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Care socie e amiche, Donne In sta passando un periodo difficile. La perdita di Valeria Cavrini, nostra Presidente, ci ha colpito affettivamente e ha lasciato un grandissimo vuoto nella nostra Associazione. Come lei avrebbe sicuramente voluto, desideriamo proseguire con rinnovato vigore. Una edizione speciale sarà interamente dedicata a Valeria, al suo spirito combattivo, alla sua forza, al suo umorismo, alla sua capacità di trascinare e motivare attraverso i suoi scritti, foto, interventi, idee, progetti. Noi ci saremo, forti e orgogliose di aver avuto una compagna così.
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INVECCHIARE INFORMATE Dal 3 agosto 2026 carta di identità cartacea addio:
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Non sarà più valida, sostituita in via esclusiva dalla Carta d’Identità Elettronica (CIE), che, grazie al microchip e agli elementi anticontraffazione, offre maggiore sicurezza rispetto alla cartacea, molto più facile da falsificare. Chi possiede ancora la carta d'identità cartacea è meglio che non aspetti -anche se sul documento è riportata una scadenza successiva- e chieda la Carta d’Identità Elettronica al Comune di residenza. La procedura si sa: si prenota, ci si presenta allo sportello con una fotografia recente, la tessera sanitaria e il vecchio documento, oppure la denuncia in caso di smarrimento o furto. La CIE viene spesso recapitata direttamente a domicilio. La CIE e la Tessera Sanitaria sono documenti diversi: la CIE serve per l’identificazione, la Tessera Sanitaria per le prestazioni sanitarie e come codice fiscale. La spulciatrice
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NONNI: OBBEDIRE AI FIGLI QUANDO FANNO I BABYSITTER?
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Un nonno ha scritto a "Darons Daronnes" (una rubrica di "Le monde") questa lettera: "Vorrei affrontare un argomento delicato, ovvero la gestione simultanea di nipoti cresciuti secondo modelli educativi divergenti. Abbiamo "in casa" genitori concentrati sul cibo e genitori concentrati sul sonno, genitori permissivi e genitori severi, protettori centripeti ed esploratori centrifughi. Inoltre, i genitori concentrati sul sonno non si preoccupano del cibo, e i genitori concentrati sul cibo non si preoccupano del sonno. Quando si hanno questi modelli diversi contemporaneamente, la situazione diventa critica." Cibo contro sonno... Creare due (o tre) dormitori con orari scaglionati e due (o tre) servizi con due (o tre) menù è totalmente impossibile. Quindi imbrogliamo (o addirittura mentiamo): niente più pisolini programmati e andare a letto prima del sole, niente più cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Chi mangia diventa dormiente e chi dorme diventa mangiante. E la parte migliore è che tutti ritrovano il loro bioritmo non appena tornano alla normalità. IDEE, RISPOSTE, PROPOSTE
Caro nonno, sono una nonna di una sola nipote e leggendo la tua lettera ho pensato che il tuo dubbio amletico non mi riguardasse; però non è così! Riguarda anche me. Immediatamente mi sono detta: bravo! Continua così! Io farei lo stesso. Riflettendoci ho, invece, capito che tu poni un quesito molto importante: qual è il ruolo dei nonni nel tempo presente? Quello di baby-sitter per aiutare le nostre figlie e figli a conciliare lavoro e famiglia o anche di educatori all’interno del nucleo famigliare? Non ho risposte certe, ma la tua decisione mi pare saggia; offre ai nipoti un pensiero critico e ai genitori dubbi sulle loro idee, che sembrano più degli imperativi per sminuire il ruolo positivo dei nonni nella vita affettiva dei giovani. (Myriam) Caro nonno, sono nonna di un nipote oramai grande e ritengo che i bambini debbano dormire bene, mangiare ancora meglio e lasciarsi coccolare dai nonni. Non essendo una grande cuoca, mi posso vantare solo di essermi impegnata sul sonno e sul gioco, credo con profitto, tanto al buon cibo pensava l'altra nonna, cuoca rinomata. I genitori, dunque, hanno potuto alternativamente lodare o criticare l'una o l'altra, senza gravi conseguenze, dato che complessivamente il bambino è stato bene. E le nonne anche. (Flora) Caro nonno, le difficoltà, da lei denunciate, nel barcamenarsi fra il mangiare e il dormire, nel cercare di seguire le regole dettate dai genitori dei nipoti, mi hanno rimandato alla mia esperienza di nonna. Credo che, per rispetto dei nonni, vada riconosciuto che ognuno nella propria casa decide le regole riguardanti sonno e pasti; quindi, mi par giusto che chi viene a chiedere aiuto si debba attenere alle stesse. Solitamente i pasti in casa dei nonni sono graditi! Per il sonno i bimbi dormono quando sono tranquilli, capiti e accettati in un ambiente sereno. I genitori dei nipoti vivono in momenti non facili: lo stress, il lavoro, l’allungamento degli orari -le certezze e le sicurezze ormai sono merce rara – per cui, magari, parlando loro scopriremo che anch’essi hanno bisogno di essere accolti, aiutati, accuditi. (Paola) Caro Nonno, non avendo io né figli né nipoti, posso basarmi solo su ciò che vedo intorno a me e, soprattutto, sulla mia esperienza di nipote. Quando stavo a casa dei nonni, al mio ritorno a casa la mamma brontolava spesso dicendo che “mi avevano viziata”, ma, forse proprio per questo, per me erano sempre state esperienze indimenticabili. Secondo me la nonnitudine deve essere lo spazio del gioco, del divertimento e dell’ascolto e, pur rispettando fondamentali regole di comportamento, che oggi anzi mi paiono spesso trascurate dai genitori, possa dare ai nipoti la percezione di un tempo “altro” rispetto alla normalità cui sono abituati. E ben vengano i dormienti che diventano mangianti e viceversa! (Luciana) Caro nonno, mi sembra che il tuo problema sia avere tanti nipoti tutti diversi e provenienti da genitori diversi (pur educati da te e da tua moglie in modo uniforme). Io non ho nipoti perché i miei figli non li hanno ancora fatti o non li faranno mai. Ma dentro di me sarei pronta ad accoglierli e penso che il luogo dei nonni dovrebbe essere un’esperienza da ‘ isola che non c’è, dove non c’è fretta, dove il tempo scorre dando attenzione alla relazione, alle cose, al cibo che la nonna o il nonno in questione propone,(più o meno buono a seconda della maestria degli stessi), al rispetto, all’ascolto, e soprattutto al gioco. Non dovrebbe esserci contrapposizione tra le regole dei genitori e le regole dei nonni, ma la possibilità di un territorio da esplorare e di storie da raccontare e da ascoltare per portarle con sé. (Lucilla)
Caro nonno, quanto a nipoti ne ho quattro! Per un certo periodo, però, ho fatto parte di quella categoria particolare che vive la “contemporaneità dei ruoli”: essere nonna ed essere figlia, quindi chiamata ad un ruolo di cura su due livelli completamente diversi, ambedue profondamente coinvolgenti. Sono diventata madre piuttosto tardi, di due figli nati a poca distanza l’uno dall’altro, ritardo dovuto alla difficoltà di concepirli. L’annuncio dell’attesa del primo nipote da parte di mio figlio e di sua moglie è stato un momento indimenticabile: una gioia vera e anche un senso di stupore nel vedere come per loro fosse stato tutto così semplice arrivare a dirmi: “Aspettiamo un bambino!”. Lo stesso stupore l’ho provato quando è stata mia figlia ad annunciarmi la sua prima gravidanza: con lei, inevitabilmente, sentivo un’identificazione ancora maggiore. Dal terzo nipote in poi, nessuno stupore, solo gioia, allegria e festeggiamenti. Il rapporto con mia madre è sempre stato complesso e non è certo migliorato con la mia maternità. Ricordo ancora con fastidio una delle prime frasi che mi ha detto: “Sicuramente anche tu non avrai latte, come me!”. Da lì in poi, il copione è stato sempre lo stesso: ciò che per me era A, per lei era B, e naturalmente ero io in errore. Per continuare la lettura clicca qui
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E SE I NONNI SI SEPARANO ? BEL PROBLEMA!
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Sempre di più emerge il fenomeno dei divorzi in età avanzata, i cosiddetti “divorzi grigi” o “gray divorce”. Quella che sembrava essere una lieve nuova tendenza, negli ultimi dati ISTAT viene confermata da un deciso aumento, tra il 2014 e il 2020, dei divorzi nelle coppie ultracinquantacinquenni (quasi triplicati) e di quelli tra gli over 60 (quasi raddoppiato). Questa tendenza si trova anche in altri paesi europei con picchi in Germania, Francia e Svezia. Alla base dell'aumento dei divorzi grigi c’è il cambiamento di atteggiamento nei confronti del matrimonio e del divorzio, l'aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro e l'allungamento dell'aspettativa di vita. In particolare, l’allungamento dell’età, che fa sì che molti matrimoni non più soddisfacenti vengano interrotti, aspetto poi che viene rafforzato dalla condizione di “nido vuoto” per cui l’ uscita dei figli dalla casa viene visto come un via libera senza complicanze per i rapporti famigliari, si vedrà però che questo non è vero e ha conseguenze poco studiate e negative. Gli «over 60» di oggi sono i baby boomers, la generazione che per prima ha conosciuto la rivoluzione dei costumi e le lotte per l'autodeterminazione delle donne negli anni 60 e 70 e che più ha sperimentato il divorzio nell’eta giovanile e mezza età. Il divorzio "grigio" potrebbe quindi essere un evento distintivo del corso di vita per i Baby Boomer, la cui propensione al divorzio è stata evidente fin da giovani adulti. Con l’allungamento della vita media i 60-70enni di oggi sono molto diversi da quelli di un tempo: hanno più energie, prospettive e anni da vivere, molti in pensione per lunghi anni. Quindi sempre meno disposti a rimanere in matrimoni che li rendono infelici. Per continuare la lettura clicca qui
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LA SEXALESCENZA: UNA NUOVA ETA' DELLA VITA
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Non è una moda, né un vezzo linguistico. È un’identità potente, consapevole e rivoluzionaria. Sono uomini e donne nati negli anni ’50 e ’60, che si rifiutano di farsi chiamare “anziani”. Hanno attraversato i decenni cambiando pelle, ma mai anima. E oggi, a 60 o 70 anni, non hanno alcuna intenzione di invecchiare. Sono digitali, curiosi, appassionati. Usano lo smartphone con la stessa naturalezza con cui, un tempo, si metteva su un vinile. Fanno videochiamate, mandano messaggi vocali, leggono, viaggiano, esplorano. Non si lasciano definire dall’anagrafe, ma dalla voglia di vivere che si portano dentro. Molti di loro lavorano ancora, e non per dovere: per scelta. Perché hanno trasformato il lavoro in vocazione, e non sentono il bisogno di fermarsi. Chi è in pensione, invece, ha imparato l’arte di godersi il silenzio, la lentezza, l’attesa di un tramonto guardato senza fretta. Le donne sexalescenti sono guerriere lucide. Hanno combattuto, amato, lasciato, ricominciato. Alcune vivono da sole, altre hanno studiato fianco a fianco con i figli, alcune hanno scelto l’indipendenza prima ancora che diventasse di moda. Hanno smesso di cercare conferme, e hanno iniziato a cercare sé stesse. E poi c’è un dettaglio meraviglioso: non invidiano più nulla. Non il corpo dei ventenni, non il successo facile, non le vite “da copertina”. Sanno che l’esperienza ha una bellezza sottile. Che uno sguardo pieno di storia vale più di mille pose. Che un sorriso, oggi, nasce dalla pace, non dalla necessità di piacere. Non pianificano la vita degli altri: progettano la propria. Ogni giorno è una pagina bianca da scrivere. Ogni mattina, il sole che si alza è un invito a non smettere mai di esistere davvero. La sexalescenza non è un’età. È una rivoluzione silenziosa. Un modo nuovo di stare al mondo. Una giovinezza che non vuole tornare indietro, perché ha imparato a guardare avanti. Anche sul nostro sito clicca qui
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Da Leggere : TRAIETTORIE TURBOLENTE di Ann Ruler.
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Annabella vuole cambiare vita, vuole dare sbocco a un’inquietudine che vive in modo quasi inconsapevole; non accetta infatti più di interpretare con evidente disagio la parte della bella moglie che il marito usa come strumento di promozione sociale e di affermazione per un giovane manager rampante; sente estranea la casa che sbatte in faccia a chi entra la gelida mano ultramoderna del designer che l’ha ristrutturata perchè le provoca malinconia il confronto con gli stessi locali che il padre aveva arredato con l’intelligente eleganza di vita vissuta; è un’ambizione segreta l’agognata indipendenza economica, inconciliabile con le pretese e l’opposizione del marito. Sembrerebbe intrappolata in un futuro che non lascia spazio a cambiamenti quando l’incontro imprevisto con un vecchio compagno di scuola scombina il suo destino. Paolo era l’amico del cuore, il compagno di liceo a cui la legava grande complicità di interessi e voglia di avventura, alleato di bravate e confidenze. Come in un gioco di porte che si aprono e si chiudono, la vita di Annabella è a una svolta. Per continuare la lettura clicca qui
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Da vedere Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson recensione di Pietro Roberto Goisis psicoanalista e critico cinematografico
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Ispirato al romanzo Vineland di Thomas Pinchon del 1990, è un grande film - in tutti i sensi - da vedere assolutamente. Perché e per chi? Domande accomunate da tante risposte. Eccone alcune. È grande cinema. Con attori fantastici, una sceneggiatura avvincente (quasi tre ore senza accorgersene), una fotografia affascinante, atmosfere suggestive, riprese magiche, una colonna sonora (praticamente in ogni fotogramma) che parla e varia momento per momento. Ricco di citazioni e riferimenti evidenti a molti altri film e personaggi storici del cinema. Una lunga e meticolosa preparazione (dieci anni dall’idea, quattro per realizzarlo) che porta ai giorni nostri la storia originalmente ambientata nella California anni ’80. Per riscoprire uno scrittore misterioso e immaginifico. È per chi ha sperato di cambiare il mondo, un po’ si è arreso, sotto sotto ci spera sempre. È per chi non si riconosce nel mondo d’oggi, ma rimane vivo e sconcertato. Non si arrende all’apparente ineluttabile declino morale. È per chi crede nei sentimenti e nell’amicizia, non parliamo dell’amore. È per chi non tradisce gli altri (pochi ci riescono nel film), ma non giudica chi lo fa. È per chi crede nelle nuove generazioni e le guarda con affetto, pur diffidente e preoccupato. È per chi ha voglia di parlarne dopo la visione. È un film d’azione che fa pensare. Anche sul nostro sito clicca quiPer vedere il trailer cliccare qui
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Gentili amiche E' aperta la campagna 2026 per il rinnovo delle quote associative e per l'iscrizione di nuove socie. Per diffondere i nostri eventi e progetti abbiamo bisogno della partecipazione di tutte voi. Il costo della tessera annuale è di € 30,00 con versamento sul c/c di Donne In IBAN: IT54B0306909606100000187621
Il 1° dicembre è indetta alle ore 14.30 la RIUNIONE DELLE SOCIE IN Via Marsala 8 (II° Piano). E' importante la vostra numerosa partecipazione. In tale occasione verrà anche nominato il nuovo consiglio direttivo e verranno discusse le linee programmatiche per il 2026.
RICORDATEVI sul nostro sito la categoria "LETTI PER VOI" dove potrete trovare interessanti articoli nazionali e internazionali raccolti per voi.
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Tesseramento 2026 sul nostro sito www.donnein.net puoi fare o rinnovare la tessera E' pur vero che per soli 30,00 € all'anno Donne IN ci da una tessera che ci apre tutte le porte, ........ma non spingere e stai in coda ............che di tessere ce n'è per tutte!!
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