ di Massimo Mantellini NO! NON È UNA RECENSIONE… MA FA BENE LEGGERLO
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Mentre impazzano i dibattiti sull’intelligenza artificiale e come sempre in Italia tutto si trasforma in “tifo da stadio”, perché non sappiamo più dibattere, disabituati ad applicare quella “raccomandazione” di Simone de Beauvoir circa l’importanza che assume, in una conversazione, la differenza fra sentire le parole dell’altro e ascoltare davvero, a noi popolazione over 65 vengono decantate le tante novità che ci verranno riservate dalle nuove conquiste della scienza. Nell’universo dell’intelligenza artificiale (anche noi Donne In organizzeremo dei momenti seminariali per parlarne) ci sono anche le case intelligenti che si puliscono e si arieggiano da sole, i robot che ci porteranno le medicine a letto e che ci impediranno di inciampare, ma soprattutto il controllo medico delle nostre funzioni vitali verrà trasmesso in diretta al medico che si sta occupando di noi. Ma ci sono interessanti aspetti che il libro che vi proponiamo mette in luce rispetto a nuove tecnologie, mondo della rete, internet: noi siamo la prima generazione ad invecchiare su Internet e questo fatto comporta delle osservazioni che riempiono i vuoti lasciati dal disinteresse che noi riceviamo come utenti/clienti delle tecnologie più avanzate. Qualche citazione dal testo: “…La tensione fra tecnologie digitali ed età che avanzata è un confronto incessante fra possibilità e delusioni...” “…Così anche l’isolamento degli anziani nei tempi digitali sarà un isolamento di nuovo tipo, sarà un isolamento tecnologico…” “…Diventare invisibili è uno dei tratti peculiari dell’età avanzata. Non si tratta di invisibilità fisica; al contrario il vecchio è visibilissimo, intralcia il marciapiede, argomenta lezioso in banca o dal macellaio. E’ piuttosto un’invisibilità interiore, legata alla sensazione sempre più forte di non contare più nulla, di essere tollerato a stento. Anche sul nostro sito clicca qui
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Pronte per l'estate 2023? State seguendo i consigli degli esperti per affrontare la stagione calda?
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Avete fatto scorta di salamelle e birre, strutto per friggere le patatine, carne da brasato per accompagnare una bella polentina fumante? Avete posizionato la vostra sdraio sul punto più assolato del balcone? Avete tolto l’antitarme a quel golfino d’angora che sta tanto bene con l’abbronzatura? Ecco brave…siete pronte a affrontare la canicola… E noi ci rivediamo, leggiamo, ascoltiamo, incontriamo, raccontiamo a settembre
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Municipio 5 Estate insieme 27 giugno- 1 incontro: Si è parlato di generazioni al Municipio 5 di Milano Avviene all’interno del programma Estate Insieme di cui Donne In è partner e il titolo di questo primo incontro è stato “Rapporto giovani anziani: il valore del trasmettere affetti, esperienze, valori” proposto dall’esperta, la psicologa Glenda Garofalo. La psicologa mostra un cartellone in cui è scritto “Sono stato anch’io un adolescente” e così si avvia una conversazione. Non è quello che noi credevamo e cioè un racconto delle nostre storie, ma piuttosto subito un confronto tra “loro” e “noi”. I primi interventi sono stati di uomini, non si sa se nonni o padri, ma di certo critici verso l’assenza di relazioni fra le diverse generazioni all’interno delle famiglie: bisogna avere più scambi e bisogna farlo a doppio senso per poter ascoltare ed essere ascoltati. E’ prevalso il ricordo di adolescenze dove la figura dei genitori non era quella di “amico”. I genitori indirizzavano, permettevano, guidavano verso un percorso per “farti diventare adulto”. Si parla di coraggio che “noi” avevamo e che “loro” oggi hanno meno e che si accompagna alla sensazione che ci trasmettono di sentirsi inutili e annoiati. 11 luglio- 2 incontro: Si è parlato di economia della vecchiaia al Municipio 5 di Milano Bilancio familiare, nuda proprietà, e l’approccio verso la possibile fragilità …. Una chiacchierata che Mari Festari per Donne In ha ancora una volta condotto in modo chiaro e completo per gli abitanti del Municipio che erano presenti. E come ogni volta rileviamo il gran bisogno di informazione che c’è su questi temi…. Non se ne sa mai abbastanza. Sul nostro sito il calendario delle prossime iniziative di Estate Insieme al Municipio 5 Gruppo di lettura - Per Il prossimo incontro abbiamo scelto 2 libri: Una bimba senza stella, di Silvia Vegetti Finzi. Ci sembrava una bellissima e unica opportunità poter discutere di un libro con l’autrice. Altro libro scelto è Stoner di John Edward Williams. Ci vedremo il 28 settembre alle ore 17 alla Casa delle Associazioni, in Via Marsala. Per contatti milena2.pieri@gmail.com Tesseramento 2023 Avete ricevuto la nostra mail per rinnovare l'iscrizione o diventare nuove Socie di Donne IN!! Per informazioni scrivete a associazionedonnein@gmail.com
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