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Donne sole e invisibili
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Una recente sentenza della Cassazione ha respinto il ricorso di un uomo, condannato dal tribunale di Torino per maltrattamenti e vessazioni nei confronti della moglie. Di cosa era stato accusato e per cosa era stato condannato? Non solo per condotte violente, umilianti, minatorie, denigratorie, ma anche per aver ostacolato la sua emancipazione economica, impedendole in vari modi di studiare, e di trovare un’occupazione lavorativa. Quest’ultima gliela forniva lui, facendola lavorare come contabile nella sua azienda, naturalmente senza stipendio e senza contributi e men che meno condividendo gli utili.

Un’ impostazione della vita basata su una rigorosa e discriminatoria ripartizione di ruoli, con comportamenti volti a “limitare l’autonomia della persona offesa”, che spesso non sceglie di occuparsi della casa e dei figli, rinunciando alle proprie ambizioni personali, ma si trova incastrata e oppressa in questa situazione, convinta e rassicurata con lusinghe che quella vita sarà molto più serena e meno stressante di quella di tante altre donne costrette a lavorare…

Tornando alla nostra sentenza, la Cassazione ha rigettato il ricorso ricorrendo a norme sovranazionali perché il nostro ordinamento non prevede esplicitamente “atti di violenza suscettibili di creare pregiudizio di tipo economico.” Insomma, le botte, le ecchimosi, i graffi e quant’altro si vedono, ma la violenza economica è subdola e invisibile ad occhio nudo (anche se una su tre di quelle che ricorrono ai centri antiviolenza con i segni visibili, denuncia anche questa!).

Cosa ha fatto la Cassazione? Ha utilizzato l’obbligo di interpretazione conforme che impone, ove la norma interna si presti a diverse interpretazioni o abbia margini di incertezza, di scegliere quella che consente il rispetto degli obblighi internazionali ed è così che la Corte si è richiamata alla convenzione di Istanbul contro ogni forma di violenza -ratificata dall’Italia nel 2013- e alla direttiva UE del 2012 sui diritti minimi, assistenza, protezione delle vittime di reato. Per concludere questa bella sentenza n.1268 del 2025 ha individuato la violenza economica come una forma specifica di reato ed è davvero un passo avanti importante.

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