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Recensione dal nostro Gruppo di lettura: Come il vento tra i mandorli di Michelle Cohen Corasanti

Michelle Cohen Corasanti mette al centro della sua storia ambientata negli anni Cinquanta un palestinese particolarmente dotato nelle scienze, un personaggio di confine, resistente, che passa dalla fame e dalle case di fango al premio nobel per il lavoro svolto negli Stati uniti.
Proprio il suo successo porta un messaggio: studia e poi via dalla Palestina, lì non c’é futuro, l’unica strada é l’emigrazione. Che non é nemmeno una strada facile, perché Israele lesina i visti e difatti una delle scene finali drammatiche é quella del nipote cui viene negato il visto per gli Stati uniti che si fa esplodere in nome di Allah.
La vita nella comunità dove cresce Ichmal con la famiglia ha una sua armonia pur nella povertà, grazie al cemento delle tradizioni che vedono ruoli ben marcati per uomini e donne, e la presenza di molte bocche da sfamare. Ichmal ha un padre speciale. Colto, ama la musica e canta, ha mani d’oro con cui dipinge e costruisce qualsiasi cosa. Non crede nello scontro con gli israeliani, che pur scommette sull’incontro. Nonostante ripetute prove contrarie. Difatti finisce in un campo prigione israeliano da dove uscirà con i figli già grandi. Ichmal va a lavorare nell’edilizia con il fratello Abbas per tirare avanti la famiglia. I due lasciano la scuola e solo l’aiuto di un professore consentirà a Ichmal di proseguire gli studi. E’ un secondo padre per Ichmal.
E questo é il secondo messaggio forte del libro: senza istruzione, non si riesce ad alzare lo sguardo dal dolore quotidiano. E nemmeno basta.
Le figure femminili sono meno interessanti, a parte la fortissima madre. Fa fronte a fame e odio con i mezzi che ha: lavora, cucina, cuce, cura, piange i figli morti, tiene insieme la famiglia tra mille difficoltà. Resiste.

Anche quando il figlio Abbas, dopo essere rimasto menomato a causa dell’aggressione di un collega israeliano, aderisce ad Hamas e sparisce dalla circolazione, non manifesta un suo pensiero.

Insomma, un libro impegnativo dato il momento in cui lo leggiamo. Non aiuta a essere ottimiste.

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