

Ci è sembrata un’interessante coincidenza con l’articolo della nostra newsletter n.118 del 15 dicembre, che il noto giornalista Alessandro Gilioli abbia trattato questo stesso tema con ironia, ma anche con uno sguardo egualitario e di genere. Ecco cosa scrive:
“Fra le molte cose interessanti dell’epoca che viviamo trovo curioso lo stigma sociale speculare e contrario per genere sulle cromie tricologiche artificiali, dopo una certa età.
Intendo dire: lo stigma riguarda le donne agées che non si tingono i capelli e allo stesso modo gli uomini agés che invece se li tingono.
A cosa è dovuto, questo opposto trattamento? E quale dei due generi ne è colpito di più? E come si rapporta questo persistente stigma speculare alla cultura della fluidità di genere? Perché i maschi sono considerati cringe se con la tintura tentano di nascondere l’età e le femmine sono considerate sciatte se invece non lo fanno? Non è contraddittorio rispetto ai valori egualitari che propugniamo?”
Se questa discriminazione venisse notata, potrebbe diventare un elemento di dibattito all’italiana.