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 Auguri   auguri  auguri   

Care amiche, quando ci ritroveremo sarà già Il 2025 e noi tutte avremo girato una nuova boa.
Abbiamo imparato che   per invecchiare bene bisogna guardare avanti e mai indietro, fare progetti per riempire lo spazio lasciato vuoto da quanto abbiamo “scartato” nel 2024, ma quest’anno si porta dietro degli aspetti così tragici rispetto a quello precedente che parte appesantito da tante preoccupazioni e grandi tristezze…ma tranquille, nessun “discorso alla nazione” che lasciamo fare a Mattarella.
Vogliamo solo fare tanti auguri affettuosi alla comunità di donne che si è venuta a creare in questi primi dieci anni  e con la quale abbiamo assistito a qualche significativo cambiamento nei confronti della vecchiaia delle donne, al quale anche noi tutte abbiamo contribuito. Siamo più libere di tenerci i capelli bianchi, le creme di bellezza stanno diventando “pro-age” e non solo antirughe, perdiamo gocce di pipì tanto quanto i maschi e soprattutto andiamo in ascensore senza che qualcuno si tappi il naso, a volte ci guardano non solo come nonne e con grande cautela ci coinvolgono in indagini sul sesso e la seduzione.
Su questi aspetti i media si sono accorti di noi, é vero, ma purtroppo il lavoro da fare è ancora tanto perché si strappi il velo che ci rende invisibili rispetto a temi fondamentali che riguardano il nostro abitare, il nostro diritto all’assistenza, i nostri redditi e la nostra solitudine.
Per il  2025   Donne In ha in cantiere grossi progetti come pubblicazioni, mostre, focus sui grandi temi della vecchiaia delle donne ed anche momenti di formazione perché abbiamo capito che ci sono informazioni che possono migliorare la qualità di questa complessa fase della vita.
Insomma, un anno vivace da  passare insieme, contagiandoci con idee diverse e con l’entusiasmo che ogni cambiamento nella società, anche se piccolo, ci provoca e ci conferma che  c’è bisogno di parlare di donne      over 65 sempre di più.
AUGURI DI BUON 2025 A TUTTE LE DONNE IN
AUGURI AI PRIMI 10 ANNI DI DONNE IN

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Black Christmas   

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Toccava a lei, brava cuoca e con la casa grande, racimolare parenti e amici per il Natale: amici e parenti cari ma anche d’obbligo… ereditati dalla tradizione natalizia che ci vuole tutti più buoni e tolleranti. Ma al suo 73esimo Natale, anche 24 ore di “tregua” possono essere troppe.
L’idea le gira in testa da tempo: cambiare tutto, dare uno scossone, regalarsi in futuro dei Natali diversi. Non ha davanti a sé troppo tempo per buttarlo via. Ha deciso di agire quando, cominciando a contare i bicchieri “belli”, si è ricordata che la cognata Nenè l’ultimo Natale ne aveva rotto un altro. Ogni Natale la stessa cosa, sembrava andasse tutto bene, ma, sul filo di lana, Nenè spaccava il bicchiere e sempre perché, coperta di chincaglieria come la Madonna della processione, urtava con uno dei mille ciondoli il bicchiere e poi cercava di rimediare agitandosi, grassoccia e convulsa, rovesciando bicchieri, bottiglie, ciotole delle salse e grissini. Una carneficina. Beppe, sempre seduto vicino a lei, una vecchia liaison mai dichiarata, si alzava per aiutare, ma per via della forte miopia rovesciava la sedia che cadeva sulla Lilli che cominciava a starnazzare come un’oca. I vecchi parlano ad alta voce perché sono sordi, ma Lilli lo ha sempre fatto, acuta, penetrante, fastidiosa (se ride poi…è roba da Shining, tanto che quando ha la laringite è una benedizione).
Un bicchiere di meno e poi Alberto che di certo non ha fatto nulla per l’alitosi che anche se lo releghi a capotavola, ti spinge, appena apre bocca, a cercare “dove si nasconde il topo morto”. Per non parlare dei regali di Marisa che, nonostante da 20 anni le si dica di non farli, se non ai suoi nipotini, si presenta con bottigliette di liquore nocino fatto da lei, biscottini pieni di zucchero (e chi se ne frega se il diabete colpisce una larga fetta della popolazione anziana), dopobarba che i maschi del gruppo accettano con entusiasmo, accarezzandosi la barba bianca o grigia che coltivano fin dai tempi dell’Università.
 
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Come è andato il 25 novembre? 

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Una donna uccisa ogni tre giorni, le manifestazioni delle donne che si sono raccolte nelle piazze per sentirsi vicine e farsi sentire, i tanti convegni che hanno approfondito la necessità che le donne raggiungano maggiore autonomia economica attraverso il lavoro, l’educazione, la conoscenza delle regole dell’economia, non hanno zittito le inaccettabili  strumentaliz- zazioni di queste morti, violenze, botte.
Una volta capito che dalla lotta contro la violenza sulle donne, stava emergendo il ruolo del patriarcato italiano, di cui è intrisa la nostra cultura, come uno dei tanti mandanti della violenza contro le donne, i reazionari (termine magari superato, ma sempre efficace) hanno dato battaglia per affermare l’innocenza del patriarcato.
QUINDI RE-SISTER ALLA LOTTA PER DISARMARE IL PATRIARCATO
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  Capelli grigi - l’età non viene più camuffata  

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I capelli grigi sono diventati glamour! E con ciò è stato invalidato il detto comune secondo cui le persone anziane usano la tintura per capelli per mascherare la loro età, ed evitare di essere stigmatizzate come "vecchie"?
Di recente molte donne hanno smesso di tingersi i capelli e scelto di diventare naturalmente grigie, come si vede nei media mainstream, nei social media e in ogni dove. La risposta è stata incoraggiata anche dalla pandemia di Covid-19, che ha sottolineato la profondità e la pervasività dell’ageismo.
L'ageismo è uno stereotipo negativo, un pregiudizio e un atto di discriminazione nei confronti delle persone anziane; è non solo endemico nelle società occidentali, ma in aumento. Sebbene l'ageismo colpisca entrambi i sessi, le donne sono soggette a una maggiore discriminazione in molti ambiti. La natura di genere dell'ageismo è particolarmente evidente quando si riferisce all’aspetto fisico; esiste la convinzione diffusa che il fisico delle donne si deteriori più di quella degli uomini.
Le opinioni su questo cambiamento sono molteplici. Per capire meglio le ragioni che hanno indotto le donne a ripudiare il precetto secondo cui l'età dovrebbe essere camuffata, ci è parso interessante una ricerca fatta in Australia, Gran Bretagna e Stati Uniti che ha indagato le esperienze delle donne nel decidere di smettere di tingersi e le conseguenze, sia in termini di come credevano che gli altri le percepissero, sia come si sentivano loro stesse. “È sicuramente una lotta. (...) Stiamo sicuramente combattendo contro generazioni che percepiscono in modo negativo le donne che invecchiano”, racconta una delle intervistate e un’altra aggiunge: “(…) Lavoro con studenti universitari. Prima che smettessi di tingermi i capelli, pensavano che fossi molto più giovane e mi trattavano come una di loro. Ora mi trattano come una persona anziana, supponendo che non riesca a relazionarmi con loro”.

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megafonoLa posta del look
di Carla Massara

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 A Natale mantengo il mio stile 

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Avvicinandosi Natale gli impegni si moltiplicano sia per scambiarci gli auguri sia per partecipare a eventi, e quindi possiamo sbizzarrirci di più sul nostro abbigliamento.
Cerchiamo il giusto equilibrio. Non forziamoci a indossare qualcosa che non appartiene a noi e alla nostra personalità.
Non funzionerebbe perché lo stile è quella peculiarità che si sviluppa solo se trova il terreno fertile, se trova il calore dove sbocciare. E non potrà mai sbocciare se non riesce ad ambientarsi.
Il mio consiglio è di non oltrepassare i nostri limiti obbligandoci a indossare quello che non ci appartiene.
Continuiamo nel nostro stile, magari implementandolo con idee nuove. Coltiviamo la nostra essenza perché è quella che ci rende uniche.
Una volta accettato questo possiamo crescere e arricchire il nostro stile.
Preferiamo gli abiti leggermente sofisticati? Va benissimo, coltiviamo questa inclinazione.
Non vestiremo mai in camicia di flanella scozzese e jeans, non perché non ci piacciano, ma perché non li sentiamo nostri, non ci appartengono. Non per questo se dobbiamo vestirci sportive non riusciamo a farlo, anzi.
Possiamo indossare dei pantaloni di velluto a costine di un bel colore e poi sviluppare intorno a questa tonalità delle fantastiche sfumature per un maglione e per gli accessori.
Se, per esempio, scegliessimo dei pantaloni di velluto ametista seguirà un maglioncino rosa shocking con abbinata una camicia di seta a disegni optical nei toni del rosa e del burgundi.
Abbineremo stivaletti di camoscio cognac e un caldo ecomontone chiaro.
Così avremmo ideato, con semplicità ed equilibrio, un completo sportivo senza allontanarci dal nostro stile ma, anzi, arricchendolo di altre idee per situazioni, magari per noi, non quotidiane.
Saremo adeguate al momento ma sempre nel rispetto del nostro stile.
Se poi dovessimo uscire con gli amici e tutte le amiche si vestono sempre senza badare troppo a quello che mettono e non ci tengono particolarmente e quindi noi risultiamo sempre, a detta di tutte,“ elegantissime”… fermiamoci un attimo a riflettere. Questo, frequentemente, significa “troppo eleganti”. Vi suggerirei di disinteressarvi a questi giudizi, di passare oltre.
Considerazioni spesso dettate da vibrazioni negative, come invidia, difficoltà a mettersi al vostro passo e molto altro.
Portiamo avanti il nostro buongusto e, anche se saremo le uniche vestite bene e con cura, ciò è un pregio.
Con molte probabilità lascerete una scia di buone sensazioni, di positività.
Come un invito a cambiare qualcosa, iniziando dalla cura di noi stesse.
Non adeguiamoci al peggio, alla banalità, portiamo avanti, a testa alta e con grande orgoglio quello che siamo: il nostro stile prezioso, la nostra personalità, la nostra unicità.  Per le feste di Natale e Capodanno penso a un leggero accenno ai vestiti di fine ottocento, nelle maniche, nei colli, nei colori ricercati, come una vaga e imprecisa rivisitazione dei costumi di Lidia Poet… darebbe un tocco di classe in più al nostro look.  
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Consigli  dalle nostre osteopate 
 I formicolii alle mani: vi è mai capitato di svegliarvi di notte con le mani che sembrano aver vita propria?  

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I formicolii alle mani sono una sensazione spiacevole di intorpidimento o pizzicore che può essere temporanea o ricorrente. Questo disturbo può avere diverse cause, alcune delle quali più lievi e gestibili con esercizi e cambiamenti di abitudini, altre che potrebbero richiedere l’intervento del medico, vi consigliamo un consulto in caso non aveste ancora indentificato la causa.
Alcuni esercizi semplici possono aiutare a ridurre i sintomi di intorpidimento o formicolio alle mani, specialmente se causati da posture scorrette.
1. Esercizi di allungamento
•   Allungamento flessore del polso: Estendete un braccio in avanti con il palmo rivolto verso l'alto. Usate l'altra mano per tirare delicatamente le dita verso il basso, allungando il polso. Mantenete la posizione per 20-30 secondi e ripeti 3 volte.
•   Allungamento estensore del polso: Iniziate con il braccio teso in avanti, questa volta con il palmo rivolto verso il basso. Usate l'altra mano per tirare le dita verso il basso, sentendo lo stiramento lungo la parte superiore del polso e dell'avambraccio. Mantenete la posizione per 20-30 secondi e ripeti 3 volte.
2. Esercizi di mobilizzazione del polso
• Rotazioni del polso: Ruotate delicatamente i polsi in un movimento circolare, prima in senso orario e poi antiorario. Eseguite 10 rotazioni per ogni lato per migliorare la mobilità articolare.
3. Esercizi per migliorare la circolazione
• Pompaggio delle dita: Aprite e chiudete rapidamente le mani, allargando le dita il più possibile. Ripetete l’esercizio per 30 secondi per favorire il flusso sanguigno.
• Scrollamento delle mani: Scrollate energicamente le mani verso il basso per 15-20 secondi. Questo movimento può aiutare a migliorare la circolazione e ridurre il formicolio.
4. Distensione muscolare
• Massaggio con crema: applicate una crema idratante o arnica su entrambe le mani e procedete con un massaggio lento e circolare su tutto il palmo ed eseguite un leggera trazione delle dita.
Se vi sorgeranno domande o avrete voglia di chiederci dei consigli non esitate a scriverci all’indirizzo debalance.osteopatia@gmail.com o al numero 3408786710
Potete visitare il nostro sito https://debalance-osteopatia.webnode.it
Abbiamo anche una pagina Instagram dove potete trovare video informativi o contattarci: @debalance_osteopate
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  La matrioska   di  Luciana Montagnani     ed. Robin  

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Un romanzo intenso e imperdibile di una scrittrice esordiente settantenne.
Romanzo d'esordio dell'autrice la cui protagonista raccoglie, come in una matrioska, tutto il passato al femminile della sua famiglia e la travagliata ricerca delle sue radici e della sua stessa identità di donna. Una rocambolesca saga famigliare che affonda le sue radici nell'800 e che, attraverso lettere, ricordi, ritrovamenti, ricerche negli archivi, giunge fino ai giorni nostri. Una miriade di personaggi che intrecciano le loro storie in spazi e tempi diversi e testimoniano con i loro comportamenti e le loro relazioni, lo scorrere del tempo sullo sfondo di vicende storiche epocali. Una prosa impeccabile con frequenti riferimenti al dialetto fiorentino, lingua parlata perlopiù dai famigliari della protagonista e sofisticate citazioni letterarie.
Michela Mari, una lettrice di Donne IN

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 Da vedere: Per il mio bene 
di Mimmo Verdasca  

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Che gioia rivedere quella magnifica attrice che è Marie- Christine Barrault (grande interprete per Eric Rohmer, Andre Delvaux, Woody Allen, Jean-Charles Tacchella, Fabio Carpi) in un ruolo bellissimo, che compone con quelli affidati a Barbora Bobulova (sempre stupenda), Stefania Sandrelli (immensa) e Sara Ciocca (grande promessa) un quadrilatero della maternità. In un racconto molto complesso e psicologico di riconoscimenti fra donne, nel ruolo di madri e figlie, naturali o adottive, sposate o single. A far scattare il gioco di rivelazioni e agnizioni è la malattia, ancora una neoplasia come nell'ultimo Almodovar, ma trattata come un'occasione di rivelazioni. E la ricerca della madre naturale (Barrault) da parte di una figlia (Bobulova) madre single, a sua volta adottata da una donna che non ha mai avuto l'occasione di rivelarle la sua origine, (Sandrelli) è autenticamente straziante.  
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 Donne instancabili  

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Da vedere: La socia di Donne In e vice presidente della Fondazione Anna Kuliscioff, Marina Cattaneo ha curato la Mostra “Milano per Matteotti” che ripercorre, attraverso documenti e manifesti d’epoca, il rapporto tra il Deputato socialista e la città di Milano e celebra il centenario della sua morte avvenuta per mano dei fascisti. Al Museo del Risorgimento/Palazzo Moriggia in via Borgonuovo a Milano fino al 29 dicembre. Ingresso gratuito.
Da vedere:  Le socie di Donne In interessate a  visite guidate delle Mostre in corso a Milano, potranno fruire del servizio organizzato dall'   Associazione Nestore, con la quale spesso collaboriamo, alle stesse condizioni dei loro soci. Per info: www.associazionenestore.eu “Iniziative culturali/Visite guidate”.
Da leggere: sul sito dell’Associazione Nestore (www.associazionenestore.eu)  alla voce “pubblicazioni” potete scaricare gratuitamente il “Semestrale”, che compendia articoli scientifici di esperti sul tema scelto di volta in volta. . In questo numero “Anzianità fra impegno e disimpegno” 

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 Cosa bolle in pentola  

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Il 15 gennaio 2025 presso Unione Femminile in Corso di Porta Nuova 32 a Milano, alle ore 17.30 (seguirà locandina), verrà presentato il libro: Vivere bene. L’attività fisica: cosa, come, quanto, quando…e perché, di Silvio Garattini. Ne parleranno con il  Prof. Garattini, Elisabetta Bordiga dell’Unione Femminile e  Lucilla Tedeschi di Donne IN.
Il 31 gennaio 2025 prende avvio il corso “La comunicazione efficace”, organizzato da Paola Brivio di Donne In. Il corso che si articolerà in  3 incontri (31 gennaio 2025- 7 febbraio 2025 - 14 febbraio 2025)  si terrà presso la  Casa delle Associazioni in via Marsala 8 a Milano (1° piano in sala conferenze dalle 10.00 alle 12.00). Chi non avesse ricevuto l’invito, può scriverci a associazionedonnein@gmail.com.

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            Tesseramento 2025 
                  sul nostro sito     www.donnein.net               
                     puoi fare o rinnovare la tessera                   

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