

Riportiamo un articolo tratto da uno studio pubblicato sul Journal of Gender Studies che fa riflettere e che non deve essere sottovalutato. Piuttosto deve essere da stimolo per proseguire a lottare per la dignità e l’indipendenza di tutte le donne.
Sono le donne che vogliono ritornare al ruolo di moglie tradizionale – al come eravamo; al modello della donna angelo del focolare, di infausta memoria.
Due studiose americane – Rebecca Stotzer e Ashley Nelson – hanno indagato su chi sono e quale le ragioni che le indirizzano verso questa scelta.
Per l’indagine sono state selezionate 60 donne autoidentificatesi tradwives su TikTok e analizzato le ragioni che le spingono a entrare in comunità con una cultura maschile piuttosto tossica e un bagaglio di giudizi negativi e pregiudizi verso le donne.
La maggior parte delle donne di questa indagine aveva un’età compresa tra i 20 e i 30 anni, molte erano sposate e madri; quasi la metà si definiva donna di colore. E hanno dichiarato di essere per lo più cristiane.
Non sono figure di spicco, sono donne “normali”.
Cosa le ha motivato alla scelta? Dall’indagine emergono tre temi:
In primo luogo, le convinzioni religiose o ideologiche, spesso legate a una visione tradizionale dei ruoli di genere.
In secondo luogo, considerazioni pratiche: il costo dell’assistenza all’infanzia o la distanza geografica dei mariti.
Terzo, le preoccupazioni per la sicurezza, legate anche all’isolamento e alla visione romantica della vita.
Tuttavia, vi è un sentimento che le accumuna: è la frustrazione; il vivere le difficoltà quotidiane per avere una vita di successo e di essere una buona madre o la pressione di essere sia un caregiver sia una dipendente a tempo pieno, ed eccellere in entrambi.
Hanno sviluppato la convinzione che le aspettative riposte nelle donne moderne sono irrealistiche e insostenibili. “Uno dei fattori principali che ha spinto queste donne a identificarsi come ‘tradwives’ è stata la possibilità di concentrarsi finalmente su un aspetto della loro vita e portarlo avanti”. E’ il commento di una delle ricercatrici, Rebecca Stotzer.
Ha detto una di loro. “Pensiamo di poter lavorare più di 40 ore a settimana, crescere i figli, mantenere una bella casa e avere tempo per i nostri mariti? Non possiamo”. Un’altra ha detto: “È meglio sottomettersi a un marito che a dieci capi”. Una utente di TikTok ha riassunto: “È stato più facile adattarsi alla vita tradizionale che cambiare mio marito o il patriarcato nel suo complesso”.
Sebbene il lavoro di Rebecca Stotzer si concentri sugli Stati Uniti, la dinamica va ben oltre questo contesto. Le ricerche sulla scelta di ritornare al ruolo tradizionale – “tradwife” – si stanno moltiplicando in Europa e Nord America. Norvegia, Belgio e Paesi Bassi sono addirittura in testa. Dappertutto, riecheggia lo stesso miscuglio di disillusione nei confronti della modernità, preoccupazioni per la sicurezza e aspirazione a una vita più semplice.
E questo non deve sorprendere. In un mondo scosso da crisi economiche, polarizzazione politica ed emergenza ambientale, il fascino di uno stile di vita più lento, incentrato sulla sicurezza e sulla comunità è comprensibile e tutto indica che continuerà a crescere, sostengono le ricercatrici.
La forma che assume questo “ritorno alla tradizione” varia a seconda dei contesti, dell’educazione, delle credenze o dal luogo. Un cristiano devoto che vive nell’America rurale e un giornalista scettico in un appartamento urbano avranno visioni molto diverse, tuttavia le loro aspirazioni profonde – stabilità, protezione – convergono.
Il riecheggiare alla vita “tradizionale” non si limita a fare il pane fatto in casa o a criticare la modernità e rimuoverne i vincoli. Dietro il discorso sulle faccende domestiche e sulla sicurezza familiare si esprimono idee e ideologie ben precise: l’antifemminismo, posizioni transfobiche, richieste per l’abolizione del suffragio femminile, la condivisione di riferimenti esplicitamente violenti tratti dall’estrema destra.
Per Stotzer e Nelson, il messaggio è chiaro: dobbiamo prendere sul serio le scelte di queste donne, affrontando contemporaneamente le condizioni imposte dal sistema che le rendono sovente inevitabili. Il problema denunciato anche da altre donne, e di varie estrazioni politiche è: l’attuale organizzazione del lavoro e della vita familiare nelle nostre economie moderne è insostenibile.
(Rebecca Stotzer, Ashley Nelson, Journal of gender Studies, 16 May 2025)